Kralj – Slivia

Eravamo convinti che questa osmiza, nella quale eravamo stati più volte, avesse ormai chiuso i battenti senza essersi lasciata recensire. Invece da un anno a questa parte i gestori hanno deciso di riprendere, seppur con un apertura molto breve, l’avventura sospesa ormai da sette anni. Siamo nel “centro storico” di Slivia, un cortile interno ombreggiato molto bello e quasi senza posti all’interno. L’offerta super classica: vino bianco/rosso “vecchia scuola” discreto, affettati tradizionali anch’essi soddisfacenti. Atmosfera cordiale e rilassata. Avete una settimana all’anno per provarla, ne vale la pena.

Vino: **

Cibo: ***

Ambiente: ****

Serizio: ****

Published in: on luglio 19, 2017 at 2:17 pm  Lascia un commento  

Rebula – Slivia / Slivno

Gran parte delle osmize, probabilmente a causa del retaggio rurale o tradizionale, non danno molto spazio alla fantasia o all’eccentricita’. Come del buon r’n’r, si basano sulla ripetizione di canoni piu’ o meno fissi. Nel nostro caso, non aspettatevi grandi stravolgimenti, pero’ notiamo degli elementi di rottura, forse causati dalla giovinezza (azzardiamo).
Cosi’ tra le vivande troviamo un crudo dal retrogusto peculiare, certo non sgradevole, ed un’inedita pancetta leggermente agliata (potrete scegliere tra la carsoliza arrotolata ed il “monoblocco”). Anche qui arriva la pancetta arrosta, speziata a dovere, mentre i sottoli sono nella media. Particolare anche il dolce: gnocchi di patate con albicocca. Discreto il vino, preferiamo comunque il rosso.
L’ambiente e’ piacevole ed abbellito con fantasia (pur restando nell’ambito carsolin-retro-chic); non si scivola nella finotteria di qualche collega. Abbonda la pietra (tetti, pozzo, edifici diroccati) e c’e’ anche una sala verde.
Il servizio e’ efficiente ed i prezzi sono inferiori alla media. Se avete qualcosa da dire potrete farlo sul quadernetto al bancone.

Vino: ***
Vivande: ***
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on agosto 8, 2010 at 4:02 pm  Lascia un commento  

Cante (Slivia – Slivno) (non più in attività)

Un’osmiza primaverile, situata in una parte alta del paese, e che può vantare una vista su campi boschi e casette e le mille e mille gradazioni di verde del Carso in aprile e maggio. Il locale si sviluppa in diversi piccoli spazi su più livelli (cortile, terrazzo, due locali interni, spazio coperto) e l’atmosfera è rustica e senza pretese di eleganza, ma funziona. Il menù è altresì senza fronzoli, ma si sa, mi si perdoni il luogo comune, che il buon rock’n’roll non ha bisogno di più di tre accordi, e una buona osmiza se la può cavare egregiamente con un’offerta spartana. Chi scrive vi si è recato solo una volta: ho assaggiato un signor prosciutto crudo, profumato e saporito, un formaggio leggermente piccante come si trova a volte da queste parti, dalla consistenza ponderosa, uno di quelli che suppongo che potrebbero abbinarsi bene al Terrano – per quanto riguarda il vino non saprei se qualcuno di noi lo ha già assaggiato, e attendo lumi – e infine un buon salame schietto. Non male neanche il pane. I gestori sono gioviali e abbastanza rapidi nel portare i vassoietti di cartone, i prezzi sono nella media, eccetto il formaggio che è un po’ più costoso. Peccato che aprano – pare – solo un paio di settimane all’anno.

Arriva l’enologo: il rosso e’ discreto, purtroppo invece il bianco si fa bocciare senza riserve, peccato, per il resto una delle osmize migliori nei dintorni. All’ ambiente avrei azzardato un 5, vista mozzafiato e stile classico, proletario ma non squallido.

Vivande: ****
Vino: **
Ambiente: ****
Servizio: ***

Aggiornamento 2013. L’ultima volta che l’abbiamo vista aperta è stato nel 2010, e non è più presente nelle varie liste. Possiamo quindi concludere che purtroppo anche questa osmiza ha raggiunto i malinconici ranghi delle altre non più in attività.

Published in: on maggio 1, 2010 at 9:21 pm  Lascia un commento  

Perič (Slivia / Slivno)

“Era difficile indovinare quanto fossero alti gli alberi, che si ergevano come delle torri viventi. Tra i loro rami frondosi e le loro foglie che mai cessavano di muoversi risplendevano innumerevoli luci, verdi, dorate e argentate”. Questa è la descrizione di una città di elfi nel Signore degli Anelli, e con l’aiuto di una modica quantità di oppiacei potrete vedere le stesse immagini una volta varcato il cancello di questa lussureggiante osmiza situata in una strada laterale di Slivia, la prima a sinistra una volta arrivati in paese da Aurisina. Si entra in un ampio cortile su più livelli, con scalette, insenature, tavoli e tavolini, salite e discese, e per gran parte ombreggiato da alberi, che riparano dal sole di giorno (l’apertura è di solito tra giugno e luglio) e di notte svelano mille piccole lanterne che creano un’atmosfera sospesa e misteriosa. Solo un eccesso di volgare ghiaia a terra spezza l’incantesimo. A volte proprietari e camerieri vanno direttamente ai tavoli a prendere le ordinazioni, cosa rara nelle osmize, e presentano ai viandanti un menù ampio e di qualità più che discreta, pur senza picchi. Ci sono le classiche offerte di affettati carsici, che si mangiano volentieri, del pane sopra la media e come dolce anche le rare pesche col vino, vino che peraltro non abbiamo testato. I prezzi sono nella media. Personalmente vi dirò che sono uscito con un vago senso di delusione, come se il posto non avesse espresso appieno il proprio potenziale, ma in realtà non ho niente di specifico di cui lamentarmi, e non posso che consigliare una visita magari serale in questo luogo-non-luogo, già molto popolare.

Aggiornamento: vino rosso bocciato senza riserve, bianco discreto. Gli affettati sono sempre gradevoli ma manca quel tocco di fantasia in più per essere all’altezza degli adorabili bizantinismi dell’architettura. Segnaliamo l’offerta di dolci, ampia e di buon livello.    

Vivande: ***
Vino: **
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on agosto 18, 2009 at 8:23 pm  Lascia un commento