Roncelli (Trieste – Cologna)

Complimenti a tutti quelli che riusciranno ad arrivarci: sia perché le frasche sono assai poco informative, dove ce ne sono, e mancano nei punti in cui più servirebbero, sia perché l’osmiza è situata in una delle aree più irraggiungibili di Trieste, fatta di minuscole viuzze a doppio senso, dalle pendenze impossibili e dal manto stradale spesso carente; noi ce l’abbiamo fatta un po’ per miracolo, un po’ perché la nostra vocazione ci ha sostenuto attraverso le avversità. Si arriva in un cortile su due lati della casa; il secondo lato è interamente coperto da un bel pergolato, e dall’ombrosa frescura dei tavolini (in stile spartano) si possono scorgere strette vedute di alcune aree della città e un tratto di mare. Bello anche l’interno, dove domina il legno, stazionano mobili e attrezzi vecchia maniera, e in cui gli affettati sono tagliati davanti ai vostri occhi, in una sorta di operazione trasparenza che sa di onestà. Tra le vivande spicca la frittata, ormai sopravvissuta in pochissime osmize, per ragioni che abbiamo già trattato (vedi l’articolo “Sorvegliare e Punire”); il ripieno è di pancetta, asparagi e bruscandoli insieme, in una festa collettiva che dà risultati apprezzabili. Degli affettati – offerta di taglia media, ma prezzi alti – abbiamo assaggiato solo il prosciutto arrosto, dall’aria appetitosa ma non trascendentale; per quanto riguarda il formaggio, oltre al latteria (non assaggiato) è disponibile un pecorino, accettabile; meglio i pomodori sott’olio. Il vino rosso è discreto. Sono disponibili diversi dolci, tra cui un buono strudel. Il servizio è rapido e sollecito, ma come abbiamo detto i prezzi sono eccessivi per un’offerta (per quanto abbiamo potuto appurare) di questo livello. Nel complesso il posto è consigliabile, specie per l’ambiente, ma se andate in macchina si sconsiglia qualsiasi bevanda alcolica a chi deve guidare, perché avrà bisogno di tutta la sua perizia anche per tornare, sia che saliate sia che scendiate. L’osmiza chiuderà tra il 15 e il 18 agosto (2010).

Aggiornamento: ci siamo tornati a ferragosto a provare il cotto nel pane col cren (buono) ed una pancetta arrotolata tra le migliori degli ultimi assaggi. Provato anche il bianco, non trascendentale. Piccolo appunto: il pane era al limite del presentabile (forse visto il festivo era del giorno prima?).

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on agosto 7, 2010 at 4:15 pm  Comments (3)