Gruden (Samatorza / Samatorca)

E arriviamo finalmente all’osmiza Gruden, che pur essendo aperta fin dal 1983 era riuscita finora a eludere la recensione di Frascheprivateosmize. In parte questo è indubbiamente dovuto all’apertura in bassa stagione, a febbraio, e a volte in settembre, oltre che nelle manifestazioni in cui aprono più osmize alla volta. In ogni caso, l’osmiza si trova nel settore orientale di Samatorza, e si presenta con un imponente arco nello stile tradizionale carsico, aperto sulla strada. All’interno, un ampio cortile di pietra e un portico, che potrebbe forse beneficiare di un po’ di verde, e infine la parte interna dell’osmiza, dove ci siamo recati.
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L’interno è bello è curato, con caminetto, luci discrete, legno, fiori secchi e uno spirito art nouveau molto allettante. L’offerta è molto ampia, e comprende a volte rarità come l’ombolo arrosto, e sia il salame che la salsiccia arrosta sono presenti, oltre a tutto ciò che ci si può aspettare da un’osmiza dell’area di Sgonico (a volte anche il formaggio, ma non sempre).
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In bottiglia trovate Terrano e Vitovska. Le vivande che abbiamo assaggiato sono risultate di qualità più che buona: ombolo con rucola, pomodori, prosciutto e pancetta arrosta non fanno rimpiangere la scelta; valido anche il pane. Unici nei, la pancetta, peraltro buona, ma servita in un caso quasi gelata, e delle olive sicuramente non locali, e in ogni caso un po’ troppo decise. Abbiamo assaggiato la Vitovska imbottigliata, sopra la media delle osmize.
Il servizio può risultare impreciso, ma è rapido e le vivande si presentano bene. I prezzi sono nella media, forse anche leggermente sotto, per la maggior parte degli affettati e un po’ sopra la media per il vino. Nel complesso direi che ne usciamo felici e contenti, e fieri di aver completato la cernita delle osmize di Samatorza, che sta consolidando il suo ruolo di capitale delle osmize del Carso, se non altro come quantità – ma anche la qualità è in generale più che buona. Avanti così, e speriamo che qualche compaesano ci sorprenda con una nuova apertura.

Vivande: ****
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on febbraio 19, 2014 at 6:46 pm  Comments (2)  

Doljak (Samatorza / Samatorca)

Apre quest’anno (2010) ad agosto questa osmiza che dà sulla stradina che si diparte dalla piazzetta di Samatorza in direzione di Ternova, una delle strade a più alta densità di osmize del Carso (e del mondo). Il posto ha tutta l’aria di essere stato un bar, con bancone, tavoli e rifiniture in stile. Adesso all’interno sono esposte delle fotografie in bianco e nero che rappresentano delle vendemmie locali di qualche anno fa. L’esterno è ampio, riparato in alcuni punti da teloni bianchi, tutto in modo più efficiente che bello. L’offerta è classicissima, con i prezzi nella media. Il servizio è su plastica, non particolarmente rapido. Gli affettati che abbiamo provato erano corretti ma poco ispirati; per ora diamo la sufficienza, anche considerato che il formaggio è un gradino sopra. Il vino stavolta non l’abbiamo assaggiato, ma potrebbero esserci dei giudizi enologici pregressi che invito il collega a esplicitare. Sarà la giornata, saranno le fisarmoniche che dominavano il campo, ma per il momento questo locale ci ha lasciato abbastanza indifferenti; a volte bisogna saper stuzzicare un po’ la fantasia.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: **

Published in: on agosto 16, 2010 at 8:54 pm  Lascia un commento  

Doglia – Dolliani (Samatorza / Samatorca)

Aperta quest’anno (2010) tra metà luglio e i primi giorni d’agosto, questa osmiza si trova, come ci ricorda uno scritto all’interno, a Greta, minuscola frazione di Samatorza, sconosciuta forse anche ai più accaniti topografi: si tratta di pochissime case situate in cima a una salita, tra i due agglomerati più grandi, vicino ai vigneti e al monumento ai caduti. Il posto, va detto, ha l’aria non tanto di un’osmiza quanto di una casa, e di fattura moderna, adattata provvisoriamente alla funzione di osmiza: i clienti sono accolti, nel cortile, in uno spazio piuttosto angusto, con i tavoli molto vicini gli uni agli altri; pensiline e tettoie coprono la maggior parte dei posti a sedere, ma il posto rimane poco confortevole. L’offerta è classica, e ne abbiamo testata una parte abbastanza consistente: possiamo dire che si attesta sulla media, con affettati, formaggio e verdure sott’olio di impostazione classica; si può segnalare un ossocollo apprezzabile, mentre la pancetta, che tende molto al lardo, non convince (un po’ unta, servita almeno in un caso troppo fredda). Un nostro collaboratore ha giudicato discreto il Terrano locale. Il servizio è rimarchevolmente rapido, ma questo non basta a perdonare del tutto i vassoietti di plastica; i prezzi sono nella media. Osmiza dignitosa, ma che non scalda i cuori.

Aggiornamento: periodo di apertura simile anche nel 2011 (rimando al calendario del comune), formaggio un po’ insipido, pomodori apprezzabili. Aggiungo una stella al servizio, che si conferma molto veloce.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: **
Servizio: ****

Published in: on agosto 2, 2010 at 3:48 pm  Lascia un commento  

Gherlani (Samatorza / Samatorca)

Altra recensione basata purtroppo su una visita touch’n’go, a causa delle defezioni di tutti i membri della redazione, chi prima chi dopo; ultimamente non siamo riusciti a svolgere il nostro lavoro in modo efficiente, ma ripareremo. Ebbene, la breve visita a questa osmiza, in cui il vino non è stato testato, mostra un locale promettente; si trova vicino alla piazzetta bassa di Samatorza, in direzione della strada sterrata per Ternova, e vanta un bel cortile, ombreggiato da portici e alberi, con vista sui boschi ai bordi del paese. C’è molto spazio per i clienti, tra l’ampio cortile in porfido, un paio di tavoli sull’erba, e due salette interne decorate con i classici leit-motif del mondo contadino. Il servizio andrebbe giudicato sulla lunga distanza, ma questa volta è risultato impreciso e non molto presente. Anche le vivande, naturalmente, meritano una maggiore attenzione, ma questa volta quello che mi è capitato nel vassoietto di plastica era di buona qualità: un ossocollo importante, conscio del suo valore, e un prosciutto arrosto con cren un po’ più dimesso, ma sempre più che dignitoso. Nota di merito per il pane, dalla consistenza generosa e dal gusto appropriato alla situazione. Concludo con il consueto auspicio di poter fare una recensione più completa di questa osmiza, aperta quest’anno, pare, solo tra aprile e maggio.

Aggiornamento: grazie alla manifestazione “Osmizze aperte, ma non solo” abbiamo potuto fare un altro paio di assaggi: i sottaceti, che vendono cara la pelle, solo per uomini veri, e il vino bianco, testato dal membro non bevitore della redazione, che nella sua totale incompetenza azzarda però una valutazione: discreto, naturalmente da confermare da chi se ne intende.

Vivande: ****
Vino: *** ?
Ambiente: ****
Servizio: **

Published in: on maggio 15, 2010 at 2:26 pm  Lascia un commento  

Pipan (Samatorza / Samatorca)

Vicino alla chiesetta di Sant’Ulderico, in una delle ultime case si Samatorza andando verso Sales, si apre un posto tranquillo, aperto quest’anno (2010) in aprile, che ci ha dato delle soddisfazioni con la sua atmosfera senza pretese. Il cortile interno in cemento non ha ambizioni palladiane, ma brutto non è, a parte la lampada al neon sospesa in alto; l’interno in pietra è carino, con un archetto carsico e un sentore caratteristico di Carso. Quello che abbiamo assaggiato della loro offerta è di buona qualità, specialmente il pane che sulla sua croccante presenza accoglie del robusto prosciutto arrosto, della saporita salsiccia secca e una pancetta discreta, seppure un po’ grassa.
L’offerta enologica anche qui e’ divisa in sfuso e bottiglia, abbiamo testato quest’ultima stavolta e ci pare di discreta qualita’. Il servizio è molto spartano ma rapido ed efficiente, e i prezzi sono più che onesti. Non è un luogo per cui entusiasmarsi, ma qui ci si può godere, clientela permettendo, il silenzio e altri piaceri più calorici.

Vivande: ****
Vino: ***
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on aprile 17, 2010 at 5:12 pm  Lascia un commento  

Sardo (Samatorza / Samatorca)

Troviamo che in linea di massima l’idea di “plastificazione” sia di rado applicabile alle osmize. Questa, però, pur avendo un ambientino gradevole, con un arco carsico, un caminetto e delle belle rifiniture, comincia a mostrare dei segnali preoccupanti in questo senso. La trasformazione di un locale campagnolo in una macchina burocratica non è mai una bella cosa da vedersi, ed è un rischio che corrono specialmente le osmize di grande successo come questa, situata nell’agglomerato di case più orientale di Samatorza (attenzione alle frasche, che potrebbero mancare lungo la strada), e che si riempie ogni fine settimana di triestini in libera uscita, tra cui alcune personcine decisamente irritanti. Il servizio, pur rapido e piuttosto elegante con i vassoi e i cestini portapane degni di questo nome, comincia a risentire di questa situazione di stress – per dirne una, bisogna pagare subito al bancone. Il locale è ampio, con un cortile e due sale interne (la porta antincendio non è gradevole a vedersi), a metà tra uno stile carsolino e uno più moderno e anonimo. Non abbiamo testato tutte le vivande, ma nell’ultima visita ci siamo fatti un’idea a partire da salame (un po’insipido), prosciutto arrosto con cren (discreto ma non trascendentale) e formaggio (saporito ma senza fantasia); il pane è croccante e allegro: nel complesso il livello è piuttosto buono, ma non stuzzica l’immaginazione. Il vino è discreto, meglio il bianco, mentre il rosso è un po’ aspro. I prezzi sono leggermente più alti della media. Un locale rispettabile, ma non uno di cui ci si innamora.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on febbraio 20, 2010 at 6:48 pm  Lascia un commento  

Ivan Colja (Samatorza / Samatorca)

Affacciata alla piazzetta centrale di Samatorza bassa, quest’anno (2010) nella seconda metà di gennaio e poi chissà, c’è un’osmiza SENZA qualifica di agriturismo, che promette un buon potenziale ma che alla fine strappa solo una sufficienza. Il cortile esterno sarebbe probabilmente carino nella stagione calda, ma in inverno è deturpato da un tendone di plastica deprimente. L’interno non è migliore, con illuminazione al neon e un biancore quasi da supermercato, anche se si tenta di nasconderlo con quadri e decorazioni. Il fatto è che l’interno di un’osmiza dovrebbe essere ispirato, non dico alla natura selvaggia, ma almeno alla natura addomesticata da una mano sensibile: pietra, legno, o anche mattonelle, tinte brune o grigie e materiali “morbidi”, che assorbano il suono della parlata degli avventori (che in questi locali non si fanno problemi ad alzare la voce) evitando così il rimbombo. L’offerta di vivande è molto ampia, con l’inedito assoluto dell’ossocollo arrosto, che rallegrato dai fiori di finocchio è più che discreto; abbiamo provato anche salame, prosciutto arrosto, pancetta arrosta (buoni, anche se non costerebbe tanto togliere la pelle al salame prima di servirlo), un ossocollo discreto e un formaggio poco convincente, troppo stagionato, che scricchiola in bocca. Sono poi disponibili delle tartine con crema di formaggio e olive o formaggio e cren, e torta salata con ripieno di pancetta, oltre ad altri affettati. Nel complesso la qualità delle vivande è abbastanza buona, ma non siamo davvero soddisfatti. Alle pareti sono appesi degli attestati di partecipazione a varie mostre del vino, ed è possibile acquistare calici e bottiglie doc (vitovska, malvasia), ma il vino “normale”, da brocca, è al di sotto della media. Il servizio è passabilmente rapido, gli affettati sono distribuiti su vassoietti di plastica blu che mi hanno strappato una smorfia di disgusto, e i prezzi sono complessivamente nella media. Con un po’ di lavoro questa potrebbe essere una buona osmiza, ma per ora lascia delusi.

Vivande: ***
Vino: **
Ambiente: **
Servizio: ***

Published in: on gennaio 30, 2010 at 4:22 pm  Comments (18)  

Jožko Colja (Samatorza / Samatorca)

Questa è la prima osmiza di Samatorza di cui ci occupiamo, ma questo è il paese con il maggior numero di frasche in tutto il Carso: quasi sempre ne troverete una aperta. Mi sia concesso un piccolo excursus sul terreno della filosofia morale: arrivare in osmiza in macchina, scusate, ma è un po’ da burini (sì, lo faccio anch’io, ma almeno poi mi sento in colpa); la sosta in osmiza deve idealmente essere il culmine di una lunga pedalata o camminata, al termine della quale ristorare le membra esauste e congratularsi con se stessi, perchè si sa di esserselo meritato. Faccio solo adesso menzione di questo importante aspetto perchè Samatorza vanta nei suoi dintorni una delle più belle aree del Carso, che ha il suo culmine nel Monte San Leonardo. Questa osmiza ha la qualifica di agriturismo, e si trova andando dritti su per una delle salite che partono dalla piazzetta bassa del paese. E’ aperta a novembre e dintorni, quindi raramente si avrà la possibilità di usufruire al meglio del cortile esterno [rettifica: a novembre c’è di solito l’apertura “come osmiza”, ma “come agriturismo” il posto è aperto molto spesso nell’arco di tutto l’anno]; l’interno però compensa più che adeguatamente, con un ambiente squisito, al contempo rustico ed elegante, pietra, legno, attrezzi antichi appesi ai muri e un allegro caminetto. Va detto che ogni tanto l’ambiente sarà deturpato da un tocco di BalkanDance dagli altoparlanti, ma non sempre, e il volume è sopportabile. Quando vi porteranno il vassoio, in ogni caso, sarete disposti a perdonarli: il salame, l’ossocollo, il prosciutto crudo, nonché l’inedito “ombolo lardato”, sono tutti ottimi, e gli altri tra affettati e formaggi non sfigurano. Potete prendere anche un panino con salsiccia, assolutamente consigliabile (sono disponibili anche salsicce, patate e altri prodotti per asporto). Il vino non brilla. I prezzi sono più che ragionevoli per la qualità dell’offerta, e vi sentirete il cuore leggero al momento di riprendere la vostra scarpinata.

Aggiornamento 2011: anche questa osmiza ha cominciato a prendere sul serio la sua qualifica di agriturismo e offre un ampio ventaglio di piatti caldi: cotechino e frittate, che avevamo già visto e apprezzato, adesso anche gnocchi, ombolo arrosto, altri arrosti, e una varietà di contorni e di dolci; purtroppo abbiamo potuto fare pochi assaggi nuovi, e ci limitiamo a dirvi che la qualità degli affettati, e in particolare del prosciutto, si mantiene alta, che le verdure sott’olio peccano un po’ per eccesso di peperoncino, e che lo strudel di ricotta si fa apprezzare, ma non entusiasma. Probabilmente riapriranno all’inizio della prossima primavera 2011.

Vivande: ****
Vino: **
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on novembre 22, 2009 at 6:48 pm  Comments (5)