Kokosmica – Trieste

«Kokosmica, la nuova osmica triestina, si trova in strada per Longera 207, sotto la chiesa di Sant’Agostino, e sarà aperta tutti i giorni, dal 13 al 30 ottobre, dalle 10 alle 23. Vengono proposti i vini dell’Azienda Agricola Samo Kokorovec, Refosco e Malvasia, sciroppo di sambuco, e poi salumi e formaggi, uova sode, insalate, frutta e ricotte dolci, con cacao e miele. Tra San Giovanni e Longera, sul sentiero 11, a due passi dal Boschetto, nel cuore di Trieste . L’osmica ha un ampio cortile interno, davvero tranquillo, e sale interne appena rinnovate, in un fascinoso edificio rurale, storico.»

In extremis, nel pomeriggio del 30 ottobre, siamo riusciti a provare questa nuova osmiza, alla sua prima apertura. Vi si può arrivare in macchina o bus da Strada per Longera, o meglio ancora a piedi come suggeriscono i titolari. Anche se motorizzati, consigliamo una passeggiata nei dintorni. Il locale è piacevole, bel cortile con vista sul bosco del Farneto, interni un pò spogli, il “fascinoso edificio rurale, storico” ha un certo fascino tenebroso, sembra quasi una di quelle vecchie case disabitate da anni con ancora gli interni fermi da chissà quanto. L’offerta gastronomica era un pò spuntata, alcune cose erano esaurite, come il vino rosso, non abbiamo provato il vino nuovo con le castagne, specialità nelle quali non ci eravamo ancora imbattuti. Viva la fantasia.

Il vino bianco se la cava, gli affettati (prosciutto, salame, pancetta) tutti di qualità medio/buona. Per ora recensione colpevolmente lacunosa, ma le premesse ci spingono a tornare al più presto a completarla.

Published in: on novembre 8, 2016 at 8:28 pm  Lascia un commento  

Nadlišek (Trieste – Cattinara)

Aperta solitamente a inizio estate, questa osmiza localizzata a poca distanza dall’ospedale sembra essere un’istituzione per molti triestini, a giudicare dal volume della clientela. Ora, finalmente, arriva anche Frascheprivateosmize. Entrando dal portone sulla strada, si arriva in un ampio cortile su piu’ livelli, in parte ombreggiato da alberi. L’interno e’ abbastanza piccolo e spartano, e il cortile manca un po’ di atmosfera – si sente che siamo in citta’, e anche se siamo “per le alte” c’e’ poco panorama. L’offerta include un sottoguanciale che non siamo riusciti ad assaggiare, e i vari classici, dai prezzi perlopiu’ medi ma con qualche picco (crudo a 5 euro). Il servizio si destreggia bene nella gestione di un ampio numbero di avventori, ma a volte i resti dei clienti precedenti sono lasciati sui tavoli troppo a lungo. Il vassoietto di plastica contiene una selezione di salumi interessanti e ricchi di personalita’. Il salame, di colore rosato, vanta interessanti aromi di rado sperimentati, il lardo, dotato di una guarnizione di erbe, e’ ricco di gusti e retrogusti; anche se normalmente non siamo grandi estimatori dell’affumicato, la pancetta trova una sua vocazione in tale trattamento. L’ossocollo e’ solido ma meno memorabile. Sono anche disponibili tartine di lardo affumicato (eccellente il lardo, meno il pane) e di prosciutto. Anche a una prima visita, l’offerta mostra nel complesso una cura del dettaglio molto raccomandabile, e appare il frutto di una consolidata tradizione. Il vino, locale, si divide tra un uvaggio di Refosco un tantino amaro, anche se con gli affettati si fa bere, e un bianco piu’ che discreto e ben bilanciato. Tutto considerato, anche se c’e’ qualche difetto qua e la’, se non altro per gli affettati questa osmiza si becca l’endorsement di Frascheprivateosmize (o perlomeno della parte della redazione che ci e’ passata – voialtri non perdetevela).

Vivande: ****
Vino: ***
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on giugno 11, 2015 at 1:17 pm  Comments (2)  

Ines Sfecci – Campanelle

Osmiza per alcuni versi sorprendente. Intanto per la posizione, siamo a Campanelle a Trieste, a ridosso della pista ciclabile Cottur, ex ferrovia, ed in mezzo alle case seguendo uno stretto vicolo la vista si apre sul diradare di alcune vigne e sul panorama della citta’.

Immagine

Si entra nella casa circondati dall’orto, si puo’ ordinare in una stanzetta raccolta e poi sistemarsi nella spaziosa taverna con vista Golfo. Dobbiamo confessare di essere arrivati un po’ prevenuti, spesso queste osmize cittadine non brillano per qualita’ dell’offerta ed economicita’. In questo caso invece l’offerta, pur scarna era di buon livello (ottimo salame), ed anche il vino era piu’ che bevibile, bianco piacevole e rosso di buon corpo e personalita’. Servizio veloce e prezzi onesti (2 bicchieri, pane 2 mezzi etti per cinque euro).

Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on aprile 20, 2014 at 8:34 am  Comments (2)  
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Merlak (Trieste – Servola)

Languidamente adagiata in un vicolo in uno dei quartieri più orrendi di Trieste e quindi del mondo, con vista sulla Risiera da una parte e la Ferriera dall’altra, questa nuova (almeno per noi) osmiza ha aperto in questo aprile 2012 con un certo coraggio di cui bisogna prendere atto. Salita una rampa di garage, ci si trova in uno strano edificio evidentemente riadattato da altri scopi, con soffitto molto alto, bianco, rimbombo, neon, ma anche qualche dettaglio che punta a dare un minimo di dignità, se non eleganza, al posto. La scelta di vivande è molto ampia, e la breve visita sicuramente non ha potuto rendere giustizia a tale varietà: comunque, sono presenti parecchi affettati, il formaggio è messo un po’ da parte come a sottolineare la sua non centralità nella filosofia aziendale, sono disponibili tartine con paté vari e uova sode spalmate di acciughe e altre amenità per gli amanti del genere, disponibile anche olio d’oliva da asporto e vino al calice. Il pane è da panetteria. Ora, come detto abbiamo assaggiato poco ma a occhio la qualità delle vivande è superiore alla media, con una salsiccia decisa e grintosa e il raro sottoguanciale che riesce a stupirci con i suoi riflessi noccioleggianti, che fanno dimenticare per un po’ i fumi della ferriera. Non c’era nessun sommelier competente oggi, quindi epoché per quanto riguarda il vino, ma diciamo che i nostri sembrano andare fieri della loro produzione. Il servizio è rapido ed efficiente, e anche stoico quando serve, i prezzi però sono leggermente più alti della media. Buona fortuna per il futuro a questa e tutte le osmize servolane, con l’auspicio che in futuro questo genere di attività sia espanso su larga scala come alternativa all’industria pesante. Tenete botta.

Vivande: ****
Vino:
Ambiente: **
Servizio: ***

Published in: on aprile 5, 2012 at 7:54 pm  Lascia un commento  

Giovannini “Da Sergio” (Trieste – Borgo San Sergio)

Piccola osmiza urbana, questa razza rara, aperta questo dicembre in Via dei Modiano, che dovrebbe far parte di Borgo San Sergio (altrimenti noto come Santa Maria Maddalena? Qualche nativo mi aiuti). Il posto è, come si dice, alla buona, molto alla buona, con tavolini che sembrano passati attraverso diverse guerre; ma, vuoi per gli squarci di panorama che si godono dal giardino, oltre un piccolo vigneto, verso il Golfo e Muggia, vuoi perché il pauperismo ha infiltrato ormai tutta la redazione, tutto sommato non ci dispiace. Si viene serviti direttamente al bancone, con pagamento anticipato, e i prezzi sono decisamente bassi. L’offerta è piuttosto ampia, con qualche svolazzo eterodosso (acciughe, cipolline sottaceto, salame di cavallo). Ora, con tutta la simpatia e la comprensione per chi decide di aprire un’osmiza in piena città, vedere che sia il pane che i sottaceti che il formaggio sono evidentemente arrivati dritti dal supermercato non suscita molta simpatia. Degli affettati abbiamo assaggiato solo un ombolo discreto, quindi è più che concepibile che la valutazione sia ritoccata in un lontano futuro; per il momento, però, non arriva alla sufficienza. Stesso discorso per il vino (ah, le recensioni al volo): la vitovska, con tutta l’incompetenza di cui arditamente mi vanto, è risultata tranquillamente trangugiabile, il rosso non l’abbiamo assaggiato. Comunque, nel complesso, il posto ha un suo carattere che va a braccetto con la mentalità da crisi economica e, ripeto, onore ai gestori urbani di osmize, però si può e si dovrebbe fare di meglio con i mezzi a disposizione.

Vivande: **
Vino: ***?
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on dicembre 21, 2011 at 6:26 pm  Lascia un commento  

Fermata del tram Conconello – via Commerciale, Trieste

Certe osmize sembrano esistere per mettere in crisi noi recensori, con alti e bassi vertiginosi che rendono difficile ed inefficace la valutazione in stelline.
Intanto ci cospargiamo il capo di cenere per non aver scoperto il nome dei gestori, rimediamo con le sommarie indicazioni geografiche del titolo.
Veniamo al sodo: l’ambiente conta su una delle solite viste mozzafiato sul golfo e la citta che si godono dalla zona via Commerciale/Piscianzi, peccato che l’interno sia abbastanza vuoto ed anonimo. Va detto che l’osmiza e’ frequentata in maniera massiccia (per non dire totale) da giovinetti scolari che nell’assumere le loro dosi di alcol perdono spesso quel contegno consono a questa nobile attivita’. Questione di gusti, come al solito, ma non dite che non vi avevamo avvertiti.
Abbiamo fatto un assaggio rapido, formaggio/pancetta/salame, tutti di qualita’ discreta (meglio il salame); il vino rosso manca un po’ di corpo ma si fa bere mentre il bianco che deve essere del moscato, risultera’ un po’ troppo ruffiano per i nostri palati virili, ma soddisfera’ sicuramente il grande pubblico.
Insomma un’ osmiza che andrebbe promossa senza troppe riserve, se non fosse per dei prezzi che non avevamo mai visto cosi’ altri sia per il vino (0,80 cent un calice) che per il cibo.

Vino: ***
Vivande: ***
Ambiente: ****
Servizio: *

Published in: on novembre 14, 2010 at 10:33 am  Comments (1)  

Roncelli (Trieste – Cologna)

Complimenti a tutti quelli che riusciranno ad arrivarci: sia perché le frasche sono assai poco informative, dove ce ne sono, e mancano nei punti in cui più servirebbero, sia perché l’osmiza è situata in una delle aree più irraggiungibili di Trieste, fatta di minuscole viuzze a doppio senso, dalle pendenze impossibili e dal manto stradale spesso carente; noi ce l’abbiamo fatta un po’ per miracolo, un po’ perché la nostra vocazione ci ha sostenuto attraverso le avversità. Si arriva in un cortile su due lati della casa; il secondo lato è interamente coperto da un bel pergolato, e dall’ombrosa frescura dei tavolini (in stile spartano) si possono scorgere strette vedute di alcune aree della città e un tratto di mare. Bello anche l’interno, dove domina il legno, stazionano mobili e attrezzi vecchia maniera, e in cui gli affettati sono tagliati davanti ai vostri occhi, in una sorta di operazione trasparenza che sa di onestà. Tra le vivande spicca la frittata, ormai sopravvissuta in pochissime osmize, per ragioni che abbiamo già trattato (vedi l’articolo “Sorvegliare e Punire”); il ripieno è di pancetta, asparagi e bruscandoli insieme, in una festa collettiva che dà risultati apprezzabili. Degli affettati – offerta di taglia media, ma prezzi alti – abbiamo assaggiato solo il prosciutto arrosto, dall’aria appetitosa ma non trascendentale; per quanto riguarda il formaggio, oltre al latteria (non assaggiato) è disponibile un pecorino, accettabile; meglio i pomodori sott’olio. Il vino rosso è discreto. Sono disponibili diversi dolci, tra cui un buono strudel. Il servizio è rapido e sollecito, ma come abbiamo detto i prezzi sono eccessivi per un’offerta (per quanto abbiamo potuto appurare) di questo livello. Nel complesso il posto è consigliabile, specie per l’ambiente, ma se andate in macchina si sconsiglia qualsiasi bevanda alcolica a chi deve guidare, perché avrà bisogno di tutta la sua perizia anche per tornare, sia che saliate sia che scendiate. L’osmiza chiuderà tra il 15 e il 18 agosto (2010).

Aggiornamento: ci siamo tornati a ferragosto a provare il cotto nel pane col cren (buono) ed una pancetta arrotolata tra le migliori degli ultimi assaggi. Provato anche il bianco, non trascendentale. Piccolo appunto: il pane era al limite del presentabile (forse visto il festivo era del giorno prima?).

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on agosto 7, 2010 at 4:15 pm  Comments (3)  

Coslovich (Trieste – Conconello / Ferlugi)

Anche in questo caso la recensione non è completa, ma il problema con questa osmiza è che si trova vicino a Ferluga ed è aperta quasi esattamente nello stesso periodo, quindi si condanna (volutamente?) ad accogliere perlopiù i clienti delusi che non sono riusciti a trovare posto nell’osmiza più blasonata, e anche noi non l’abbiamo mai frequentata. Fino a oggi. Il locale si trova nella parte alta di Via Commerciale, a due passi dalla fermata “Conconello” del tram; non credo che questa zona possa essere classificata come Piscianzi, ma il locale si trova comunque lontano dal centro cittadino, molto in alto sul versante delle colline a est di Opicina, e dai tavoli del cortile si può godere un’amplissima vista sul Golfo. Oltre ad approfittare della posizione vantaggiosa, però, il locale non si sforza molto di essere gradevole: in effetti, l’interno dà un’impressione di trascuratezza, che contagia in una certa misura anche il cortile in porfido, provvisto di quelle reti dense e verdastre che quando si trovano sopra la tua testa ti fanno venire voglia di essere da un’altra parte, anche considerato che evidentemente sarebbero perfettamente inutili contro la pioggia. L’offerta è stata testata solo in piccola parte, ma per ora ha dato un’impressione sostanzialmente negativa: un formaggio mediocre, mal calibrato, e tartine al lardo prive di interesse, che un discreto salame non riesce a redimere. Potrete rimpiangere con un sospiro i sublimi affettati dell’osmiza Ferluga, che si può scorgere più in basso, sul fianco della collina successiva, oltre i terrazzamenti e i boschi. Non abbiamo testato il vino, che però è venduto a prezzi più alti della media; molto alti sono anche i prezzi per l’affettato: non basta la posizione, ci vuole anche un servizio all’altezza e una buona qualità dei prodotti. Ribadisco che gli assaggi sono stati pochi e che almeno il voto alle vivande ha ancora qualche speranza di essere rivisto al rialzo, ma l’impressione generale non è positiva. Incuriosisce il fatto che nello stesso locale si tiene anche un’altra osmiza, che spero che riusciremo a visitare, perché come ho detto il posto merita una visita anche solo per il panorama.

Vivande: **
Vino: s.v.
Ambiente: ****
Servizio: **

Published in: on maggio 12, 2010 at 1:56 pm  Lascia un commento  

Ferfoglia (Trieste – Piscianzi / Piščanci)

Non si può dire che sia facile da raggiungere, questa osmiza-agriturismo, e se non tenete in considerazione il fatto che è aperta (solitamente tra marzo e aprile) solo venerdì, sabato e domenica, può accadervi di andare incontro a spiacevoli delusioni (ogni riferimento autobiografico, eccetera). Si trova nella ripidissima Via dei Moreri, più o meno a metà strada tra Roiano e Opicina, e arrivarci è problematico sia arrivando dal basso che dall’alto, e sia che vi abbassiate a usare la macchina sia che vi affidiate alle gambe; sicuramente, tuttavia, la beltà del posto compensa fatiche e disagi: l’osmiza è immersa nel verde dei campi dell’agricoltura eroica del Carso e offre un’ampia e sontuosa visuale verso Trieste e il mare, che non può non interessare noi neo-romantici. Il cortile in cui si possono accomodare i clienti (meglio evitare i periodi di maggiore affollamento) è altresì pittoresco, con mille rientranze, colonne e tavolini, immersi nella stagione opportuna nel profumo dei glicini che si inerpicano sul parapetto. L’interno è sobrio, ma elegante, così anche noi amanti del barocco siamo soddisfatti. Ciò detto, bisogna specificare che questa osmiza non è esattamente al livello della vicina titolatissima Ferluga: alcuni ritengono che manchi un tocco di naiveté, o forse di sicurezza. Può darsi, ma il problema principale a considerare questa una grande osmiza è che la qualità complessiva delle vivande non ci esalta: Il prosciutto crudo si fa rispettare, magro e profumato; il formaggio, molto fresco e con un che di quasi cremoso, è a sua volta abbastanza convincente; l’ossocollo, d’altro canto, soffre di un netto eccesso di pepe e di un taglio a macchina troppo sottile, con un risultato finale mediocre. La verdura sott’olio (zucchine, pomodori, melanzane) ha una sua personalità, che rispettiamo. Il vino costa un po’ piu’ che altrove (0.60 lo sfuso, 1.40 in bottiglia), abbiamo testato solo lo sfuso, senza difetti ma che non entusiasma. Provate voi l’offerta “di classe”.
Il servizio, su legno, è caratterizzato da una parte da prezzi più bassi della media, dall’altra da un’insufficiente presenza dietro il bancone, che può indisporre i meno dotati di pazienza. Insomma, va detto che ci sono dei difetti, ma il posto è molto bello e non privo di altre qualità, e vale senz’altro più di una visita e più di un rimpianto.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: *****
Servizio: ***

Published in: on aprile 17, 2010 at 5:41 pm  Comments (2)  

Osmiza Debelis, Trieste – Servola

In via dei Soncini, 112

Fa decisamente strano recarsi in un’ osmiza nel pieno della citta’, in questo caso Trieste, soprattutto per i tanti che abbinano questa piacevole attivita’ culinaria all’escursionismo in luoghi piu’ o meno selvaggi.
L’osmiza si trova in una specie di oratorio o di circolo culturale (dom Jacob Ukmar), con tanto di palco per concerti ed un ambiente molto diverso dalle solite osmize rurali (un po’ anonimo, ma a modo suo pittoresco). I prodotti arrivano dalla frazione di Coloncovez (anche verdure, olio d’oliva).


L’offerta di affettati e’ varia: abbiamo provato prosciutto, ombolo e salame, ma c’e’ anche lardo, uova, matavilz, ombolo con rucola, verdure sott’olio. Il salame e’ certamente il migliore della triade, il prosciutto e’ un po’ fresco. Il vino sfuso e’ discreto, per i raffinati ci sono anche le bottiglie di Refosco e Vitovska.
I prezzi sono un po’ piu’ alti della media.

Vino: ***
Vivande: ***
Servizio: **
Ambiente: ***

Published in: on febbraio 14, 2010 at 7:30 pm  Comments (7)