Province

In seguito alla recente chiusura di Frandolič a Jamiano, ci tocca constatare che i tre locali in provincia di Gorizia che avevamo deciso di chiamare osmize, giacche’ tali erano nello spirito, e che erano aperti quando cominciammo la nostra attivita’ di recensori cinque anni fa, sono tutti passati a miglior vita o si sono evoluti in qualcosa di diverso. Piu’ in generale, rimane incerta la probabilita’ che l’attuale riorganizzazione territoriale possa incentivare la creazione di osmize nel Goriziano.
Siccome stiamo parlando di Italia, la soluzione piu’ balorda e’ quella che va per la maggiore (Trieste “citta’ metropolitana”, dal castelliere di Santa Barbara alle pendici dell’Hermada). Un’idea piu’ sana sarebbe quella di riorganizzare l’area del Carso italiano in modo di riunire le aree carsiche delle province di Gorizia e Trieste, ed escludendo i centri piu’ grandi. Geograficamente e culturalmente, un paese carsico della provincia di Gorizia  ha certamente piu’ in comune con un paese carsico della provincia di Trieste  che con il proprio capoluogo (per non parlare di paesi sloveni come Brestovica o Gorjansko, mais laissons cela). L’unificazione amministrativa parrebbe un eccellente riconoscimento dell’unita’ culturale di queste zone, un unita’ composta di vari elementi: densita’ abitativa relativamente bassa, forte presenza della lingua slovena e dei suoi dialetti, e mille altri elementi che includono, naturalmente, le osmize.
L’organizzazione precedente, va detto, era ben lontana dall’essere ideale, specialmente per quanto riguarda le osmize della provincia di Gorizia. E’ vero che il Carso goriziano e’ sempre stato meno ricco di osmize rispetto a quello triestino; ma si puo’ supporre che questa situazione non sia tanto l’inevitabile conseguenza della pur presente diversita’ di certi elementi geografici e culturali (minore densita’ abitativa, territorio complessivamente meno adatto alla coltivazione della vite rispetto al Carso triestino) quanto un prodotto della legislazione vigente nella provincia di Gorizia, che esclude la vendita di piatti freddi nei (come dicono i nostri burocrati) “locali adibiti alla mescita e vendita al dettaglio di prodotti vinicoli”.
Insomma, non c’e’ niente di specificamente triestino nell’idea di osmiza: e’ la legislazione che crea la differenza tra le aree di Trieste e quelle di Gorizia. E’ da decenni che i gestori di locali simili nel Goriziano (carsico e non) devono raccapezzarsi machiavellicamente per dare ai loro avventori la sacrosanta possibilita’ di “far fondin” al vino con pane e affettati. Mi sembra evidente che tutti (o quasi) ne guadagnerebbero se la situazione fosse regolarizzata – in un modo che riconosca la specificita’ delle osmize e non le costringa a diventare altro da sé (agriturismo).

Published in: on ottobre 13, 2014 at 3:55 pm  Lascia un commento  

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