Ines Sfecci – Campanelle

Osmiza per alcuni versi sorprendente. Intanto per la posizione, siamo a Campanelle a Trieste, a ridosso della pista ciclabile Cottur, ex ferrovia, ed in mezzo alle case seguendo uno stretto vicolo la vista si apre sul diradare di alcune vigne e sul panorama della citta’.

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Si entra nella casa circondati dall’orto, si puo’ ordinare in una stanzetta raccolta e poi sistemarsi nella spaziosa taverna con vista Golfo. Dobbiamo confessare di essere arrivati un po’ prevenuti, spesso queste osmize cittadine non brillano per qualita’ dell’offerta ed economicita’. In questo caso invece l’offerta, pur scarna era di buon livello (ottimo salame), ed anche il vino era piu’ che bevibile, bianco piacevole e rosso di buon corpo e personalita’. Servizio veloce e prezzi onesti (2 bicchieri, pane 2 mezzi etti per cinque euro).

Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on aprile 20, 2014 at 8:34 am  Comments (2)  
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Krmac (Bertoki / Bertocchi)

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Entriamo per la prima volta come recensori nella zona di Capodistria. La frasca dell”osmiza in questione occhieggia intrigante come un elfo nascosto tra le fronde già all’altezza del valico di Rabuiese, e circa trecento rotatorie e stradoni dopo, a ridosso della zona industriale di Koper, c’è un villaggio chiamato Bertoki. A questo punto, come spesso accade in Slovenia, le frasche si interrompono e dovete cavarvela da soli. Con sufficiente perseveranza potrete guadagnare un quadrato di campagna residuale: tendete l’orecchio e udirete i canti, stavolta non elfici ma di una compagnia inequivocabilmente umana e assai allegra. L’osmiza è tra le più hard-core che ci sia mai capitato di vedere, con livelli di decibel che, tra fisarmoniche, tube, voci roche e musica dance a palla all’interno dell’osmiza, non hanno niente da invidiare alle discoteche più oooltre della Romagna (immagino). Va detto che molti amano questi ambienti ruspanti da sagra paesana, e parlarne male sembra da snob, ma va detto che se mai siete stati gratificati dall’ambiente raccolto e bucolico di un’osmiza tranquilla, allora state alla larga, perchè questa è decisamente un’altra storia. Rispolverate quindi la vostra giacca di pelle, la maglietta dei Motorhead completa di tracce di sangue non vostro, i vostri tatuaggi fatti in un garage e il coltello degli Hell’s Angels, e preparatevi a sgomitare. L’interno (dove si rifugiano delle famiglie coraggiose) è sempre tonante, ma tutto sommato carino, e viene da pensare che il posto avrebbe potenziale per essere gestito in modo diciamo più morbido. Le ordinazioni vengono prese solo a “piatti” (un “piatto”, 12 euro), a meno che vogliate qualcosa di caldo (frittata di asparagi, che siamo in aprile – l’altra apertura è a dicembre – ombolo arrosto eccetera). Il nostro piatto conteneva prosciutto crudo, pecorino, pancetta e ossocollo; in giro abbiamo visto anche prosciutto con l’olio (6 euri l’etto) e sottoli vari. Nel complesso, non male, (un po’ meglio la pancetta del resto), ma niente di esaltante. Per quanto riguarda il vino abbiamo una discreta Malvasia ed un Refosco beverino; confermiamo l’impressione che nelle osmize slovene la qualita’ enologica sia mediamente superiore a quelle italiane, forse a causa del minore “dilettantismo” (fattore che nel complesso contribuisce pero’ anche a togliere parte del fascino).
Il servizio è risultato molto efficiente, con una rapidità davvero rimarchevole considerato quanto affollato era l’ambiente, ma i prezzi sono risultati davvero eccessivi per questo tipo di offerta. Insomma, se questo è il vostro genere, partite pure per il pogo, ma altrimenti vi abbiamo avvertiti.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: **
Servizio: ***

Published in: on aprile 19, 2014 at 7:19 pm  Comments (2)  

Besednjak (Rupinpiccolo / Repnič)

In quel di Rupinpiccolo le osmize non sono mai abbondate, ma c’è un ristorante piuttosto famoso, il Papageno, che ospita il pranzo ufficiale delle biennali Nozze Carsiche. Quest’anno [2014] il ristorante, che è a quanto pare anche agriturismo, ha deciso di fare il passo inverso rispetto a quello compiuto da tante altre osmize, e ha aperto per una settimana “come osmiza” a marzo con il nome Besednjak. Ivi ci siamo recati sfidando la grandine, e riportiamo qui le nostre (rapide) impressioni. L’ambiente interno è da agriturismo, ma pi piccolo del previsto e comunque godibile, con abbondante legno e ampie vetrate che danno sul giardino. L’offerta è abbastanza classica, con l’aggiunta di un paio di affettati poco frequenti come l’ossocollo arrosto. Quest’ultimo è risultato discreto, e così la piccola parte dell’offerta che siamo riusciti ad assaggiare (il ricordo è un po’ sbiadito, ma credo ci fossero i peperoni). Per il momento non sbilanciamoci e buttiamola sul “tre”. Del vino sarebbe appropriato che scrivesse qualcun altro, ma visto che sono qui mi limito a riportare un pilatesco “tre”. I prezzi sono leggermente più alti della media. Da rivedere.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on aprile 19, 2014 at 6:56 pm  Lascia un commento