“Archeologia” enologica

C’era una volta l’abitudine di conservare delle bottiglie di vino in annate importanti o legate ad avvenimenti personali (di solito la nascita di un bambino), per poi aprirle anni dopo, o dimenticarsene. Di solito l’esperimento si risolveva (o risolve) in un fallimento: tappi scadenti, errata conservazione o vini poco adatti all’invecchiamento portano a delusioni frequenti nel momento dell’attesa stappatura.

Non e’ stato questo il caso di un a bottiglia di vino rosso prodotto dal Negus (gestore per decenni di una delle private piu’ note di Monfalcone, scomparso purtroppo quest’anno) nell’anno ’69, imbottigliata e conservata da un amico partigiano. Stappata a 44 anni di distanza, si rilevava ancora di un bel colore rubino appena mattonato, al naso eterea ma in bocca ancora vitale, con un bel tannino e quasi una certa rotondita’. Complimenti a chi l’ha conservata cosi’ bene, ed ovviamente al Negus, a cui e’ dedicato questo articolo.

Un precedente post sulla privata del Negus.

Published in: on novembre 8, 2013 at 7:57 pm  Lascia un commento  

Cristofui – Vermean

Una privata alquanto restia questa, nascosta sia come luogo (un interno di via Mostegane, la frasca e’ solo in viale) sia come apertura (non apriva da due anni). Come molte cose nascoste merita pero’ di essere scoperta e ricercata. Nonostante la poca pubblicita’ e’ affollata a tutte le ore del giorno, prima di cena e’ difficile a volte trovare un tavolo o delle sedie. Il posto e’ abbastanza carino, interno pittoresco con molte foto d’epoca, la qualita’ del vino e’ rinomata nel mandamento: infatti Malvasia e Merlot sono entrambi piu’ che bevibili (occhio alla Malvasia, che fa piu’ di 14 gradi alcol, del resto diffidiamo delle malvasie leggerine), il rosato non l’abbiamo ancora bevuto.
Da provare finche’ c’e’ (ha aperto il 17), non sperate nella programmazione di un’altra apertura o nella sua eventuale pubblicizzazione.

Published in: on maggio 19, 2011 at 12:44 pm  Lascia un commento  

Statistiche

La pro Loco di Monfalcone ha pubblicato nel 1999 e dieci anni dopo delle guide delle private bisiache. L’elenco, che potremmo anche pubblicare in quanto abbastanza preciso, ci fornisce un quadro interessante della tendenza, o per meglio dire della decadenza, del fenomeno delle private. Sarebbe altrettanto stimolante avere degli elenchi similari delle osmize e della loro evoluzione storica in provincia di Trieste, basterebbe consultare l’archivio delle licenze dei comuni. Insomma chi cerca un’idea per una tesi non si lamenti.
Pubblico solo il numero dei locali per luogo del 1999 e del 2009.
Monfalcone 8>7
Staranzano 12>8
Ronchi dei Legionari 25>22
Turriaco 5>5
S. Canzian 13>6
S. Pier 4>4
Sagrado e Fogliano 6>4
Totale 73>56 (posso gia’ anticipare che un paio di queste sono chiuse nel frattempo)

Published in: on marzo 19, 2011 at 7:20 pm  Lascia un commento  

Beraldo Severino – Monfalcone (Aris)

Via Petrarca, aperto in Dicembre.

Proprio ad Aris, nel regno della Contessa, sorge una privata (oddio, piuttosto che sorgere affonda, essendo situata in una cantina sotterranea), che e’ entrata sin dalla prima visita nel nostro olimpo delle private. Ormai saprete che i nostri gusti sono piuttosto stravaganti in materia, e che ci commuoviamo di fronte ad un locale ricavato sotto l’abitazione, al quale si accede tramite un’angusta scaletta, segnalato all’esterno da una frasca munita di un tremolante lumino. L’ interno e’ decisamente spoglio, riscaldato da una scoppiettante stufetta, riscattato per un mese l’anno dall’ uso di cantina a quello di mescita. Dietro il bancone statuarie ci accolgono delle vecchie ed annerite botti di legno (grandi, non pensate alle mondane barriques), con il loro naturale corredo di damigiane di ogni foggia e dimensione, imbuti, fiaschi…
Il vino rosso (uvaggio bordolese) e’ piuttosto ruvido, il bianco (Tocai con un po’ di Malvasia) ci stupisce con un bel profumo, non abbiamo ancora assaggiato il rosato. Anche i prezzi, come tutto il resto, si sono fermati a parecchi anni fa: con un’ euro beviamo due bicchieri e uno spritz.
Per concludere quattro chiacchiere cordiali con i gestori; e per un attimo ci par di aver trovato quello che stiamo cercando.

Published in: on dicembre 31, 2010 at 12:58 pm  Lascia un commento  

Ancora vecchi giornali…

Anche all’interno della redazione capita di essere sbeffeggiati per l’importanza data a questi baluardi anti-grigiume, questi tristi pony “lanciati a bomba contro l’ingiustizia” (che sia stata un’azione dell’ A.L.F.?)

Pony scappa dal recinto e pascola in via Romana

Se ne andava a spasso tranquillo lungo via Romana suscitando la curiosità degli automobilisti e dei passanti. Brucava l’erba delle aiuole. Avrebbe potuto costituire un pericolo per la circolazione e per sé stesso ma, fortunatamente, non è successo nulla di grave. Il pony scappato dal proprio recinto ieri mattina attorno alle 7.30 ha percorso alcune centinaia di metri indisturbato prima di venire notato dall’autista di una corriera scolastica dell’Apt che ha immediatamente allertato la centrale operativa della Polizia. Chissà dove voleva andare, o cosa voleva fare, il pony curioso di proprietà di un contadino residente in via delle Vigne, una traversa di via Romana? Ieri mattina qualcosa di diverso deve essere scattato nella sua mente, non si spiega altrimenti il motivo per il quale ha preso la decisione di interrompere la routine quotidiana che regola i tempi all’interno del cortile in cui vive. Si è preso un momento di pausa e ha messo il muso fuori dal portone. Si è guardato a destra e a sinsitra poi ha attraversato la strada e si è diretto verso il centro passando davanti alla farmacia, alla chiesa e alla scuola. Proprio davanti all’elementare ”Toti” si è fermato a brucare l’erba nelle aiuole e qui è stato ripreso dagli agenti del commissariato di via Valentinis che, dopo una breve ricerca, lo hanno riportato al suo legittimo proprietario. Il caso ha suscitato stupore e curiosità soprattutto tra i bambini che a quell’ora stavano entrando in classe per le lezioni.

slovenski prevod

Published in: on novembre 15, 2010 at 12:52 pm  Comments (2)  

Dear dirty delightful old drunken old days

Son passati quasi due anni…

Dopo mezzo secolo di attività ininterrotta chiude una delle «private» storiche di Monfalcone. L’unica del centro situata in via Toti. A bloccare definitivamente la «spina» delle botti e a lasciare rimpianti a moltissimi clienti oramai «orfani», è stato Giuseppe Clarig, 84 anni, detto Pino, ma conosciuto da tutti con il soprannome di «Negus» perché, dicono gli amici, era abile negli affari, portava la barba e lavorava nei campi e spesso era sporco di terra. Le specialità nella sua produzione erano in particolare il malbeck e il verduzzo. Due tipi di vino apprezzati e richiestissimi dai clienti, anche quelli più esigenti. «Per forza – spiega la sorella Fernanda – perché tutto quello che faceva Pino era di qualità e metteva tutta la passione e la sua esperienza. Poi il locale è stato sempre tranquillo e in tanti anni di lavoro non ci sono mai stati problemi. Tutti quelli che frequentavano si comportavano come se fossero in una grande famiglia». Alcune giorni fa è stato festeggiato da parenti e amici e per l’occasione è arrivata dall’Australia anche la sorella minore Giuliana. Un grande brindisi per chiudere una attività che è andata avanti ininterrotamente per mezzo cinquanta anni rappresentando un punti di riferimento per molti monfalconesi, soprattutto anziani o privi di auto e quindi impossibilitati a raggiunger le numerose altre «private» che via via venivano aperte nei paesi del mandamento. Tutti hanno cercato di convincerlo a resistere e a tener duro ancora per qualche annetto. Ma è stato irremovibile. Nato a Monfalcone quando la città dei cantieri era ancora sotto l’Austria e secondo di otto figli, Pino, subito dopo la seconda Guerra mondiale, aveva lavorato per oltre trent’anni come gruista nel cantiere di Panzano. Ma aveva nel sangue il mestiere di contadino. La passione per la terra e i campi l’ha talmente coinvolto che, assieme a quelli ereditati dal padre, aveva cominciato a dedicarsi alla produzione del vino acquistando altri appezzamenti di terreno a Ronchi e lungo Stradella Verdi di Staranzano. Molti lo ricordano anche perché partendo col trattore dalla salita Mocenigo dove abitava, attraversava tutto il corso del Popolo perdendo per strada il verderame che serviva per le viti. «Ancora oggi – afferma l’amico Nereo Giacchetta che lo conosce da una vita – è rimasto nonostante gli anni nella sua semplicità e soprattutto taciturno e pieno di segreti e sofferenze. Da giovane ha sofferto molto la guerra e non amava parlare del passato». Infatti, quando è scoppiato il conflitto, a 17 anni è stato costretto a lasciare la famiglia, a rifugiarsi sui monti. Poi è stato preso e internato anche dai tedeschi. «Avevamo perso le speranze – conferma la sorella Fernanda – poi dopo un anno è tornato con la valigia di cartone. Me lo ricordo come se fosse adesso».

slovenski prevod

Published in: on novembre 15, 2010 at 12:46 pm  Comments (5)  

Benfatto – Redipuglia

Rompiamo un altro tabu’ del blog: recensiamo infatti l’ennesimo agriturismo che questa volta pero’ snobba la frasca per segnalare l’apertura (quasi sempre aperto i fine settimana). Perche’ allora inserirla?
Intanto perche’ prima di aprire l’agriturismo sulla strada Redipuglia – S.Pier c’era nel paese del sacrario un a rinomata privata gestita dai Benfatto, poi perche’ rimane una certa attidudine ad ospitare le anime in pena in cerca di un bicier accompagnato magari da una tartina.
Nonostante il locale sorga tra l’autostrada e una pista di motocross, la vegetazione ce ne risparmia la vista, e la casetta che ospita il locale sorge in mezzo ad un prato con diversi recinti per animali (fra l’altro l’azienda vanta l’allevamento di alcuni dei pochi esemplari superstiti di vacca pezzata rossa friulana). L’interno e’ raccolto, curato e con tocchi artistici di un certo gusto. Insomma, il locale riesce piacevole senza sconfinare nell’elegantismo.
Abbiamo assaggiato Pinot Grigio e Cabernet: il primo sfoggia un’ormai insolito colorito cipolla, un po’ ossidato ma tutto sommato piacevole, il secondo non ha una grande struttura ma resta comunque sopra la media dei colleghi.
Il cibo non l’abbiamo provato, da buoni privatari, abbiamo altre cose a cui pensare.

Published in: on ottobre 10, 2010 at 6:28 pm  Lascia un commento  

Mazzuchin – Vermegliano

Locale anche questo con una “doppia identita’”: agriturismo nella stagione invernale, privata in quella estiva. A dire il vero lo scorso anno l’apertura a frasca era stata sdegnosamente sacrificata all’altra, cosa che per noi puristi non puo’ non incidere sulla valutazione. Ad ogni modo quest’estate [2010] si torna alla normalita’: la privata e’ sempre molto frequentata, anche perche’ l’ambiente e’ tutto sommato piacevole, sia all’interno che fuori, e l’offerta di vini e’ ampia e solitamente di buona qualita’ (forse un po’ in flessione quest’anno). Abbiamo Tocai, Malvasia, Merlot, Cabernet ed addirittura un uvaggio bianco, il Cret.

Published in: on agosto 3, 2010 at 9:04 am  Comments (1)  

Vermean – “la Tedesca”

Aperto in Luglio/Agosto

Un’altra delle private che piacciono a noi, superclassica. Offerta base: bianco (Malvasia) e rosso (Merlot), discreti. Cortile ombroso con molti tratti eccentrici nell’arredamento, proletario ma non squallido con vista sulla vigna a pergola (tra le poche rimaste con questo sistema d’allevamento nell’Isontino). Le ragioni per cui vale la pena fermarsi in posti del genere non riempiranno pagine vergate da mani rosate con paroloni altisonanti; un buon bicchiere, un po’ di verde e d’ombra, clientela del posto, piccoli particolari di case vissute e non costruite ad hoc, quel vago senso di crepuscolare che ci fa emozionare di fronte a qualcosa che, forse, sta sparendo.

Published in: on luglio 31, 2010 at 12:42 pm  Lascia un commento  

Bianchin – Bistrigna

Aperta da aprile a Giugno, indicativamente.

Ormai saprete gia’ che parte della redazione ha un debole per le private bisiache delle piu’ spoglie e proletarie. Questa, situata a Bistrigna, poco dietro la piscina, e’ ospitata in una vecchia casa rurale, circondata dalle nuove costruzioni ma anche da un po’ di campagna residuale. Il vino e’ diviso in bianco/rosso, uvaggi, ed e’ di qualita’ discreta rispetto alla media dei colleghi. l’interno e’ un po’ spoglio, meglio il cortile, dove potrete riposare vicino a poderosi trattori e altre macchine agricole, rompervi qualche noce e nocciolina lasciata premurosamente in delle cassette per gli avventori. E se cercaste un bagno, i piu’ “old style” fra voi, potranno emozionarsi di fronte all’indicazione: 00.

Published in: on maggio 8, 2010 at 8:01 am  Comments (2)