Škabar (Repen)

Non voglio indagare sulle ragioni storiche per l’abbondanza di Škabar a Repen, ma voila, pare essersi materializzata un’altra osmiza con questo nome che non abbiamo mai visitato. Forse è meglio orientarsi con gli antichi toponimi, in questo caso “pri Branovih”, che designa una casa con portone che dà su una viuzza non lontana dalla piazzetta del paese. L’ambiente è un po’ anonimo, con i tavoli divisi tra cortile di ghiaia e garage rimbombante, ma si è tentato di decorare l’interno con quadri, secondo la tendenza imborghesitrice degli ultimi anni, e si nota qualche elemento di architettura carsica tradizionale e un bell’albero che ingentiliscono in parte il tutto. L’offerta è discretamente ampia, e include la pancetta arrosta e qualche spumante. Abbiamo potuto assaggiarne solo una piccola parte, e possiamo dire provvisoriamente che la pancetta e il prosciutto sono corretti ma non troppo eccitanti, e che lo stesso (cum grano salis) sembra valere per il vino bianco. Servizio abbastanza rapido ma prezzi leggermente sopra la media. Chiaramente, valutazioni da rivedere per aggiungere un po’ di sfumature, ma per il momento non vediamo motivi di attribuire alcun pollice verso.

Vivande: ***

Vino: ***?

Ambiente: ***

Servizio: ***

Published in: on aprile 27, 2016 at 11:21 am  Lascia un commento  

Santi (Prebenico / Prebeneg)

Non ci era mai capitato [2016] di passare per questa osmiza situata sulla stradina che conduce al centro del paese da Dolina, Socerb e Caresana. Come altre osmize a Prebenico, anche questa vanta un eccellente panorama sulla vallata del Rio Ospo, le prime colline istriane gloriosamente verdeggianti in aprile e il golfo di Trieste. Il cortile è di forma allungata, e molti tavoli, alcuni di legno, vi trovano posto su ambo i lati della casa. Il giardino è piacevole e ben curato, con fiori e decorazioni. L’interno è un po’ stretto e non molto confortevole nei periodi affollati, ma vanta anche un pianoforte. A un primo assaggio la qualità dei prodotti sembra essere buona, pur senza grandi sussulti. L’offerta è ampia e comprende gli onnipresenti formaggi Zidarich (nonché la mozzarella, mai vista in osmiza che io mi ricordi), oltre che un discreto numero di prodotti di produzione propria. Per il momento, in attesa di conferme che forse ci manderà il nostro amico Godot e forse arriveranno davvero, possiamo dire che il prosciutto crudo è molto intenso, forse un po’ troppo salato, che la salsiccia secca è piacevole e che il bouquet di sottoli è caratterizzato da una certa fantasia (con novità quali aglio e probabilmente rapa e barbabietola). Il vino bianco, con valutazione assolutamente provvisoria, si fa bere, il rosso non l’abbiamo provato. Il servizio al bancone può essere un po’ macchinoso, ma i prezzi sono più bassi della media, e certamente di quella delle osmize con panorama. Da rivedere, ma nel complesso possiamo già consigliarla.

Aggiornamento 2019: ribattezzata “Svetina” (allora sono veramente “i santi” a cui il nome si riferisce?), l’osmiza ha aperto anche questo aprile. Una breve visita dopo cena ci ha regalato un ambiente assai allegro con canti e fisarmoniche. Aggiungiamo un punto di domanda alla valutazione sulle vivande perché le ricotte dolci non erano molto fresche, e tagliamo una stella (mantenendo il punto interrogativo) al vino, giacché purtroppo il rosso, uvaggio di Refosco con una punta di Merlot, non ci ha convinto.

 

Vivande: ****?

Vino: **?

Ambiente: ****

Servizio: ***

 

Published in: on aprile 23, 2016 at 9:04 pm  Lascia un commento