Kocman (Sgonico / Zgonik)

Aperta quest’anno [2011] tra metà giugno e i primi di luglio, è un’osmiza con un notevole giro di affari, come spesso accade a Sgonico (il mio sospetto è che questo sia dovuto al fatto che Sgonico è l’unico paese del Carso che il triestino medio conosce, ma razzismo a parte). La frasca è un po’ fuorviante: l’osmiza si trova poco al di sopra della strada che attraversa il paese, più o meno in corrispondenza del campanile, e si presenta molto bene, con un ampio giardino ombreggiato, vigne a due passi dai tavoli e un buon numero di tavoli riparati sotto una tettoia. L’interno è abbastanza ben curato, ma rimbomba un po’ troppo per i miei gusti. L’offerta è classica, senza fronzoli, e purtroppo ne abbiamo testato solo una parte, e senza vino (però la presenza di riconoscimenti a livello locale incorniciati, tutte prime e seconde posizioni intorno all’anno 2000, dovrebbe promettere bene). La pancetta è valida, con un retrogusto di nocciola, il prosciutto arrosto poco interessante, i sottaceti, soprattutto le olive, fanno venire dei sospetti sulla provenienza, però il pane è buono e questo fa pendere il piatto della bilancia verso il positivo. I prezzi sono nella media, in un paio di casi più bassi, ma il servizio ha degli evidenti problemi a gestire il flusso di clienti di un normale week-end. Chiusura quest’anno [2011] il 3 luglio, almeno secondo il calendario ufficiale del comune di Sgonico – che ci ha già deluso due volte: pare che le osmize siano veramente refrattarie alla burocrazia e alle regole. Approviamo, ça va sans dire.

Aggiornamento 2014: una visita più dettagliata ci spinge ad apportare alcune correzioni. Le vivande perdono una stelletta, specialmente a causa di un salame mal riuscito, e il servizio ne guadagna una perché i prezzi sono più bassi della media, ancora ai livelli di qualche anno fa a dispetto dell’inflazione. Il vino, sia bianco che rosso, ci è parso un po’ sotto la media, e quindi guadagna solo due stellette.

Vivande: **
Vino: **
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on luglio 2, 2011 at 6:58 pm  Lascia un commento  

Milič (Sgonico / Zgonik)

[Lasciamo la vecchia recensione com’è, ma si vedano le note 2019 alle recensioni Žigon e Šavron. Allo stato del 2019, la famiglia Milič è l’unica a gestire l’edificio a Sgonico 34]

Pensavamo che a Sgonico, in uno stesso posto (quello descritto nella recensione di Šavron) si tenessero due osmize distinte e separate. Non è il primo caso di gemellaggio che ci dà problemi di classificazione; in questi casi bisogna fare particolare attenzione all’offerta e valutare se le differenze siano abbastanza significative da dimostrare che ci sono due gestioni diverse. In questo caso, pare di no: tra le aperture a nome Šavron e quelle a nome Milič (queste ultime divise tra giugno-luglio e agosto-settembre) non abbiamo notato differenze di rilievo nelle vivande e non abbiamo mai testato il vino nel periodo Milič, quindi possiamo rimandare semplicemente alla recensione di Šavron, con un paio di osservazioni: la gestione Milič mostra un afflusso di pubblico ancora più massiccio; il servizio sempre con i dadi numerati se la cava abbastanza efficientemente. Gli ultimi assaggi riguardavano la pancetta cruda, da evitare, quella arrosta, discreta ma un po’ nodosa, il formaggio, passabile, e la ricotta con miele e noci, da provare. I prezzi sono abbastanza contenuti e il posto rimane bello e complessivamente consigliabile, sempre evitando le domeniche pomeriggio in cui l’afflusso di triestini assume proporzioni massicce.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on settembre 20, 2010 at 11:08 am  Comments (8)  

Furlan (Sgonico / Zgonik)

Un’osmiza di successo, che vanta un grande numero di tavoli e una numerosa clientela sempre presente, sia dal Carso che da Trieste. Si trova al margine del paese, in una stradina secondaria che parte da sotto il campanile, ed è aperta di solito a giugno. Il fatto che sia la meta di un turismo così massiccio toglie un po’ di delicatezza all’ambiente, con il cortile antistante in particolare che può dare un’impressione di essere stato pianificato in base a criteri troppo produttivistici; tuttavia, la zona è bella, alcuni tavoli sul retro danno direttamente sui vigneti e c’è un bel portico al lato del locale principale, che vanta a sua volta quadri e fotografie dedicate alla montagna, che sembrano sempre un po’ incongrue sul Carso. Insomma, è gradevole ma non ci convince appieno. L’offerta è quella di una ricca osmiza borghese, che non si fa mancare niente e non desta grandi sorprese; l’abbiamo testata in parte, e abbiamo trovato una qualità all’altezza della situazione: prosciutto arrosto e pancetta arrosta sono molto saporiti e consapevoli del fatto, il pane è morbido e rilassante, mentre il salame (servito con la buccia) e l’ombolo sono leggermente al di sotto, ma più che discreti. Un nostro collaboratore ha testato il vino, solo il rosso, che è risultato discreto. Il servizio non è rapidissimo ma ben organizzato, e difficilmente si potrebbe fare di meglio con tanti clienti. I prezzi sono nella media.
Aggiornamento 2012: l’osmiza continua ad avere molto successo anche grazie a un’offerta all’altezza della situazione: gli affettati sono sempre validi, l’ombolo stavolta ci è piaciuto particolarmente; la verdura sott’olio è nello “stile Sgonico”, che comincia ad essere ben definito. Il servizio però può lasciare a desiderare in alcuni suoi aspetti, che non dettagliamo per non entrare nel personale; abbassiamo dunque il voto.

Vivande: ****
Vino: ***
Ambiente: ***
Servizio: **

Published in: on giugno 26, 2010 at 11:36 am  Lascia un commento  

Šavron (Sgonico / Zgonik)

(Aggiornamento 2019: a seguito della chiusura dell’osmiza Žigon, la famiglia Šavron (e non Savron, come avevamo scritto prima) si è spostata alla porta accanto, nel posto gestito in precedenza dagli Žigon. Quindi grande è la confusione sotto il sole: la recensione qui sotto può forse valere come indicazione per i prodotti (ma sono passati diversi anni), ma per una descrizione del luogo in cui la famiglia Šavron esercita, ci si riferisca alla vecchia recensione di Žigon nella Hall of Fame.)

A Sgonico 34 [non più: vedi sopra] si trova un luogo tanto attraente che vi si tengono ben due osmize: se la fama del posto deriva soprattutto dalla gestione Milič, c’è anche un’apertura a nome Šavron, che quest’anno (2010) cade a maggio. Nella parte alta del paese, vicino a un’altra osmiza che abbiamo già recensito, si trova una casa con un ampio cortile in cemento caratterizzato da un vecchio gelso che troneggia in un quadrato di terra, e da abbondanti pergole; attraverso i portoni si possono scorgere dei begli scorci sull’altopiano. Non altrettanto attraenti sono alcuni dei tavolini, che hanno visto giorni migliori; alcuni ostentano una tinta arancione. L’interno è abbastanza ben curato, con foto e dipinti ai muri, nonché una mappa delle osmize della provincia di Trieste, denominata “triangolo dele bevude”. Fin qui la parte in comune a entrambe le gestioni; quello che segue è riferito all’osmiza qua Savron. Al bancone vi sarà consegnato un numero da portare con voi al tavolo, e dopo un tempo non brevissimo arriverà il vostro vassoietto, che conterrà le vostre scelte di un ventaglio di affettati più ampio della media, ma che non convince appieno. I migliori che abbiamo assaggiato sono l’ombolo, servito con rucola, che convince in scioltezza, e il prosciutto arrosto, servito con cren, che si attesta su buoni livelli. Non altrettanto bene il resto: la pancetta ha un retrogusto sgradevole, il formaggio è mediocre, il prosciutto crudo è privo di interesse. Sono disponibili diversi vini, di cui un nostro collaboratore temporaneo ha assaggiato solo il Terrano (la valutazione, moderatamente positiva, non è quindi riferibile a Frascheprivateosmize). Sono anche disponibili dei liquori, che non abbiamo assaggiato, e come dolci una ricotta passabile servita con miele e noci (buono), cioccolato (poco carsolino) o frutti di bosco (non assaggiato). Nella clientela dell’osmiza può capitare di incrociare dei personaggi poco gradevoli. I prezzi sono nella media, la location, come detto, piacevole, e l’osmiza è complessivamente consigliabile, anche se non decolla.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on maggio 25, 2010 at 9:11 pm  Lascia un commento  

Žigon (Sgonico / Zgonik) – non più in attività

Aggiornamento 2019: purtroppo la famiglia, già da qualche anno, non apre più l’osmiza. A complicare la situazione il fatto, che abbiamo appena appreso ma che pare non sia una novità, che adesso il luogo dell’osmiza (leggermente riviste le decorazioni, ma nel complesso ben riconoscibile) è gestito dalla famiglia Šavron, che prima lavorava alla porta accanto in corrispondenza con l’altra famiglia Milič. Quindi, allo stato attuale, la descrizione riportata qui sotto vale come testimonianza storica per quanto riguarda l’offerta e il servizio, mentre l’ambiente descrive l’attuale osmiza Šavron.

 

Una di quelle osmize che puntano all’eleganza, concentrate principalmente nella parte centrale del Carso (o dell'”altopiano ovest”, per i triestini), questa è aperta solitamente ad aprile e poi tra luglio e agosto, e situata nella parte alta di Sgonico, da cui si gode un bel panorama al di là dello skyline del borgo, la cui caratteristica più prominente è l’etimologico campanile. C’è un ampio cortile alberato (anche un paio di palme, ma li perdono) con tavoli di plastica, ma perdono anche questi perché l’interno è bello e curato, con un’atmosfera intensa, appaganti rifiniture in legno, caminetto, lampadari ricavati da vecchi gioghi per buoi, quadri e foto, anche se nemmeno qui mancano degli elementi incongrui (stampe di pergamene egiziane??). Le vivande sono servite su vassoi di ferro, e vantano un bel pedigree aromatico: eccellenti l’ombolo e il prosciutto arrosto, inebrianti nella loro festa di aromi; buono il prosciutto crudo, formaggio senza difetti ma poco ispirato, mentre il salame, buono di per sè, perde qualcosa dal taglio a macchina troppo sottile (si sa che gran parte della poetica del salame è basata sullo spessore). Il vino e’ di buona qualita’ ed anche qui la scelta si divide tra sfuso e bottiglia, abbiamo provato la Malvasia, non trascendentale, e un Terrano, aspro ma piacevole come dovrebbe essere.
Per quanto riguarda i dolci, è disponibile un massiccio strudel carsico con ricotta e mele, oltre ai più cittadini panna cotta e tiramisù; chi vuole può concludere il pasto con un liquore di Terrano. Il servizio è molto rapido e i prezzi sono contenuti, quindi possiamo considerare questa osmiza eminentemente soddisfacente in ogni suo aspetto, e senz’altro degna di essere visitata e rivisitata dai connoisseurs.

Aggiornamento: alla fine di questa apertura di agosto [2010] confermiamo le valutazioni precedenti, valutiamo molto positivamente le verdure sott’olio, che hanno personalità da vendere, e aggiungiamo che sono disponibili anche delle interessanti frittate (con prosciutto o verdure).

Vivande: ****
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on aprile 21, 2010 at 11:09 am  Lascia un commento