Lamagno (Basovizza / Bazovica)

La prima osmiza basovizzana che ci capita di recensire, anche se negli anni abbiamo fatto dei tentativi poi non andati a buon fine di visitarne una sulla strada per il confine. Questa, invece, si trova sulla strada in direzione Padriciano. Oltre il portale si apre un cortile fiorito e discretamente piacevole, seppur coperto in gran parte di teloni bianchi che danno al tutto un aspetto un po’ da sagra; altri tavoli più discostati godono dell’ombra di un albero. Abbiamo provato il raro sottogola, che vanta un forte sapore nocciolato, tipico del taglio, ma anche un eccesso di sale; un ossocollo discreto; e dei sottoli abbondanti e vari (ci sono anche il carciofo e le olive verdi – quest’ultime evidentemente esogene) ma un po’ pesanti, soprattutto perché andrebbero sgocciolati di più. Il giudizio parziale sul bianco (malvasia) è discreto, ma da confermare. Servizio rapido e prezzi al di sotto della media.

Vivande: ***
Vino: ***?
Ambiente: ***
Servizio: ****

Published in: on luglio 12, 2019 at 11:27 am  Lascia un commento  

Budin (Sales / Salež)

Nuova entrata nel panorama salesiano, che dimostra subito un certo élan e attenzione al dettaglio. Situata sulla stradina che porta a Samatorza, il locale ha un’aria moderna ma ben integrata nel paesaggio, e il giardino, a due livelli, è a ridosso delle vigne e vanta dei begli alberi. Lavori in corso al momento (2018) per la costruzione di una cantina, probabilmente, ma l’ambiente è già piacevole, anche per via delle varie fogge e taglie dei tavoli, che creano un ambiente vario. Presente anche uno dei famigerati teloni bianchi, ma abbiamo visto di peggio in questo settore. L’interno è piccolo ma abbastanza gradevole. Abbiamo assaggiato solo parte dell’offerta: un prosciutto arrosto corretto, un formaggio piacevole, buoni peperoni e zucchine sottolio, ma anche una pancetta con un leggero sentore di rancido e cetriolini dall’aria non molto “domacia”. Il tutto è ben presentato su vassoi di legno e il servizio è efficiente e rapido. Il vino è sopra la media. I prezzi sono anch’essi corretti e nella media, anche se l’inflazione si fa sentire anche qui. Una valida aggiunta al novero delle cattedrali carsoline.

 

Vivande: ***

Vino: ****

Ambiente: ****

Servizio: ****

Published in: on maggio 23, 2018 at 11:45 am  Lascia un commento  

Kralj – Slivia

Eravamo convinti che questa osmiza, nella quale eravamo stati più volte, avesse ormai chiuso i battenti senza essersi lasciata recensire. Invece da un anno a questa parte i gestori hanno deciso di riprendere, seppur con un apertura molto breve, l’avventura sospesa ormai da sette anni. Siamo nel “centro storico” di Slivia, un cortile interno ombreggiato molto bello e quasi senza posti all’interno. L’offerta super classica: vino bianco/rosso “vecchia scuola” discreto, affettati tradizionali anch’essi soddisfacenti. Atmosfera cordiale e rilassata. Avete una settimana all’anno per provarla, ne vale la pena.

Vino: **

Cibo: ***

Ambiente: ****

Serizio: ****

Published in: on luglio 19, 2017 at 2:17 pm  Lascia un commento  

Laurica (San Dorligo / Dolina)

Osmiza primaverile, dal nome che si rifa’ a quanto pare al fondatore, e’ situata a due passi dallo stradone che collega Dolina e la sua amena zona industriale a Bagnoli, oltre che proprio sulla strada che porta su in paese, accanto a una fermata dell’autobus. Diciamo che la location privilegia la praticita’ a discapito della poesia, ma i proprietari hanno fatto qualche tentativo di ingentilire il tutto, avvalendosi del classico mezzo della pergola e di qualche alberello arrampicabile dai pargoli, e al diavolo le norme di sicurezza. I tavoli in giardino sono spartani, e cosi’ il servizio, che peraltro e’ risultato rapido ed efficiente. Devo aggiungere che in questo caso non ho avuto cura di guardare la tabellina dei prezzi, e quindi il voto al servizio va inteso come provvisorio. La gamma e il tipo di affettati sono quelle tipiche del comune di San Dorligo, e la qualita’ del tutto si attesta comodamente sul senza infamia e senza lode. Il vino rosso e’ risultato troppo acido alle papille dei nostri collaboratori occasionali, il bianco non l’abbiamo provato. Nel complesso forse non memorabile, ma non ci sentiamo di sconsigliarla. Rimandiamo ad un’altra occasione qualche considerazione che si presenta sui tipi di osmize che si ritrovano nei vari comuni, con i vari pro e contro.

 

Vivande: ***

Vino: **?

Ambiente: ***

Servizio: ***?

Published in: on aprile 25, 2017 at 11:30 pm  Lascia un commento  

Kokosmica – Trieste

«Kokosmica, la nuova osmica triestina, si trova in strada per Longera 207, sotto la chiesa di Sant’Agostino, e sarà aperta tutti i giorni, dal 13 al 30 ottobre, dalle 10 alle 23. Vengono proposti i vini dell’Azienda Agricola Samo Kokorovec, Refosco e Malvasia, sciroppo di sambuco, e poi salumi e formaggi, uova sode, insalate, frutta e ricotte dolci, con cacao e miele. Tra San Giovanni e Longera, sul sentiero 11, a due passi dal Boschetto, nel cuore di Trieste . L’osmica ha un ampio cortile interno, davvero tranquillo, e sale interne appena rinnovate, in un fascinoso edificio rurale, storico.»

In extremis, nel pomeriggio del 30 ottobre, siamo riusciti a provare questa nuova osmiza, alla sua prima apertura. Vi si può arrivare in macchina o bus da Strada per Longera, o meglio ancora a piedi come suggeriscono i titolari. Anche se motorizzati, consigliamo una passeggiata nei dintorni. Il locale è piacevole, bel cortile con vista sul bosco del Farneto, interni un pò spogli, il “fascinoso edificio rurale, storico” ha un certo fascino tenebroso, sembra quasi una di quelle vecchie case disabitate da anni con ancora gli interni fermi da chissà quanto. L’offerta gastronomica era un pò spuntata, alcune cose erano esaurite, come il vino rosso, non abbiamo provato il vino nuovo con le castagne, specialità nelle quali non ci eravamo ancora imbattuti. Viva la fantasia.

Il vino bianco se la cava, gli affettati (prosciutto, salame, pancetta) tutti di qualità medio/buona. Per ora recensione colpevolmente lacunosa, ma le premesse ci spingono a tornare al più presto a completarla.

Published in: on novembre 8, 2016 at 8:28 pm  Lascia un commento  

v Kutu (Prosecco / Prosek)

Sapore di antico in questa prima osmiza prosecchese che recensiamo, la quale si trova dalle parti della frazione slovenofona di Devinscina, in un quartiere fatto prevalentemente di case popolari degli anni cinquanta o giù di lì. Il nome si riferisce chiaramente a qualche vecchio toponimo, e non siamo riusciti a rintracciare il nome dei proprietari. Dopo qualche stretta stradina, si entra per una specie di cantiere e si arriva in uno spazio tavoli ricavato alla buona nella corte di una specie di fattoria un po’ diroccata, con vecchie strutture di pietra in parte in disuso, una pergola, scritte poetiche in gesso sui muri in due lingue, segnatavoli in pietra e avventori locali. L’interno è abbastanza gradevole, con un aspetto decisamente casalingo. L’offerta è piccola – mancano per esempio il prosciutto e il salame – ma chi la sa lunga ci insegna che sono meglio poche cose ma buone che un’offerta eclettica e buttata lì. L’assaggio, in ogni caso, è risultato abbastanza soddisfacente, con un buon pane casalingo, discreti pancetta e ombolo con rucola, e sottaceti che comprendono zucchine troppo aspre, peperoni e l’aggiunta abbastanza rara della cipolla, che convince. Vino rosso (non siamo in zona Terrano, va precisato) leggerino ma bevibile; non abbiamo testato il bianco. Servizio simpatico anche se un po’ inesperto, e prezzi un tantino alti in alcuni casi. In ogni caso, se amate le osmize non imborghesite, il posto vale bene una visita.

Vivande: ***

Vino: ***

Ambiente: ***

Servizio: ***

 

 

Published in: on luglio 20, 2016 at 11:53 am  Lascia un commento  

Crepaldi (Puglie di Domio / Domjansko Pulje)

Un (relativo) nuovo arrivo che vanta gia’ una certa popolarita’ tra i gourmets e i gourmands di Trieste e dintorni, nonostante la posizione alquanto fuori mano. A Puglie di Domio, piccola frazione di San Dorligo poco sopra la zona industriale triestina, una stradina si diparte dalla strada che porta verso San Giuseppe e poi Basovizza; la stradina diventa poi piu’ piccola, e poi ancora piu’ piccola, e infine evolve in una mulattiera sterrata che si immerge in un pezzetto nascosto di campagna sfuggito all’industrializzazione, tra canneti e negozietti di piante, il tutto non lontano da almeno due agghiaccianti stradoni ma che miracolosamente conserva un’atmosfera spiccatamente bucolica. Il parcheggio, va detto, e’ un tantino troppo bucolico, nel senso che gli avventori che arrivano in macchina devono parcheggiare in uno spazio sterrato tra gli alberi, e non c’e’ neanche bisogno che dica in che condizioni si riduce lo spazio con dozzine di macchine che ci si muovono, specialmente se piove. Mi sa che tocchera’ soccombere al ghiaietto, a meno che il piano sia precisamente quello di dissuadere i clienti dal venire in macchina, nel qual caso chapeau per il coraggio. Accanto al parcheggio si rivela un cortile con asini, maiali, galline, pavoni e altri rustici bipedi e quadrupedi, ai quali, ci assicurano, non e’ riservato il destino del mattatoio, ma solo quello del panopticon e, suppongo, quello di fornire uova e latte. L’osmiza stessa, che apre i battenti diverse volte all’anno generalmente tra la tarda primavera e l’estate, si trova poco oltre, con un ambiente snodato tra diversi livelli: bancone, portico, interno e giardino. Quest’ultimo si trova sul retro e vanta i posti piu’ belli dove sedersi, tra pergole e fronde. I tavoli sul portico e all’interno variano un po’ in comodita’ ed eleganza. Mi sono soffermato a descrivere l’ambiente per partire con una nota positiva, giacche’ per il momento gli altri aspetti dell’osmiza ci hanno convinto solo fino a un certo punto. Il servizio e’ talora un po’ disattento e le vivande, va detto, non sono sempre ben presentate. La qualita’ delle vivande stesse, a un primo e incompleto assaggio, non ci ha fatto neanch’essa una buona impressione: un salame discreto, ma formaggi, pane, ricotte dolci e sottoli (con la parziale eccezione dei pomodori, piacevolmente dolciastri) poco appetitosi per un motivo o per l’altro, e un rosso troppo acido. I prezzi sono nella media. Non abbiamo assaggiato l’ampia produzione dell’azienda agricola, che comprende miele, marmellate, verdura sott’olio e mille altri prodottini. Per ora siamo un tantino delusi.

 

Vivande: **

Vino: **

Ambiente: ****

Servizio: **

Published in: on giugno 12, 2016 at 7:29 pm  Lascia un commento  

Škabar (Repen)

Non voglio indagare sulle ragioni storiche per l’abbondanza di Škabar a Repen, ma voila, pare essersi materializzata un’altra osmiza con questo nome che non abbiamo mai visitato. Forse è meglio orientarsi con gli antichi toponimi, in questo caso “pri Branovih”, che designa una casa con portone che dà su una viuzza non lontana dalla piazzetta del paese. L’ambiente è un po’ anonimo, con i tavoli divisi tra cortile di ghiaia e garage rimbombante, ma si è tentato di decorare l’interno con quadri, secondo la tendenza imborghesitrice degli ultimi anni, e si nota qualche elemento di architettura carsica tradizionale e un bell’albero che ingentiliscono in parte il tutto. L’offerta è discretamente ampia, e include la pancetta arrosta e qualche spumante. Abbiamo potuto assaggiarne solo una piccola parte, e possiamo dire provvisoriamente che la pancetta e il prosciutto sono corretti ma non troppo eccitanti, e che lo stesso (cum grano salis) sembra valere per il vino bianco. Servizio abbastanza rapido ma prezzi leggermente sopra la media. Chiaramente, valutazioni da rivedere per aggiungere un po’ di sfumature, ma per il momento non vediamo motivi di attribuire alcun pollice verso.

Vivande: ***

Vino: ***?

Ambiente: ***

Servizio: ***

Published in: on aprile 27, 2016 at 11:21 am  Lascia un commento  

Santi (Prebenico / Prebeneg)

Non ci era mai capitato [2016] di passare per questa osmiza situata sulla stradina che conduce al centro del paese da Dolina, Socerb e Caresana. Come altre osmize a Prebenico, anche questa vanta un eccellente panorama sulla vallata del Rio Ospo, le prime colline istriane gloriosamente verdeggianti in aprile e il golfo di Trieste. Il cortile è di forma allungata, e molti tavoli, alcuni di legno, vi trovano posto su ambo i lati della casa. Il giardino è piacevole e ben curato, con fiori e decorazioni. L’interno è un po’ stretto e non molto confortevole nei periodi affollati, ma vanta anche un pianoforte. A un primo assaggio la qualità dei prodotti sembra essere buona, pur senza grandi sussulti. L’offerta è ampia e comprende gli onnipresenti formaggi Zidarich (nonché la mozzarella, mai vista in osmiza che io mi ricordi), oltre che un discreto numero di prodotti di produzione propria. Per il momento, in attesa di conferme che forse ci manderà il nostro amico Godot e forse arriveranno davvero, possiamo dire che il prosciutto crudo è molto intenso, forse un po’ troppo salato, che la salsiccia secca è piacevole e che il bouquet di sottoli è caratterizzato da una certa fantasia (con novità quali aglio e probabilmente rapa e barbabietola). Il vino bianco, con valutazione assolutamente provvisoria, si fa bere, il rosso non l’abbiamo provato. Il servizio al bancone può essere un po’ macchinoso, ma i prezzi sono più bassi della media, e certamente di quella delle osmize con panorama. Da rivedere, ma nel complesso possiamo già consigliarla.

Aggiornamento 2019: ribattezzata “Svetina” (allora sono veramente “i santi” a cui il nome si riferisce?), l’osmiza ha aperto anche questo aprile. Una breve visita dopo cena ci ha regalato un ambiente assai allegro con canti e fisarmoniche. Aggiungiamo un punto di domanda alla valutazione sulle vivande perché le ricotte dolci non erano molto fresche, e tagliamo una stella (mantenendo il punto interrogativo) al vino, giacché purtroppo il rosso, uvaggio di Refosco con una punta di Merlot, non ci ha convinto.

 

Vivande: ****?

Vino: **?

Ambiente: ****

Servizio: ***

 

Published in: on aprile 23, 2016 at 9:04 pm  Lascia un commento  

Purger – Komar (Log)

In un pezzetto di campagna residuale sorprendentemente ameno se consideriamo come e’ schiacciato tra la zona industriale triestina e l’autostrada, sorge l’abitato di Log, sulla ripida strada tra Puglie di Domio e San Giuseppe della Chiusa. L’osmiza in questione esiste da piu’ di trent’anni, ma vuoi per la posizione fuori mano, vuoi per le frasche poco visibili sulle strade di ampia frequentazione, o per il fatto che e’ impossibile parcheggiare negli immediati dintorni (e difficile anche nei dintorni non tanto immediati), insomma il posto e’ poco conosciuto, e anche noi non ci eravamo mai arrivati. Il nostro sforzo pionieristico, in ogni caso, ha fruttato bene. L’osmiza e’ fuori strada, ai limiti del paesino e accanto a un uliveto. Nonostante la vicinanza dell’autostrada il rumore non si sente tanto, e si puo’ respirare aria di campagna. Il posto e’ molto piccolo, con non piu’ di una dozzina di tavoli, alcuni dentro e alcuni fuori tra tassi e ulivi, e l’atmosfera e’ piacevolmente raccolta e, oserei dire, genuina in un modo in cui forse le piu’ imborghesite osmize di parte dell’altopiano non sono piu’. Il servizio e’ efficiente e il proprietario e’ disponibile a fare quattro ciarle su elementi di interesse comune, il che attutisce l’impressione certo non positiva che suscita la tabellina, non per il contenuto, che e’ un po’ piu’ ampio della media del comune e che comprende anche relative rarita’ come il sottogola, bensi’ per i prezzi, che si piazzano allegramente in cima alla graduatoria (prosciutto crudo a 6 euro all’etto, e il resto dell’offerta in proporzione). L’assaggio che abbiamo fatto, pero’, e’ stato soddisfacente. Il vino rosso e’ sicuramente bevibile, anche se il giudizio deve rimanere in attesa di conferma da parte dei nostri enologi, e pancetta e salame sono ben fatti e saporiti. Il pane, ahime’, e’ di supermercato. Comunque, il giudizio complessivo e’ senz’ altro positivo e io dal canto mio spero di poter assaggiare il resto dell’offerta in tempi ragionevoli.

Vivande: ****
Vino: ***?
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on settembre 6, 2015 at 12:13 pm  Lascia un commento