Kralj – Slivia

Eravamo convinti che questa osmiza, nella quale eravamo stati più volte, avesse ormai chiuso i battenti senza essersi lasciata recensire. Invece da un anno a questa parte i gestori hanno deciso di riprendere, seppur con un apertura molto breve, l’avventura sospesa ormai da sette anni. Siamo nel “centro storico” di Slivia, un cortile interno ombreggiato molto bello e quasi senza posti all’interno. L’offerta super classica: vino bianco/rosso “vecchia scuola” discreto, affettati tradizionali anch’essi soddisfacenti. Atmosfera cordiale e rilassata. Avete una settimana all’anno per provarla, ne vale la pena.

Vino: **

Cibo: ***

Ambiente: ****

Serizio: ****

Published in: on luglio 19, 2017 at 2:17 pm  Lascia un commento  

Calendario delle osmize Malchina 2015

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Published in: on aprile 1, 2015 at 6:46 pm  Lascia un commento  

Calendario 2013/2014 Medeazza

Calendario 2013/2014 Medeazza

Eccolo qui il calendario delle osmize di Medeazza. Prendendo atto di cospiqui [sic] “buchi” temporali causati da chiusure e riconversioni, va detto che in parte saranno compensati dalle aperture degli agriturismi Pernarcic a inizio paese (ogni ultimo giovedi’ del mese per 11 giorni) e Radetic

Published in: on novembre 7, 2013 at 4:57 pm  Lascia un commento  

Calendario 2011/2012 delle osmize a Medeazza

Pernarcic Boris 5-15/1
Radetic Sidonja 19-29/1
Pahor Luciana 6-22/2
Legisa Nadia 10-27/3

Published in: on gennaio 5, 2012 at 1:30 pm  Comments (1)  

Angelini/Gabrovec – Malchina / Mavhinje

Come annunciato da tempo, concludiamo con questa (anche se speriamo di sbagliarci o di essere sorpresi da nuove aperture) la visita delle osmize del comune di Duino Aurisina.
Chiudiamo nel migliore dei modi: l’offerta gastronomica e’ varia e valida, salame e prosciutto sono magri e saporiti, il formaggio si difende come anche i sottaceti. Notiamo delle influenze importanti (anche se oramai diffuse) nel cotechino nel pane e nella pancetta arrosta coi semi di finocchio, che qui si fa particolarmente lussuriosa e lipidica con il grasso che sovrasta il magro. Non abbiamo provato il cotto, l’ombolo e la pancetta cruda. Il vino e’ di buon livello, offerta base bianco/rosso.
Il cortile e’ grazioso con vista sull’orto, convince poco il tendone in plastica, mentre la bandiera NO TAV all’ingresso merita una menzione di lode. Il servizio e’ rapido, ben fatto, prezzi nella norma.

Vino: ***
Cibo: ****
Ambiente: ***
Servizio: ****

Published in: on luglio 6, 2011 at 11:11 am  Lascia un commento  

Pipan Vasilij (Malchina / Mavhinje)

Recensiamo tardivamente questa nuova arrivata del parco osmize di Malchina, che ha aperto per un paio di settimane tra marzo e aprile. Si trova all’imbocco del sentiero 31 verso nord, in direzione del Monte Sambuco, e il suo aspetto è un po’ atipico: una villa molto benestante con bel giardino colmo di erba verde, alberi in fiore e vista su un vigneto; atipico, ma piacevole. L’interno è ampio e abbastanza gradevole, anche se un po’ spoglio. Orbene, dispiace dire che le qualità dell’osmiza, a una prima e frettolosa visita, non vanno molto oltre: manca un parere ufficiale sul vino, ma due testimoni degni di fede ci hanno parlato assai poco bene del Terrano – per il bianco non ci sono ancora assaggi; le vivande che abbiamo assaggiato sono risultate dignitose ma con troppi difetti (secchezza in particolare, e le olive sono davvero troppo amare). Segnaliamo un’anomalia nell’offerta: manca il prosciutto crudo, ma al suo posto c’è un’originale salame equino che marcia sulla novità senza proporre armonie gustative di grande rilievo; il resto dell’offerta è nella media, anche per quanto riguarda i prezzi, il servizio è sollecito ma non molto preciso. Per ora siamo un po’ perplessi, anche se si spera che a una prossima apertura riusciremo a rendere più giustizia a quest’osmiza, e che essa si impegni un po’ di più a convincerci.

Aggiornamento 2013: apertura a novembre quest’anno, ma non vediamo grandi miglioramenti sulla distanza. Togliamo una stellina all’ambiente – l’interno ci ha convinti poco – e confermiamo il resto. Il salame di cavallo è scomparso, mentre i salumi più tradizionali hanno evidenti difetti (troppa cartilagine, aspetto poco curato). Il vino bianco conferma il giudizio assai poco lusinghiero precedentemente dato al rosso.

Vivande: **
Vino: *
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on aprile 7, 2011 at 6:32 pm  Lascia un commento  

Rebula – Slivia / Slivno

Gran parte delle osmize, probabilmente a causa del retaggio rurale o tradizionale, non danno molto spazio alla fantasia o all’eccentricita’. Come del buon r’n’r, si basano sulla ripetizione di canoni piu’ o meno fissi. Nel nostro caso, non aspettatevi grandi stravolgimenti, pero’ notiamo degli elementi di rottura, forse causati dalla giovinezza (azzardiamo).
Cosi’ tra le vivande troviamo un crudo dal retrogusto peculiare, certo non sgradevole, ed un’inedita pancetta leggermente agliata (potrete scegliere tra la carsoliza arrotolata ed il “monoblocco”). Anche qui arriva la pancetta arrosta, speziata a dovere, mentre i sottoli sono nella media. Particolare anche il dolce: gnocchi di patate con albicocca. Discreto il vino, preferiamo comunque il rosso.
L’ambiente e’ piacevole ed abbellito con fantasia (pur restando nell’ambito carsolin-retro-chic); non si scivola nella finotteria di qualche collega. Abbonda la pietra (tetti, pozzo, edifici diroccati) e c’e’ anche una sala verde.
Il servizio e’ efficiente ed i prezzi sono inferiori alla media. Se avete qualcosa da dire potrete farlo sul quadernetto al bancone.

Vino: ***
Vivande: ***
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on agosto 8, 2010 at 4:02 pm  Lascia un commento  

Škerk (Ternova / Trnovca)

Una di quelle osmize rudi dell’altopiano, che disprezzano i fronzoli e guardano storto damerini e femminucce. Si trova nella parte alta di Ternova, dà su una stretta stradicciola, e apre generalmente due volte all’anno, intorno ad aprile e intorno a giugno, un paio di settimane alla volta. Una volta entrati con passo virile nel cortile, ombreggiato da quello che credo sia un noce, vedrete il bancone, situato all’aperto sotto una pensilina. Ci sono anche alcuni tavoli al coperto, in una specie di garage piuttosto angosciante, ma l’esterno è più gradevole. L’offerta è di ampiezza media e impostazione classica; alcuni dei nostri dati sono vecchiotti, altri più recenti poco dettagliati, ma ci sentiamo di dare un giudizio complessivo abbastanza positivo sulle vivande, servite naturalmente su plastica; la pancetta, in particolare, si fa valere, anche se è un po’ troppo grassa, mentre l’ombolo svolge il compitino senza particolari sforzi. Il servizio è abbastanza rapido e i prezzi contenuti. Il vino, d’altro canto, non ha fatto una buona impressione sui nostri enologi, che pure apprezzano il posto (quanto ideologicamente?). Qui, comunque, non si viene a degustare e sorseggiare, ma a magnar e bevar. Tenuto questo in conto, il posto non riserverà delusioni.

Vivande: ***
Vino: **
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on luglio 24, 2010 at 11:30 am  Comments (2)  

Gabrovec – Prepotto / Praprot

Un’ altra nuova entrata nel mondo delle frasche, stavolta in quel di Prepotto. Se non ve lo dicessimo certo non ve ne accorgereste: l’ambiente e’ curato e gia’ frequentato dalle masse, l’offerta e’ ampia come, se non piu’, di molti veterani.
Situata tra i vicoli del borgo, con un cortile raccolto ed ingraziosito da sprazzi di vecchia architettura carsolina e dall’ ombra di un noce, l’ osmiza vanta un’offerta difficile da testare completamente. Noi abbiamo preso crudo, salamino/salsiccia, la pancetta arrosta coi semi di finocchio che furoreggia in sempre piu’ osmize del circondario, ed infine delle verdure sottolio. Tutti promossi alla fine con la gia’ citata pancetta a scaldare gli animi, e le verdure (zucchine, olive, pomodori secchi) che molto spesso sono indice fedele della qualita’ generale (diffidare di chi vi rifila i Sacla’…). A voi la prova di prosciutto arrosto, pancetta, ombolo, ossocollo e di quattro tipi di dolci.
Il vino e’ diviso in bianco/rosso, preferiamo nettamente il secondo (che si fa pagare qualcosa in piu’), ma anche il bianco tiene botta.
Servizio rapido e prezzi nella media.

Aggiornamento: buono anche il formaggio, servito con olio e semi di finocchio à la Fabec; pancetta cruda discreta ma con qualcosa di vagamente obliquo. Dei dolci molto bene sia lo strudel con ricotta che le palačinke. Rimane qualche rimpianto per non avere assaggiato una parte maggiore dell’offerta, che comprende tra l’altro rarità come lo strudel salato, lo strudel con susine e un’inedito aperitivo alla melissa. Al prossimo anno.

Aggiornamento 2012: l’aperitivo alla melissa e’ molto piacevole e gli strudel salati, che arrivano in due varieta’, sono un tributo alla creativita’ umana per la sorprendente complessita’ dell’esperienza visiva e gustativa. Quasi pronti per la quarta stella al servizio e la quinta alle vivande, azzarderei, ma teniamoli ancora un po’ sulle spine.

Vino: ***
Vivande: ****
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on giugno 27, 2010 at 8:35 am  Comments (3)  

Rebula (Prepotto / Praprot)

Già ad un primo sguardo questa osmiza si colloca inequivocabilmente nella categoria “ruspanti”: cortile di cemento, muri sbrecciati, tavolini scheggiati ma atmosfera accogliente, con la ciliegina delle galline che ruspano, appunto, nel loro recinto proprio accanto ai tavoli. Se poi si considera che il locale si trova a Prepotto, patria di alcune delle osmize più posh del Carso, questo posticino modesto pare inevitabilmente assumere l’aria del parente povero; il che, però, non è necessariamente una brutta cosa: la semplicità può essere apprezzata non solo dai duri e puri, ma anche da coloro che danno il dovuto apprezzamento all’eleganza, senza fare un feticcio della “vocazione proletaria”. Si trova a due passi dalle colleghe più blasonate, quasi nascosta sul retro di una casa, e non vanta ampi panorami, ma all’ingresso il visitatore è accolto da una sontuosa cascata di fogliame scuro, appartenente ad alcuni nodosi arbusti di cui non conosco il nome, e ortensie e rose rigogliono nelle aiuole che bordeggiano il cortile, dotato di pergola. Tutta questa grazia senza pretese, però, è parzialmente macchiata una gestione che mostra segni di incuria: l’interno è minuscolo e decisamente bruttino, e sotto una specie di tettuccio trovano posto solo un paio di tavoli, quindi ci si è dovuti inventare una tettoia di plastica trasparente che urta gli occhi e l’anima nella sua bruttezza luccicante, che non si ferma a chiedere scusa. Le vivande non hanno forse ricevuto la dovuta attenzione dalla redazione (il vino non lo abbiamo assaggiato), ma sembra [NB – sembrava; vedi sotto] abbastanza chiaro che l’offerta si attesta sulla sufficienza e non oltre: il prosciutto crudo e l’ombolo hanno un che di scontroso, il formaggio non suscita particolare cupidigia, il pane manca di personalità, mentre va meglio il raro ossocollo arrosto, servito a fette spesse con il cren nello stile del prosciutto arrosto, e che trova così la sua vocazione, con buoni risultati. Una nota di merito va al servizio, anche se i vassoi sono di plastica: i tempi sono molto rapidi e i prezzi più bassi della media. Se tra fine maggio e metà giugno vi trovate a passare di lì, non aspettatevi lusso e giornalisti stranieri in estasi come nelle due osmize vicine, ma potrete immergervi in un’atmosfera molto “vecchio Carso”.

Aggiornamento 2015: a cinque anni di distanza l’interno dell’osmiza si e’ fatto decisamente piu’ ampio e accogliente, e anche la tettoia di plastica trasparente colpisce meno negativamente. L’ambiente continua ad essere ruspante, ma in un modo che soddisfa anche i piu’ borghesotti fra noi, quindi aggiungiamo una quarta stellina. Abbiamo provato il vino rosso, che risulta piacevole ma un po’ troppo acidulo. L’offerta di dolci e’ molto ampia, e comprende anche rarita’ in Carso, come la gibanica (buona, cosi’ come lo strudel). Ampia anche la scelta di cordiali, alcolici e non: quello che abbiamo provato ci e’ piaciuto, ma per rivedere la valutazione delle vivande dovremmo riprovare gli affettati. Il servizio continua a essere piu’ che soddisfacente.

Aggiornamento 2016: rispetto alla prima recensione questa osmiza e’ diventata decisamente piacevole, aggiungendo una spiccata cura per i particolari senza perdere le sue caratteristiche che la distinguono dalle altre osmize del paese (anche le galline sono ancora li’). Le tracce di incuria nell’ambiente sono sparite, i vassoi sono ora di legno e decorati con amenita’ quali pomodorini e rametti di finocchio selvatico, l’offerta si e’ ampliata (in una vaschetta piccola di sottaceti ho trovato non meno di sette varieta’ di verdure – alcune, a dire il vero, troppo acide) e la qualita’ generale dei prodotti da’ adito a meno riserve (anche se un pasto completo non l’abbiamo ancora mai fatto). Senz’altro da provare – peccato per il periodo di apertura ridotto.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on giugno 13, 2010 at 6:52 pm  Lascia un commento