Laurica (San Dorligo / Dolina)

Osmiza primaverile, dal nome che si rifa’ a quanto pare al fondatore, e’ situata a due passi dallo stradone che collega Dolina e la sua amena zona industriale a Bagnoli, oltre che proprio sulla strada che porta su in paese, accanto a una fermata dell’autobus. Diciamo che la location privilegia la praticita’ a discapito della poesia, ma i proprietari hanno fatto qualche tentativo di ingentilire il tutto, avvalendosi del classico mezzo della pergola e di qualche alberello arrampicabile dai pargoli, e al diavolo le norme di sicurezza. I tavoli in giardino sono spartani, e cosi’ il servizio, che peraltro e’ risultato rapido ed efficiente. Devo aggiungere che in questo caso non ho avuto cura di guardare la tabellina dei prezzi, e quindi il voto al servizio va inteso come provvisorio. La gamma e il tipo di affettati sono quelle tipiche del comune di San Dorligo, e la qualita’ del tutto si attesta comodamente sul senza infamia e senza lode. Il vino rosso e’ risultato troppo acido alle papille dei nostri collaboratori occasionali, il bianco non l’abbiamo provato. Nel complesso forse non memorabile, ma non ci sentiamo di sconsigliarla. Rimandiamo ad un’altra occasione qualche considerazione che si presenta sui tipi di osmize che si ritrovano nei vari comuni, con i vari pro e contro.

 

Vivande: ***

Vino: **?

Ambiente: ***

Servizio: ***?

Published in: on aprile 25, 2017 at 11:30 pm  Lascia un commento  

Giorgi (San Dorligo / Dolina)

Nella discussione che coinvolge la redazione e alcuni dei nostri lettori si parla spesso di concetti quali “plastificazione”, “genuinità” e del modo in cui queste categorie dello spirito si articolano all’interno delle brutali realtà del denaro e delle classi sociali. Ne parleremo più diffusamente a breve, ma queste riflessioni si impongono a proposito di questa piccola osmiza proletaria all’interno del borgo di Dolina, altrimenti conosciuto come San Dorligo. Attraversando due archi di vecchio stile carsico si entra in un cortile interno su cui si apre un minuscolo locale: ebbene, anche quelli di noi che solitamente si esaltano con lo snobismo dei riccastri di Prepotto sono rimasti colpiti (abbastanza) favorevolmente da questo ambientino che, cosa rara, riesce a essere umile ma non squallido, rievocando tempi passati e altre mentalità, e che dimostra che è possibile essere poveri in modo dignitoso, senza cedere alla plastica e al frastuono delle macchine.

Non esageriamo con il panegirico: va detto che c’è davvero poco posto, e scomodo, e abbiamo trovato pochi avventori. I proprietari sono cordiali e alla mano, i prezzi abbastanza bassi – epperò i piattini sono di plastica, e segnano una breccia nell’integrità dell’insieme. L’offerta è povera anch’essa, e conta formaggio, salame secco (chiamato “salsiccia”) e pancetta: pochi ma buoni, con un aria casereccia e un aspetto e un sapore gradevolmente originali – il formaggio in particolare ha una personalità spiccata. Non sono tutte rose e fiori però: il vino è stato giudicato pessimo dal nostro enologo. Una sosta nella quiete di questo piccolo locale senza grandi pretese può andare a braccetto con una camminata sul Monte Carso e dintorni, per riscoprire natura, radici e via dicendo.

Vivande: ****
Vino: *
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on febbraio 14, 2010 at 9:24 pm  Lascia un commento