Škabar (Repen)

Non voglio indagare sulle ragioni storiche per l’abbondanza di Škabar a Repen, ma voila, pare essersi materializzata un’altra osmiza con questo nome che non abbiamo mai visitato. Forse è meglio orientarsi con gli antichi toponimi, in questo caso “pri Branovih”, che designa una casa con portone che dà su una viuzza non lontana dalla piazzetta del paese. L’ambiente è un po’ anonimo, con i tavoli divisi tra cortile di ghiaia e garage rimbombante, ma si è tentato di decorare l’interno con quadri, secondo la tendenza imborghesitrice degli ultimi anni, e si nota qualche elemento di architettura carsica tradizionale e un bell’albero che ingentiliscono in parte il tutto. L’offerta è discretamente ampia, e include la pancetta arrosta e qualche spumante. Abbiamo potuto assaggiarne solo una piccola parte, e possiamo dire provvisoriamente che la pancetta e il prosciutto sono corretti ma non troppo eccitanti, e che lo stesso (cum grano salis) sembra valere per il vino bianco. Servizio abbastanza rapido ma prezzi leggermente sopra la media. Chiaramente, valutazioni da rivedere per aggiungere un po’ di sfumature, ma per il momento non vediamo motivi di attribuire alcun pollice verso.

Vivande: ***

Vino: ***?

Ambiente: ***

Servizio: ***

Published in: on aprile 27, 2016 at 11:21 am  Lascia un commento  

Skabar (Repen)

Comincio doverosamente con una confessione di ignoranza: non sono sicuro dei nomi di questa osmiza e dell’altra dal nome simile (Š o S?) che abbiamo recensito; sono però sicuro che si tratta di due osmize diverse, e che questa, situata vicino alla Casa Carsica ma non proprio accanto, al numero 18, non è mai stata recensita. Ebbene: il posto, dominato da un cortile di ghiaia, è piccolo e incuneato tra le case, ma provvisto di qualche scorcio di verde che alleggerisce l’impressione. L’osmiza sembra abbondantemente frequentata, e in questa estate piovosa [2014] può essere difficile trovare posto all’interno o sotto il telone (e le mosche possono dare fastidio). L’offerta è di base, con dei prezzi nella media (o in alcuni casi, leggermente sotto). La qualità degli affettati e del formaggio che siamo riusciti ad assaggiare è altresì nella media (forse un gradino più in su il prosciutto arrosto). Pane senza infamia e senza lode. Si colloca sopra la media il vino rosso, corposo e deciso. Il servizio è spartano ma rapido. Osmiza non creativa, ma visitabile.

Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on luglio 29, 2014 at 5:04 pm  Lascia un commento  

Milič (Repen)

Accanto alla piazza di Repen, solitamente intorno a luglio, trovate un’osmiza enfaticamente rustica, con tanto di stalle su entrambi i lati dell’entrata del cortile, da cui si levano muggiti e alti guai. Per terra c’è ghiaia ma l’ambiente è accogliente e rilassante, con un paio di pergole sotto e sopra cui si aggira un gatto e un tavolo di pietra con relative panche (il resto è di plastica). L’interno, un po’ vuoto, punta invece sul legno, con gran copia di riconoscimenti e attestati di partecipazione a mostre vinicole locali, di cui non abbiamo purtroppo potuto verificare la fondatezza. Solo un paio di assaggi non possono fare giustizia al posto, ma come troppo spesso accade dobbiamo accontentarci: abbiamo provato il prosciutto crudo, discreto, e un “sottoguanciale”, simile alla pancetta e che probabilmente non abbiamo mai visto fuori Repen; i riflessi giallastri non ispirano l’appetito, ma il gusto è gradevole, con delle inedite sfumature di nocciola. Il resto dell’offerta è piuttosto convenzionale e di ampiezza media. Il servizio è su plastica, ma rapido e gioviale e i prezzi sono più bassi della media. Non sappiamo se sono previste o no altre aperture nel corso dell’anno.

Aggiornamento: c’è un’apertura a settembre (2010); abbiamo provato il prosciutto cotto (non arrosto): non male. Bisognerebbe però fare qualcosa per le mosche, attirate dalla stalla, che hanno preso possesso dello spazio interno. Stavolta abbiamo avuto qualche problemino con il servizio, e abbassiamo quindi il voto spietatamente.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on luglio 27, 2010 at 11:06 am  Lascia un commento  

Guštin (Col)

Altra recensione-sketch, che può contare solo sull’esperienza di una breve visita in cui il vino non è stato testato, tante scuse eccetera. Quest’anno (2010) è stata aperta tra fine giugno e i primi di luglio l’unica osmiza di cui si abbia notizia (e sconosciuta ai nostri depliant) nel borgo di Col (a proposito, per chi non lo sapesse, “Monrupino” non è il nome di un centro abitato, ma solo del comune). Si trova in un bel tratto del paese, proprio ai piedi del Tabor, in un breve vicoletto. C’è un piccolo cortile coperto da una pergola, e uno spazio interno, anch’esso non grande, articolato in due ambienti. L’osmiza dà l’impressione di puntare a due clientele distinte: i paesani locali hard’n’heavy, che si situano intorno al bancone, e i turisti e viandanti di passaggio, che si trovano nella stanzetta attigua, più curata, e nel cortile, dove sono appese anche le testimonianze delle ambizioni letterarie dei proprietari: un doveroso inno al maiale, bilingue, e un più pedestre poster pubblicitario che decanta la genuinità dei prodotti dell’osmiza. Ai turisti sembra puntare anche il servizio su vassoi di legno, mentre i prezzi si mantengono nella media. I genuinerrimi prodotti dell’osmiza, come detto, non li abbiamo testati come si deve, ma un’occhiata alla tabella mostra che l’offerta, più ampia della media, è per certi versi vicina a quella tipica slovena: ci sono frizze, salsicce e la vitovska grganja, che non mi pare si trovi di solito nel Carso italiano. Abbiamo assaggiato ombolo e salame, che se la sono cavata senza infamia e senza lode, del pane appropriatamente saporito e crostini, con lardo e guanciale, che si sono fatti mangiare con un certo gusto ma senza suscitare entusiasmi. Il servizio non è soverchiamente sollecito, ma alla fine soddisfa l’occhio. Da rivedere, come tante altre.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on luglio 14, 2010 at 2:15 pm  Lascia un commento  

Škabar (Repen)

Fedele al principio che una recensione incompleta è meglio di nessuna recensione, e constatata la non disponibilità dei miei colleghi, offro un’altro resoconto di una breve visita analcolica a un’osmiza che stava per chiudere (e che quest’anno (2010) riaprirà, ma solo forse, ad agosto // Aggiornamento: aperta fino al 5/9/2010). Le osmize a Repen non sono molte, e il paese è spesso sprovvisto di frasche, con la spettacolare eccezione, una volta ogni due anni, delle “nozze carsiche” in cui oserei dire una casa su tre apre i battenti. Questa osmiza si trova a due passi dal museo della Kraška Hiša, ed è provvista di un cortile chiuso e di uno spazio interno su più livelli: il posto è abbastanza accogliente, anche se non del tutto scevro dal rischio dell’effetto bianco-neon-rimbombo. Sulle pareti spiccano dei riconoscimenti per il vino, rinomato a livello locale, e un sorprendente ritaglio di giornale che riporta le recensioni di alcuni sconosciuti nostri precursori, che offrono dei commenti entusiastici per questo locale. L’offerta di affettati non è molto ampia ma vanta alcune rarità come il guanciale, la gelatina e la frittata alle erbe (quest’ultima potrebbe far sorgere qualche domanda). Tutto ciò è servito su vassoi di ferro e con prezzi nella media. La salsiccia secca convince solo in parte, ma la pancetta avanza a vele spiegate, assistita da un pane probabilmente allo strutto, con una personalità spiccata. Il locale sembra avere un certo seguito nella zona, e prima o poi bisognerà tornarci per poter essere più esaurienti.

Aggiornamento: si conferma la qualità delle vivande: prosciutto arrosto con cren, severo e deciso; guanciale saporito e più che soddisfacente; il formaggio probabilmente non è di produzione propria ma fa la sua parte. Il prosciutto crudo si è rivelato un po’ troppo grasso, ma di buona qualità. C’è da dire che spesso l’offerta cambia di giorno in giorno secondo l’estro dei proprietari, e potrete trovare di volta in volta ombolo con rucola, frittata, e degli štruklji (molto rari nelle osmize italiane) che scaldano il cuore e alleggeriscono considerevolmente il portafogli.

Vivande: ****
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on maggio 15, 2010 at 2:53 pm  Lascia un commento  

Tavčar – Repen

Anche in questo caso, l’entusiasmo per l’apertura della nuova categoria “Monrupino”, c’era.
Purtroppo siamo stati parecchio sgonfiati da questa osmiza. L’ambiente si presenta abbastanza anonimo, la bellezza non e’ di casa, e mentre da una parte occhieggiano il Che e Tito sulle etichette di liquori, il faccione di Borghezio su una bottiglia di vino non favorisce l’appetito.
Il vino e’ mediocre, sia Malvasia che Terrano, e viene fatto pagare piu’ del solito (60 cent il bicchiere). L’offerta di vivande e’ scarsa (prosciutto crudo e cotto, speck, pancetta, ossocollo), la qualita’ e’ sufficiente (un po’ meglio l’ossocollo) ma i prezzi anche qui sono maggiori della media.

Vivande: ***
Vino: **
Servizio: **
Ambiente: **

p.s. Ecco un interessante retroscena:
http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2009/10/28/NZ_18_APRE.html

Published in: on febbraio 28, 2010 at 7:13 pm  Comments (2)