Pertot (Aurisina / Nabrežina)

Questa recensione è decisamente incompleta, ma la pubblichiamo lo stesso perché, per qualche motivo, questa è un’osmiza che tende sempre a sfuggirci nel corso dei nostri giri che costituiscono parte del duro lavoro di recensori, e stavolta io sono riuscito ad andarci per uno spuntino: più avanti se ce la facciamo aggiungeremo delle postille. L’osmiza, aperta quest’anno (2010) tra aprile e maggio (ma non ogni giorno) e poi forse in estate, è situata vicino alla già recensita Ušaj, in una delle mille stradine del pittoresco centro di Aurisina: si varca un antico portone carsico che reca i nomi degli avi dei proprietari e si entra in un bel cortile senza tempo, con un tendone bianco (hmm) ma anche un bel tavolo artigianale sotto un portico circondato con un certo bon goût da piante in vaso. L’intero cortile permette allo sguardo di rimbalzare soavemente qua e là sui suoi mille dettagli, che grondano tipicità. L’interno è accogliente, ma dotato anche di televisore, aggiunta un po’ eretica. I pochi affettati che abbiamo assaggiato (l’offerta complessiva è piuttosto ampia) sono di livello medio, e corroborati da un discreto pane fatto in casa. Il servizio funziona abbastanza bene, ma attenzione ai prezzi che sono più alti della media. Il posto, comunque, è piacevole e interessante e spinge a un’altra visita.

Postille: confermiamo che gli affettati sono di qualità media (forse il migliore è il salame) e così il formaggio. I sottaceti, almeno i cetrioli, non sono di provenienza casalinga, il che non smette di indignarci. Un collaboratore esterno ha provato il vino rosso, che ha riscosso una valutazione positiva che vi riportiamo. Continuiamo a preferire l’osmiza vicina ma questa può essere una valida alternativa; attenzione alle aperture, che sono altrettanto erratiche.

Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on maggio 10, 2010 at 7:00 pm  Lascia un commento  

Ušaj (Aurisina / Nabrežina)

Non è facile arrivarci, ma alla fine ne vale la pena: dalla strada principale che attraversa Aurisina si entra in una piazzetta con un monumento ai caduti, e poi ci si addentra nell’ameno ma labirintico centro storico di Aurisina vecchia, fino ad arrivare all’antico portone oltre il quale si apre il cortile ghiaioso di questa osmiza-agriturismo, o agriturismo-osmiza, aperto per una o anche due tornate di un paio di mesi ciascuna all’anno, perlopiù nelle stagioni fredde. Si può stare all’esterno, su panche di pietra all’ombra di un grande albero, o in un accogliente interno quasi da ristorante, con molto legno e tovaglie rosse ai tavoli. Il locale è ibrido, ma il bancone e la tabella degli affettati sono da osmiza, così come la maggior parte degli oggetti (brocche, vassoi), e quindi si guadagna una recensione. L’offerta propone alcuni piatti caldi tipici carsolini, che non abbiamo testato, e una buona offerta di affettati a prezzi da osmiza, per i quali si può aspettare un po’ più del dovuto ma che compensano con la qualità. Il prosciutto arrosto è buono, ma un po’ soffocato da un cren troppo forte; ossocollo e pancetta sono saporiti e convincenti, seppure leggermente freschi; il formaggio è degno di nota per la sicurezza della sua consistenza e il suo aroma ispirato. Molto buono il pane, che occhieggia malizioso dal suo cestino di vimini (gli affettati sono su cartoncino). Sono disponibili bottiglie di vino (Vitovska e altri) e uvaggi di discreta qualità per la brocca. Magari ripasseremo per un pasto completo; per il momento il giudizio complessivo è certamente positivo.

Aggiornamento: siamo ripassati per un veloce pasto caldo e abbiamo appurato che è buona anche la qualità dei primi: gnocchi al goulasch e tagliatelle alla salsiccia e radicchio; abbiamo completato la nostra coscienziosa sortita con un piatto di kiffel: promossi anche loro.

Vivande: ****
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on febbraio 27, 2010 at 6:26 pm  Lascia un commento  

Greco “Torri di Slivia” (Aurisina / Nabrežina)

Ad Aurisina Cave, su una stradina laterale che parte dalla strada che porta verso Slivia, si erge questo agriturismo-osmiza con tanto di cassa per gli scontrini, e che però è perfettamente utilizzabile e solitamente utilizzato nelle sue vesti di osmiza. Il locale è abbinato a un centro ippico che confina con il parcheggio, e un’altra caratteristica, piuttosto antipatica, della zona è che una delle più belle grotte del Carso triestino è all’interno della proprietà, visitabile solo con un permesso. L’interno è ricavato da una vecchia fattoria, con vere architravi rustiche e muri interni finto-rustici, credenze e statue equestri. I tavoli sono un po’ incollati gli uni con gli altri. L’offerta comprende alcuni piatti caldi che non abbiamo provato (panino caldo con porcina, cotechini, crauti) e un’offerta piuttosto ampia di affettati. Di questi abbiamo provato una buona lonza, un formaggio passabile, una pancetta discreta ma un po’ troppo untuosa e uno dei salami peggiori del Carso, dal sapore sospeso tra l’acetoso e il putrefatto. Viene voglia di stroncare l’intero locale per questo salame, ma se lo evitate potrete anche avere delle discrete soddisfazioni: il pane, ad esempio, casalingo e aromatizzato probabilmente allo strutto. Il vino bianco è mediocre; da evitare anche i crostini di lardo al bancone. Il servizio è abbastanza rapido e viaggia su legno, i prezzi sono leggermente più alti della media. Visitabile, ma con cautela.

Vivande: ***
Vino: **
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on febbraio 6, 2010 at 9:17 pm  Comments (1)