Kaučič (Vignano)

Aperta quest’anno [2014] in settembre, l’osmiza in questione si trova nel paesino di Vignano, piacevole enclave rurale in prossimità della zona industriale muggesana, verso i laghetti delle Noghere e la valle del Rio Ospo. I dintorni sono piacevolmente rurali, e la vista e l’udito non sono troppo offesi dalla macchina industriale, pur vicina. Seguendo una stradina in salita, si scorge un bel giardino sulla destra, dotato di attrezzi agricoli vecchio stile e di un portico temporaneo, e un edificio dalle ampie vetrate e l’interno ben curato. L’offerta è ampia per la zona, con un buon numero di affettati, sottaceti, palačinke e una frittata con la salsiccia da provare prima che gliela sequestrino. Un assaggio ha portato alla conclusione che gli affettati sono, per quanto abbiamo potuto accertare, di livello medio, con una pancetta gustosa seppure tagliata un po’ troppo spessa e un ombolo senza troppa personalità. La frittata (= uova strapazzate in triestino, per chi non lo sapesse) è assai soddisfacente, molto meno i sottaceti: i cetriolini arrivano evidentemente dal supermercato, mentre le olive sono locali ma frolle e amare al limite dell’accettabile (nel complesso, non è stata una buona annata per l’agricoltura). Il Refosco pare discreto ma l’assaggiatore non si reputa competente. Non abbiamo provato i dolci. Il servizio è sollecito, le vivande sono presentate su plastica, e i prezzi sono più bassi della media, specialmente se consideriamo che i prezzi di questa zona sono generalmente più alti di quelli delle osmize dell’altopiano. All’interno è anche disponibile miele da asporto. Nel complesso, produzione un po’ altalenante (anche se una visita non può bastare per una valutazione sicura) ma il locale vale una visita se non altro per l’ambiente.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ****

 

Aggiornamento 2019. Sostanzialmente confermati i giudizi precedenti, e tolgo il punto di domanda al vino. Quest’anno sono stati disponibili anche insalata di patate e crostate, non provati. Gli affettati sono senza infamia e senza lode, ma la piacevolezza dell’ambiente dà loro quel condimento in più. Nota di merito per i prezzi più che onesti, cosa da non dare per scontata nella porzione sudorientale della provincia di Trieste.

Published in: on settembre 27, 2014 at 5:53 pm  Lascia un commento  

Nicolini – Muggia

Un’ osmiza che ci e’ stata caldamente consigliata, soprattutto per il vino, e che quindi abbiamo degnato di una visita in bicicletta nel breve periodo d’apertura (dal 23 aprile). Dobbiamo ammettere che la visita a causa delle asperita’ del percorso e’ stata breve, anche se piuttosto accurata. L’osmiza si trova nella frazione di Fontanella, nei pressi di Muggia vecchia.
L’ambiente diciamo che ha delle grandi potenzialita’ (immersa nei vigneti, vista sul mare, sapore pittoresco), che vengono pero’ sfruttate in parte a causa di una siepe “che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”, in parte di una tettoia in plexiglass verde non molto aggraziata. Si ordina e si paga subito, pratica che non delizia il nostro animo contemplativo ma che riconosciamo rendere il servizio piu’ veloce soprattutto in caso di calca. Partiamo dal vino: abbiamo provato la Malvasia che pero’ ci viene servita nei soliti bicchieracci da privata (come direbbe Walter Filipputti “la tomba del vino”), ci pare buona ma il nostro naso oltre non puo’ andare. Proviamo anche, questa volta in dei recipienti adatti, la “piccola nera” e l’uvaggio borgogna/refosco. Sulla prima la nostra curiosita’ non viene assecondata dai gestori (“e’ un vino di qui” la risposta laconica, al limite della scortesia). Piccolo appunto: ci viene il sospetto che l’arrivo di tre giovinastri sudati, sfiniti per la traversata in bici, con le mani sporche di grasso da catena non venga salutata in alcune osmize con particolare cortesia. Qui come da Zidarich le risposte sono evasive, dell’offerta viene proposta solo una parte, quella ovviamente piu’ spartana. Ci fabbricheremo dei tesserini la prossima volta, e magari porteremo un cambio d’abito. Sfoghi a parte, la piccola nera e’ un rosato piacevole, un po’ chiuso. L’uvaggio invece e’ un rosso di buona struttura, con un marcato goudron (ma questa Borgogna che ritorna in certe osmize del Carso, cos’e’?). Nel complesso vini una spanna sopra la media dei colleghi, approfondiremo le nostre curiosita’.
Le vivande in breve sono discrete, a parte i sottaceti (solo peperoni che non sembrano molto casarecci) ed il pane, una gomma indifendibile. Nessuno degli affettati spicca particolarmente. I prezzi sono nella norma, contato che nell’area Trieste/S.Dorligo/Muggia le osmize sono un po’ piu’ care che nell’altopiano.

Vino: ****
Vivande: ***
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on maggio 8, 2011 at 8:49 am  Lascia un commento  

Declich (Noghere)

“Noghere”, dal ladino “nojara” = “noce” (albero), come ci informa un cartello, è un paesino della valle del Rio Ospo, a metà tra le amenità dei laghetti omonimi e la Mordor della zona industriale muggesana. L’osmiza in questione è sulla strada principale, che fortunatemente non è troppo trafficata, e il suo aspetto è quello di una casa privata adattata a osmiza senza troppa convinzione; tuttavia, l’ampia scelta di tavolini, alcuni dei quali vantano una vista sugli uliveti del Monte d’Oro, e il bucolismo generale che traspira dai giardini fioriti ci convince ad attribuire la sufficienza all’ambiente. L’offerta è piuttosto ampia, con qualche elemento originale come lonza e peperoni verdi, ma ne abbiamo assaggiata solo una piccola parte, che non ha convinto troppo: il salame è troppo fresco, e il formaggio stagionato ha un retrogusto leggermente muffito. Non abbiamo assaggiato il vino. Al bancone trovate degli arcigni cartelli che specificano che non si fa servizio ai tavoli e che bisogna pagare in anticipo (a onor del vero le regole non sono osservate strettamente, ma non è il massimo della simpatia); i prezzi sono leggermente più alti della media. Se mai riusciremo a fare una visita più dettagliata può darsi che ritoccheremo qualche voto al rialzo, ma per il momento si può dire che se vi venisse l’idea di venire qui, per dire, apposta da Monfalcone, ecco, probabilmente non sarebbe l’idea migliore della vostra vita.

Vivande: **
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: **

Published in: on aprile 9, 2011 at 7:20 pm  Lascia un commento  

Stefani (Santa Barbara / Korošci)

Con questa osmiza andiamo a toccare l’ultimo comune italiano interessato al fenomeno delle osmize, Muggia; interessato a quanto pare solo marginalmente, con solo un pugno di osmize a rendere la vita sopportabile. Tant’è. Il posto non è facilissimo da trovare perché le frasche sulla strada sono piuttosto fuorvianti: bisogna andare nella parte alta del paese, vicino al punto in cui parte il sentiero per il castelliere di Elleri. Il cortile è di porfido, accanto a un bel giardino in cui troneggiano rose e ulivi, e attraverso cui si possono scorgere scorci di panorama sulle colline vicine. Due ombrelloni rossi con pubblicità della Sanson e relative sedie rovinano qualsiasi pretesa di ambientazione. Gli altri tavoli sono di legno o plastica, e sono tutti fuori. L’interno ha posto solo per il bancone, e la tabella non è in vista. L’offerta è basica, e quello che ne abbiamo assaggiato era tutto sommato passabile (non male il pane), ma non davvero convincente: un prosciutto arrosto troppo cotto, che finisce per sembrare prosciutto cotto, e neanche troppo saporito, un formaggio con venature di muffa, e un salame alla fine discreto, anche se con un brutto colore, che però non riesce a redimere il resto. Siamo stati costretti ad assaggiare un bicchiere di vino bianco, a cui la nostra (mia) totale incompetenza non dovrebbe azzardarsi ad assegnare un voto, ma visto che ci siamo buttiamo lì una sufficienza. Il servizio, su plastica, è abbastanza rapido e i prezzi, arrotondati agli .00 e ai .50 (un bicchiere di vino viene però 0.60), sono leggermente più bassi della media; le porzioni, d’altro canto, sembravano pensate un po’ al ribasso. Un’osmiza vagamente pioneristica, che potrebbe aprire la strada a sviluppi interessanti per l’area, ma da cui, di per sè, si può anche prescindere.

Vivande: **
Vino: ***
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on luglio 28, 2010 at 7:01 pm  Comments (2)