Furlan (Gabrovizza / Gabrovec)

Forse i più colti fra i nostri lettori avranno sentito la canzone che parla di una “osmiza, osmiza su a Gabrovizza” che “xè el paradiso del triestin”. In questo caso la verità artistica confligge con quella fattuale, cioè che Gabrovizza non è, almeno oggi, un villaggio ricco di osmize: questa è la prima che recensiamo e, per quanto ne sappiamo, l’unica del paese. Troverete una freccia sulla strada per gran parte dell’anno, ma solo per pochi giorni, in questo caso ad aprile, la frasca ha ragione di essere e incorona l’ingresso di un posto piccolo e molto rustico, che a me ha ricordato le private bisiache: cortile in cemento, tavolini grezzi all’esterno e attrezzi da lavoro in bella vista; rozzo ma non privo di fascino. L’interno è un po’ più curato (commerciale?) e contiene la tabella, che dettaglia un’offerta di taglia media e prezzi nella norma, o leggermente più alti in un paio di casi. La nostra visita è stata una sola e troppo rapida, ma abbiamo avuto modo di apprezzare le qualità del prosciutto e della pancetta in particolare, che volano alto; sul formaggio i pareri sono ancora discordi (a me è parso troppo duro), mentre il pane non ci ha entusiasmato. Complessivamente però siamo al di sopra della media, e questo vale anche per il vino bianco, l’unico che abbiamo assaggiato. Il servizio è sollecito, ma la plastica azzurra del vassoio del pane ha scosso i miei nervi delicati. Nel complesso forse non un paradiso, ma un’osmiza che vale bene una visita.

Vivande: ****
Vino: ****
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on aprile 26, 2011 at 3:08 pm  Lascia un commento