Pr’ Duhtrji (Sales / Salež)

Una nuova recensione, dopo chissà quanto, per coronare una visita a una nuova osmiza che ha avuto il coraggio di aprire per la prima volta in questo periodo. Anche soltanto per questo motivo, naturalmente, i gestori meritano tutto il nostro apprezzamento, pur al netto delle obiezioni che andremo a fare. Il posto si trova quasi accanto all’agriturismo Skerlj, e o nello stesso posto o nella casa accanto un’altra osmiza che ricordo vagamente da una dozzina di anni fa, e che mi fece un’ impressione negativa di garage tonitruante, anche se non fu mai fatta una recensione all’epoca. Se è quella, il luogo è stato ristrutturato ed è al momento abbastanza gradevole, seppur non molto ricco di personalità, con un ampio giardino erboso con vista piscina e un interno se non altro ordinato, seppure un po’ triste. L’offerta è standard, e per il momento ne abbiamo provata solo una piccola parte: un prosciutto crudo apprezzabile e dei sottoli che invece non ispirano (la qualità dell’olio adoperato non sembra essere delle migliori). Il vino bianco e rosso sono senza infamia e senza lode, così come il pane. Il servizio sembra scontare una certa inesperienza, ma alla fine ci si arrangia, e i prezzi sono onesti. Un inizio discreto per un’osmiza che speriamo si sviluppi in una realtà affermata.

Vivande: ***

Vino: ***

Ambiente: ***

Servizio: ***

Published in: on agosto 13, 2021 at 9:26 PM  Lascia un commento  

Bizjak (Col)

La seconda osmiza che abbiamo mai visto nel borghetto sotto il Tabor, aperta in questo agosto 2020, si trova vicino alla strada principale, nella parte bassa del paese e dopo un appezzamento a vigna che offre una gradevole cornice. Si entra in un ampio cortile con elementi tradizionali come le pietre e il torchio e un portale classico marcato 1992, ma anche un portico dall’area un po’ industriale che assieme al ghiaietto dà al tutto un senso di efficienza piuttosto sbrigativa. L’offerta è ampia e include elementi molto rari se non inediti, quali la pancetta stufata e il gelato all’olio d’oliva. La prima non ci ha appassionato – piuttosto blanda e servita su un fondo di lattuga forse non molto appropriato. Il secondo invece ha abbattuto i nostri dubbi con una consistenza cremosa e un gusto deciso (cannella e qualcos’altro), nonché frammenti di noce in cima e negli angoli appunto l’olio d’oliva semi-rappreso: insomma, funziona. A parte questo, abbiamo provato dei sottoli senza infamia e senza lode (ma nota di merito per la rara cipollina medio-piccola) e una pancetta convincente, con sentori di nocciola che ricordano il guanciale di queste plaghe. Le pesche col vino sono risultate discrete. Ci sono diversi vini disponibili, ma noi abbiamo provato solo il bianco sfuso che francamente non ci è piaciuto, anche se abbiamo sentito di altri che hanno opinioni diverse: a noi l’amarognolo è risultato poco attraente. Il servizio è discretamente efficiente e le vivande sono ben presentate, ma i prezzi sono più alti nella media. Il posto ha un certo potenziale, ma per il momento ci teniamo bassini con i voti in attesa di un’altra visita che permetta un test più dettagliato delle molte vivande e vini che non abbiamo assaggiato.

 

Vivande: ***

Vino: **

Ambiente: ***

Servizio: ***

Published in: on agosto 19, 2020 at 8:23 PM  Lascia un commento  

Lamagno (Basovizza / Bazovica)

La prima osmiza basovizzana che ci capita di recensire, anche se negli anni abbiamo fatto dei tentativi poi non andati a buon fine di visitarne una sulla strada per il confine. Questa, invece, si trova sulla strada in direzione Padriciano. Oltre il portale si apre un cortile fiorito e discretamente piacevole, seppur coperto in gran parte di teloni bianchi che danno al tutto un aspetto un po’ da sagra; altri tavoli più discostati godono dell’ombra di un albero. Abbiamo provato il raro sottogola, che vanta un forte sapore nocciolato, tipico del taglio, ma anche un eccesso di sale; un ossocollo discreto; e dei sottoli abbondanti e vari (ci sono anche il carciofo e le olive verdi – quest’ultime evidentemente esogene) ma un po’ pesanti, soprattutto perché andrebbero sgocciolati di più. Il giudizio parziale sul bianco (malvasia) è discreto, ma da confermare. Servizio rapido e prezzi al di sotto della media.

Vivande: ***
Vino: ***?
Ambiente: ***
Servizio: ****

Published in: on luglio 12, 2019 at 11:27 am  Lascia un commento  

Budin (Sales / Salež)

Nuova entrata nel panorama salesiano, che dimostra subito un certo élan e attenzione al dettaglio. Situata sulla stradina che porta a Samatorza, il locale ha un’aria moderna ma ben integrata nel paesaggio, e il giardino, a due livelli, è a ridosso delle vigne e vanta dei begli alberi. Lavori in corso al momento (2018) per la costruzione di una cantina, probabilmente, ma l’ambiente è già piacevole, anche per via delle varie fogge e taglie dei tavoli, che creano un ambiente vario. Presente anche uno dei famigerati teloni bianchi, ma abbiamo visto di peggio in questo settore. L’interno è piccolo ma abbastanza gradevole. Abbiamo assaggiato solo parte dell’offerta: un prosciutto arrosto corretto, un formaggio piacevole, buoni peperoni e zucchine sottolio, ma anche una pancetta con un leggero sentore di rancido e cetriolini dall’aria non molto “domacia”. Il tutto è ben presentato su vassoi di legno e il servizio è efficiente e rapido. Il vino è sopra la media. I prezzi sono anch’essi corretti e nella media, anche se l’inflazione si fa sentire anche qui. Una valida aggiunta al novero delle cattedrali carsoline.

 

Vivande: ***

Vino: ****

Ambiente: ****

Servizio: ****

Published in: on Maggio 23, 2018 at 11:45 am  Lascia un commento  

Kralj – Slivia

Eravamo convinti che questa osmiza, nella quale eravamo stati più volte, avesse ormai chiuso i battenti senza essersi lasciata recensire. Invece da un anno a questa parte i gestori hanno deciso di riprendere, seppur con un apertura molto breve, l’avventura sospesa ormai da sette anni. Siamo nel “centro storico” di Slivia, un cortile interno ombreggiato molto bello e quasi senza posti all’interno. L’offerta super classica: vino bianco/rosso “vecchia scuola” discreto, affettati tradizionali anch’essi soddisfacenti. Atmosfera cordiale e rilassata. Avete una settimana all’anno per provarla, ne vale la pena.

Vino: **

Cibo: ***

Ambiente: ****

Serizio: ****

Published in: on luglio 19, 2017 at 2:17 PM  Lascia un commento  

Laurica (San Dorligo / Dolina)

Osmiza primaverile, dal nome che si rifa’ a quanto pare al fondatore, e’ situata a due passi dallo stradone che collega Dolina e la sua amena zona industriale a Bagnoli, oltre che proprio sulla strada che porta su in paese, accanto a una fermata dell’autobus. Diciamo che la location privilegia la praticita’ a discapito della poesia, ma i proprietari hanno fatto qualche tentativo di ingentilire il tutto, avvalendosi del classico mezzo della pergola e di qualche alberello arrampicabile dai pargoli, e al diavolo le norme di sicurezza. I tavoli in giardino sono spartani, e cosi’ il servizio, che peraltro e’ risultato rapido ed efficiente. Devo aggiungere che in questo caso non ho avuto cura di guardare la tabellina dei prezzi, e quindi il voto al servizio va inteso come provvisorio. La gamma e il tipo di affettati sono quelle tipiche del comune di San Dorligo, e la qualita’ del tutto si attesta comodamente sul senza infamia e senza lode. Il vino rosso e’ risultato troppo acido alle papille dei nostri collaboratori occasionali, il bianco non l’abbiamo provato. Nel complesso forse non memorabile, ma non ci sentiamo di sconsigliarla. Rimandiamo ad un’altra occasione qualche considerazione che si presenta sui tipi di osmize che si ritrovano nei vari comuni, con i vari pro e contro.

 

Vivande: ***

Vino: **?

Ambiente: ***

Servizio: ***?

Published in: on aprile 25, 2017 at 11:30 PM  Lascia un commento  

Kokosmica – Trieste

«Kokosmica, la nuova osmica triestina, si trova in strada per Longera 207, sotto la chiesa di Sant’Agostino, e sarà aperta tutti i giorni, dal 13 al 30 ottobre, dalle 10 alle 23. Vengono proposti i vini dell’Azienda Agricola Samo Kokorovec, Refosco e Malvasia, sciroppo di sambuco, e poi salumi e formaggi, uova sode, insalate, frutta e ricotte dolci, con cacao e miele. Tra San Giovanni e Longera, sul sentiero 11, a due passi dal Boschetto, nel cuore di Trieste . L’osmica ha un ampio cortile interno, davvero tranquillo, e sale interne appena rinnovate, in un fascinoso edificio rurale, storico.»

In extremis, nel pomeriggio del 30 ottobre, siamo riusciti a provare questa nuova osmiza, alla sua prima apertura. Vi si può arrivare in macchina o bus da Strada per Longera, o meglio ancora a piedi come suggeriscono i titolari. Anche se motorizzati, consigliamo una passeggiata nei dintorni. Il locale è piacevole, bel cortile con vista sul bosco del Farneto, interni un pò spogli, il “fascinoso edificio rurale, storico” ha un certo fascino tenebroso, sembra quasi una di quelle vecchie case disabitate da anni con ancora gli interni fermi da chissà quanto. L’offerta gastronomica era un pò spuntata, alcune cose erano esaurite, come il vino rosso, non abbiamo provato il vino nuovo con le castagne, specialità nelle quali non ci eravamo ancora imbattuti. Viva la fantasia.

Il vino bianco se la cava, gli affettati (prosciutto, salame, pancetta) tutti di qualità medio/buona. Per ora recensione colpevolmente lacunosa, ma le premesse ci spingono a tornare al più presto a completarla.

Aggiornamento 2021: non sappiamo i motivi, ma un po’ spiace vedere che l’osmiza in questione ha tolto le tende dal suo fascinoso sito originale. Ora si trova nel “solito posto” a Longera, dove si trovano almeno un paio di altre osmize, piacevole e comodo ma poco caratterizzato. Stavolta abbiamo provato un ossocollo e sottoli discreti ma non memorabili. Il bianco continua a cavarsela. Servizio abbastanza celere e prezzi nella media.

Vivande: ***

Vino: ***

Ambiente: ***

Servizio: ***

Published in: on novembre 8, 2016 at 8:28 PM  Lascia un commento  

v Kutu (Prosecco / Prosek)

Sapore di antico in questa prima osmiza prosecchese che recensiamo, la quale si trova dalle parti della frazione slovenofona di Devinscina, in un quartiere fatto prevalentemente di case popolari degli anni cinquanta o giù di lì. Il nome si riferisce chiaramente a qualche vecchio toponimo, e non siamo riusciti a rintracciare il nome dei proprietari. Dopo qualche stretta stradina, si entra per una specie di cantiere e si arriva in uno spazio tavoli ricavato alla buona nella corte di una specie di fattoria un po’ diroccata, con vecchie strutture di pietra in parte in disuso, una pergola, scritte poetiche in gesso sui muri in due lingue, segnatavoli in pietra e avventori locali. L’interno è abbastanza gradevole, con un aspetto decisamente casalingo. L’offerta è piccola – mancano per esempio il prosciutto e il salame – ma chi la sa lunga ci insegna che sono meglio poche cose ma buone che un’offerta eclettica e buttata lì. L’assaggio, in ogni caso, è risultato abbastanza soddisfacente, con un buon pane casalingo, discreti pancetta e ombolo con rucola, e sottaceti che comprendono zucchine troppo aspre, peperoni e l’aggiunta abbastanza rara della cipolla, che convince. Vino rosso (non siamo in zona Terrano, va precisato) leggerino ma bevibile; non abbiamo testato il bianco. Servizio simpatico anche se un po’ inesperto, e prezzi un tantino alti in alcuni casi. In ogni caso, se amate le osmize non imborghesite, il posto vale bene una visita.

Vivande: ***

Vino: ***

Ambiente: ***

Servizio: ***

 

 

Published in: on luglio 20, 2016 at 11:53 am  Lascia un commento  

Crepaldi (Puglie di Domio / Domjansko Pulje)

Un (relativo) nuovo arrivo che vanta gia’ una certa popolarita’ tra i gourmets e i gourmands di Trieste e dintorni, nonostante la posizione alquanto fuori mano. A Puglie di Domio, piccola frazione di San Dorligo poco sopra la zona industriale triestina, una stradina si diparte dalla strada che porta verso San Giuseppe e poi Basovizza; la stradina diventa poi piu’ piccola, e poi ancora piu’ piccola, e infine evolve in una mulattiera sterrata che si immerge in un pezzetto nascosto di campagna sfuggito all’industrializzazione, tra canneti e negozietti di piante, il tutto non lontano da almeno due agghiaccianti stradoni ma che miracolosamente conserva un’atmosfera spiccatamente bucolica. Il parcheggio, va detto, e’ un tantino troppo bucolico, nel senso che gli avventori che arrivano in macchina devono parcheggiare in uno spazio sterrato tra gli alberi, e non c’e’ neanche bisogno che dica in che condizioni si riduce lo spazio con dozzine di macchine che ci si muovono, specialmente se piove. Mi sa che tocchera’ soccombere al ghiaietto, a meno che il piano sia precisamente quello di dissuadere i clienti dal venire in macchina, nel qual caso chapeau per il coraggio. Accanto al parcheggio si rivela un cortile con asini, maiali, galline, pavoni e altri rustici bipedi e quadrupedi, ai quali, ci assicurano, non e’ riservato il destino del mattatoio, ma solo quello del panopticon e, suppongo, quello di fornire uova e latte. L’osmiza stessa, che apre i battenti diverse volte all’anno generalmente tra la tarda primavera e l’estate, si trova poco oltre, con un ambiente snodato tra diversi livelli: bancone, portico, interno e giardino. Quest’ultimo si trova sul retro e vanta i posti piu’ belli dove sedersi, tra pergole e fronde. I tavoli sul portico e all’interno variano un po’ in comodita’ ed eleganza. Mi sono soffermato a descrivere l’ambiente per partire con una nota positiva, giacche’ per il momento gli altri aspetti dell’osmiza ci hanno convinto solo fino a un certo punto. Il servizio e’ talora un po’ disattento e le vivande, va detto, non sono sempre ben presentate. La qualita’ delle vivande stesse, a un primo e incompleto assaggio, non ci ha fatto neanch’essa una buona impressione: un salame discreto, ma formaggi, pane, ricotte dolci e sottoli (con la parziale eccezione dei pomodori, piacevolmente dolciastri) poco appetitosi per un motivo o per l’altro, e un rosso troppo acido. I prezzi sono nella media. Non abbiamo assaggiato l’ampia produzione dell’azienda agricola, che comprende miele, marmellate, verdura sott’olio e mille altri prodottini. Per ora siamo un tantino delusi.

 

Vivande: **

Vino: **

Ambiente: ****

Servizio: **

Published in: on giugno 12, 2016 at 7:29 PM  Lascia un commento  

Škabar (Repen)

Non voglio indagare sulle ragioni storiche per l’abbondanza di Škabar a Repen, ma voila, pare essersi materializzata un’altra osmiza con questo nome che non abbiamo mai visitato. Forse è meglio orientarsi con gli antichi toponimi, in questo caso “pri Branovih”, che designa una casa con portone che dà su una viuzza non lontana dalla piazzetta del paese. L’ambiente è un po’ anonimo, con i tavoli divisi tra cortile di ghiaia e garage rimbombante, ma si è tentato di decorare l’interno con quadri, secondo la tendenza imborghesitrice degli ultimi anni, e si nota qualche elemento di architettura carsica tradizionale e un bell’albero che ingentiliscono in parte il tutto. L’offerta è discretamente ampia, e include la pancetta arrosta e qualche spumante. Abbiamo potuto assaggiarne solo una piccola parte, e possiamo dire provvisoriamente che la pancetta e il prosciutto sono corretti ma non troppo eccitanti, e che lo stesso (cum grano salis) sembra valere per il vino bianco. Servizio abbastanza rapido ma prezzi leggermente sopra la media. Chiaramente, valutazioni da rivedere per aggiungere un po’ di sfumature, ma per il momento non vediamo motivi di attribuire alcun pollice verso.

Vivande: ***

Vino: ***?

Ambiente: ***

Servizio: ***

Published in: on aprile 27, 2016 at 11:21 am  Lascia un commento