Laurica (San Dorligo / Dolina)

Osmiza primaverile, dal nome che si rifa’ a quanto pare al fondatore, e’ situata a due passi dallo stradone che collega Dolina e la sua amena zona industriale a Bagnoli, oltre che proprio sulla strada che porta su in paese, accanto a una fermata dell’autobus. Diciamo che la location privilegia la praticita’ a discapito della poesia, ma i proprietari hanno fatto qualche tentativo di ingentilire il tutto, avvalendosi del classico mezzo della pergola e di qualche alberello arrampicabile dai pargoli, e al diavolo le norme di sicurezza. I tavoli in giardino sono spartani, e cosi’ il servizio, che peraltro e’ risultato rapido ed efficiente. Devo aggiungere che in questo caso non ho avuto cura di guardare la tabellina dei prezzi, e quindi il voto al servizio va inteso come provvisorio. La gamma e il tipo di affettati sono quelle tipiche del comune di San Dorligo, e la qualita’ del tutto si attesta comodamente sul senza infamia e senza lode. Il vino rosso e’ risultato troppo acido alle papille dei nostri collaboratori occasionali, il bianco non l’abbiamo provato. Nel complesso forse non memorabile, ma non ci sentiamo di sconsigliarla. Rimandiamo ad un’altra occasione qualche considerazione che si presenta sui tipi di osmize che si ritrovano nei vari comuni, con i vari pro e contro.

 

Vivande: ***

Vino: **?

Ambiente: ***

Servizio: ***?

Published in: on aprile 25, 2017 at 11:30 pm  Lascia un commento  

Crepaldi (Puglie di Domio / Domjansko Pulje)

Un (relativo) nuovo arrivo che vanta gia’ una certa popolarita’ tra i gourmets e i gourmands di Trieste e dintorni, nonostante la posizione alquanto fuori mano. A Puglie di Domio, piccola frazione di San Dorligo poco sopra la zona industriale triestina, una stradina si diparte dalla strada che porta verso San Giuseppe e poi Basovizza; la stradina diventa poi piu’ piccola, e poi ancora piu’ piccola, e infine evolve in una mulattiera sterrata che si immerge in un pezzetto nascosto di campagna sfuggito all’industrializzazione, tra canneti e negozietti di piante, il tutto non lontano da almeno due agghiaccianti stradoni ma che miracolosamente conserva un’atmosfera spiccatamente bucolica. Il parcheggio, va detto, e’ un tantino troppo bucolico, nel senso che gli avventori che arrivano in macchina devono parcheggiare in uno spazio sterrato tra gli alberi, e non c’e’ neanche bisogno che dica in che condizioni si riduce lo spazio con dozzine di macchine che ci si muovono, specialmente se piove. Mi sa che tocchera’ soccombere al ghiaietto, a meno che il piano sia precisamente quello di dissuadere i clienti dal venire in macchina, nel qual caso chapeau per il coraggio. Accanto al parcheggio si rivela un cortile con asini, maiali, galline, pavoni e altri rustici bipedi e quadrupedi, ai quali, ci assicurano, non e’ riservato il destino del mattatoio, ma solo quello del panopticon e, suppongo, quello di fornire uova e latte. L’osmiza stessa, che apre i battenti diverse volte all’anno generalmente tra la tarda primavera e l’estate, si trova poco oltre, con un ambiente snodato tra diversi livelli: bancone, portico, interno e giardino. Quest’ultimo si trova sul retro e vanta i posti piu’ belli dove sedersi, tra pergole e fronde. I tavoli sul portico e all’interno variano un po’ in comodita’ ed eleganza. Mi sono soffermato a descrivere l’ambiente per partire con una nota positiva, giacche’ per il momento gli altri aspetti dell’osmiza ci hanno convinto solo fino a un certo punto. Il servizio e’ talora un po’ disattento e le vivande, va detto, non sono sempre ben presentate. La qualita’ delle vivande stesse, a un primo e incompleto assaggio, non ci ha fatto neanch’essa una buona impressione: un salame discreto, ma formaggi, pane, ricotte dolci e sottoli (con la parziale eccezione dei pomodori, piacevolmente dolciastri) poco appetitosi per un motivo o per l’altro, e un rosso troppo acido. I prezzi sono nella media. Non abbiamo assaggiato l’ampia produzione dell’azienda agricola, che comprende miele, marmellate, verdura sott’olio e mille altri prodottini. Per ora siamo un tantino delusi.

 

Vivande: **

Vino: **

Ambiente: ****

Servizio: **

Published in: on giugno 12, 2016 at 7:29 pm  Lascia un commento  

Santi (Prebenico / Prebeneg)

Non ci era mai capitato [2016] di passare per questa osmiza situata sulla stradina che conduce al centro del paese da Dolina, Socerb e Caresana. Come altre osmize a Prebenico, anche questa vanta un eccellente panorama sulla vallata del Rio Ospo, le prime colline istriane gloriosamente verdeggianti in aprile e il golfo di Trieste. Il cortile è di forma allungata, e molti tavoli, alcuni di legno, vi trovano posto su ambo i lati della casa. Il giardino è piacevole e ben curato, con fiori e decorazioni. L’interno è un po’ stretto e non molto confortevole nei periodi affollati, ma vanta anche un pianoforte. A un primo assaggio la qualità dei prodotti sembra essere buona, pur senza grandi sussulti. L’offerta è ampia e comprende gli onnipresenti formaggi Zidarich (nonché la mozzarella, mai vista in osmiza che io mi ricordi), oltre che un discreto numero di prodotti di produzione propria. Per il momento, in attesa di conferme che forse ci manderà il nostro amico Godot e forse arriveranno davvero, possiamo dire che il prosciutto crudo è molto intenso, forse un po’ troppo salato, che la salsiccia secca è piacevole e che il bouquet di sottoli è caratterizzato da una certa fantasia (con novità quali aglio e probabilmente rapa e barbabietola). Il vino bianco, con valutazione assolutamente provvisoria, si fa bere, il rosso non l’abbiamo provato. Il servizio al bancone può essere un po’ macchinoso, ma i prezzi sono più bassi della media, e certamente di quella delle osmize con panorama. Da rivedere, ma nel complesso possiamo già consigliarla.

Aggiornamento 2019: ribattezzata “Svetina” (allora sono veramente “i santi” a cui il nome si riferisce?), l’osmiza ha aperto anche questo aprile. Una breve visita dopo cena ci ha regalato un ambiente assai allegro con canti e fisarmoniche. Aggiungiamo un punto di domanda alla valutazione sulle vivande perché le ricotte dolci non erano molto fresche, e tagliamo una stella (mantenendo il punto interrogativo) al vino, giacché purtroppo il rosso, uvaggio di Refosco con una punta di Merlot, non ci ha convinto.

 

Vivande: ****?

Vino: **?

Ambiente: ****

Servizio: ***

 

Published in: on aprile 23, 2016 at 9:04 pm  Lascia un commento  

Purger – Komar (Log)

In un pezzetto di campagna residuale sorprendentemente ameno se consideriamo come e’ schiacciato tra la zona industriale triestina e l’autostrada, sorge l’abitato di Log, sulla ripida strada tra Puglie di Domio e San Giuseppe della Chiusa. L’osmiza in questione esiste da piu’ di trent’anni, ma vuoi per la posizione fuori mano, vuoi per le frasche poco visibili sulle strade di ampia frequentazione, o per il fatto che e’ impossibile parcheggiare negli immediati dintorni (e difficile anche nei dintorni non tanto immediati), insomma il posto e’ poco conosciuto, e anche noi non ci eravamo mai arrivati. Il nostro sforzo pionieristico, in ogni caso, ha fruttato bene. L’osmiza e’ fuori strada, ai limiti del paesino e accanto a un uliveto. Nonostante la vicinanza dell’autostrada il rumore non si sente tanto, e si puo’ respirare aria di campagna. Il posto e’ molto piccolo, con non piu’ di una dozzina di tavoli, alcuni dentro e alcuni fuori tra tassi e ulivi, e l’atmosfera e’ piacevolmente raccolta e, oserei dire, genuina in un modo in cui forse le piu’ imborghesite osmize di parte dell’altopiano non sono piu’. Il servizio e’ efficiente e il proprietario e’ disponibile a fare quattro ciarle su elementi di interesse comune, il che attutisce l’impressione certo non positiva che suscita la tabellina, non per il contenuto, che e’ un po’ piu’ ampio della media del comune e che comprende anche relative rarita’ come il sottogola, bensi’ per i prezzi, che si piazzano allegramente in cima alla graduatoria (prosciutto crudo a 6 euro all’etto, e il resto dell’offerta in proporzione). L’assaggio che abbiamo fatto, pero’, e’ stato soddisfacente. Il vino rosso e’ sicuramente bevibile, anche se il giudizio deve rimanere in attesa di conferma da parte dei nostri enologi, e pancetta e salame sono ben fatti e saporiti. Il pane, ahime’, e’ di supermercato. Comunque, il giudizio complessivo e’ senz’ altro positivo e io dal canto mio spero di poter assaggiare il resto dell’offerta in tempi ragionevoli.

Vivande: ****
Vino: ***?
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on settembre 6, 2015 at 12:13 pm  Lascia un commento  

Zobec (San Lorenzo / Jezero)

La storia di questa osmiza pare essere un unicum, almeno negli anni recenti. Precedentemente ubicata in quel di Moccò, un paio di anni fa baracca e burattini sono stati spostati a San Lorenzo, ameno paesello famoso per i panorami sulla Val Rosandra e per i sentieri che ci passano, ad esempio l’1 (nb, andare a piedi in osmiza non è peccato), ma che finora non aveva mai ospitato (a nostra conoscenza) i nostri locali preferiti. Frascheprivateosmize arriva a visitare questa nuova incarnazione dopo cinque anni dalla vecchia recensione. Il nuovo posto è all’inizio del paese venendo dal basso, a una cinquantina di metri dalla vedetta. La Valle non è visibile dai tavoli, ma il giardino è ampio, verde e molto piacevole e fornisce un eccellente rifugio dalla calura agostana. Se capitate lì con la pioggia non lasciatevi intimidire e proseguite con la vostra missione, perché l’interno è accogliente e ben curato, anche se un po’ spoglio (ma, come sappiamo, le osmize di San Dorligo tendono sempre allo spartano). Partiamo dal vino, che ha riscosso grande successo tra i nostri assaggiatori temporanei: di spicco il bianco, deciso e dal bouquet erbale, ma anche il rosso ha personalità. L’offerta di affettati è solida ma non troppo eccitante: pancetta, salame e prosciutto crudo (ossocollo finito), tutti rispettabili ma non memorabili. Meglio le olive, più carnose del solito. Formaggio probabilmente di Basovizza, anch’esso non memorabile. Il servizio non è dei più rapidi e la presentazione un po’ scialba, ma i prezzi sono contenuti, il che è un sollievo visto che le pretese panoramiche portano sovente in dote sovrapprezzi poco simpatici.

Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: **

Published in: on agosto 8, 2015 at 2:29 pm  Lascia un commento  

Bandi (Prebenico)

Apre solitamente a luglio questa osmiza dagli orari di agriturismo, ubicata a Prebenico all’inizio della discesa per Caresana. Il colpo d’occhio sulla valle del Rio Ospo da certe parti del giardino è notevole, ma quasi tutti i tavoli sono piazzati altrove, all’interno o sotto una tettoia in cortile. Gli ambienti sono un po’ spogli, e i tavoli e le sedie sono poco stabili e hanno bisogno di una mano di vernice. Dell’offerta abbiamo assaggiato solo il pane di supermercato, nonché il salame e la pancetta, nessuno dei due molto attraente, salame troppo sottile, pancetta virata verso lo speck. Il vino bianco è altresì poco palatevole, secondo il neologistico membro incompetente della redazione, che invita gli altri a darsi una mossa: punto interrogativo per il momento. Quanto al servizio, i prezzi sono nella media, le vivande sono presentate discretamente ma il pagamento alla consegna non fa simpatia. I giudizi restano in attesa di conferma, ma per il momento si può dire che l’osmiza vale una visita per il panorama, ma non per molto altro.

Vivande: **
Vino: **?
Ambiente: ***
Servizio: **

Published in: on luglio 27, 2014 at 5:33 pm  Lascia un commento  

Mocor (San Giuseppe della Chiusa / Ricmanje)

Aperta quest’anno (2013) fino al 29 dicembre, e non fino al 22 come dichiara avventatamente osmize.com, l’osmiza si raggiunge in qualche modo nella recentemente mutata viabilità di San Giuseppe, in una stradina in pendenza non lontana dalla chiesa. Sono arrivato con un nebbione gotico, ma ho fondato motivo di credere che dal cortile si possa godere un discreto panorama sull’autostrada e forse anche sulle ultime tracce di verde della zona a nord-est di Trieste. Il cortile è senza pretese, con tre o quattro tavolini di plastica, e privo di fronzoli è anche l’interno, dove dominano le botti di ferro e quel neon che spesso sembra voler segnalare una vocazione proletaria, peraltro ben solida nel comune di San Dorligo. Io, per conto mio, rimango scettico. L’offerta è scarna (tre o quattro affettati, formaggio, olive e pomodori). Degli assaggi la migliore è risultata la salsiccia, che non manca di impatto e personalità; discreta la pancetta e così le olive, inequivocabilmente locali. Il pane è risultato riscaldato una volta di troppo. Il vino bianco è rosa, per un travaso andato per il verso sbagliato, ma il proprietario insiste che il sapore non cambia: mancava l’enologo stavolta, quindi beneficio del dubbio. Le vivande sono ben presentate su un vassoio di legno, ma i prezzi sono nettamente più alti della media. Nel complesso, accettabile ma non memorabile.

Vivande: ***
Vino: **?
Ambiente: **
Servizio: ***

Published in: on dicembre 23, 2013 at 5:47 pm  Lascia un commento  

Parovel (Bagnoli / Boljunec)

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Come dicevamo recentemente, spesso ci troviamo ad avere a che fare con dei locali che sono un po’ osmiza e un po’ qualcos’altro. In questo caso, il cartellone sulla strada che strilla “OSMIZA” sembra indicare una certa ansia a questo proposito: in effetti Parovel è conosciuta primariamente come azienda agricola, produttrice tra altre cose di olio, su cui i pareri divergono, e solo di tanto in tanto, come in questo novembre 2013, apre i battenti come osmiza. Piazzata sullo stradone dalla zona industriale di Trieste, parcheggione che domina l’esterno, e un interno moderatamente accogliente ma che non convince. La cosa più rimarchevole di questa osmiza, però, sono i prezzi: a vedere la tabellina con i prezzi in particolare dei formaggi sono rimasto incredulo e quasi ho sentito un impulso all’applauso, come dinanzi a un record mondiale battuto, con una prestazione stellare che fa sembrare Zidarich dei dilettanti; in effetti è da Prepotto (per la precisione dall'”altro” Zidarich) che vengono i formaggi, tra cui spicca su tutti uno Jamar con marmellata di cachi (buona idea, peraltro) a nientemeno che 8€ l’etto. Gli altri formaggi, pur distanziati, sono abbondantemente più costosi che in qualunque altra osmiza (se è di queste che stiamo parlando). Il servizio rapido e preciso, su legno, non può far dimenticare questa sgradevole stravaganza finanziaria, e nemmeno la qualità dei prodotti (conosciamo tutti lo Jamar). Le uniche cose di produzione propria che abbiamo assaggiato sono state il salame e il vino bianco. Sul secondo mi pronuncerei molto provvisoriamente con una sufficienza, mentre con il salame sono più sicuro: sufficienza anche qui. Naturalmente un solo assaggio può essere rappresentativo fino a un certo punto, ma intanto mettiamo qui la recensione. Tentenniamo e dubitiamo, ma per il momento non condanniamo.

Vivande: ***
Vino: ***?
Ambiente: **
Servizio: **

Published in: on novembre 19, 2013 at 5:41 pm  Lascia un commento  

Corbatti (San Giuseppe della Chiusa / Ricmanje)

A quanto pare questa osmiza ha una lunga storia, ma non ci era mai capitato di incrociarla. Il posto, comunque, ci ha conquistati con la sua ruspantezza. Per arrivarci bisogna oltrepassare una sorta di tunnel nei pressi della chiesa di San Giuseppe, per arrivare a un cortile interno, il cui cancello e’ sovrastato da un rigoglio di rose selvatiche, moreri e fogliame. Il pergolato interno sotto cui si trovano alcuni dei tavoli e’ a sua volta assai piacevole. L’atmosfera, almeno la sera, e’ molto tranquilla e retro’, l’ambiente non concede nulla alla “finotteria” che sta prendendo piede in altre zone del Carso (ma non a San Dorligo), ma va detto che si scorge qualche segno di incuria qua e la’. L’interno e’ a sua volta vecchio stile, senza porta e con un aria hard’n’heavy ma non troppo. L’offerta e’ quella tradizionale delle osmize veraci, e ahime’ ne ho potuta assaggiare solo una piccola parte: prosciutto crudo e ombolo. I due, in ogni caso, sono nettamente al di sopra della media, con una ricchezza al gusto, all’olfatto e anche al tatto che rinnova la speranza per il futuro della cultura degli insaccati. I prezzi sono leggermente piu’ bassi della media. Il vassoietto e’ di plastica ma piu’ efficiente del solito, diviso in scompartimenti. Il membro incompetente della redazione ha assaggiato un bicchiere di rosso, che non gli e’ dispiaciuto, ma caveat come sempre. Mi ritengo in ogni caso competente a consigliare questa osmiza nel suo complesso, sia per la simpatia sia per l’effettiva qualita’ dei prodotti, che spero di poter testare piu’ nel dettaglio piu’ avanti.

Vivande: ****
Vino: ***?
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on maggio 19, 2013 at 9:10 pm  Lascia un commento  

Parovel – (Caresana / Mačkolje)

I proprietari ci avevano avvisato dell’apertura di questa osmiza che non avevamo ancora recensito, abbiamo colto subito la palla al balzo per una gita verso la Val Rosandra con puntata a Caresana. Dal paese si prende una stretta strada che punta ad est, e si giunge ad una vecchia casa ben ristrutturata con un bel colpo d’occhio verso Muggia e la Slovenia, risparmiandoci la zona industriale gia’ attraversata in macchina. L’offerta e’ semplice, uvaggi b/r e da mangiare salsiccia, crudo, cotto, pancetta, formaggio e sottaceti. Il vino e’ piu’ che dignitoso e beverino, bene il bianco, e le vivande sono piu’ che dignitose. Servizio celere e prezzi un po’ piu’ alti della media carsolina, caratteristica comune alle osmize di S.Dorligo ed in parte di Trieste. Bell’ambiente e buoni prodotti, mix tanto semplice quanto efficace.

Vino: ****
Cibo: ***
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on aprile 8, 2013 at 7:03 pm  Comments (2)