Uno sguardo d’insieme alle osmize del comune di Duino Aurisina, 2009/2013

Sono passati più di quattro anni dal nostro esordio come recensori. Una delle cose che abbiamo imparato nel frattempo è che il mondo delle osmize non è immune ai cambiamenti su larga scala dell’economia locale. In questi anni alcune osmize hanno chiuso, altre hanno aperto, altre ancora si sono trasformate in agriturismi o hanno cambiato carattere in altri modi. Questo approfondimento, cui seguiranno auspicabilmente degli altri dedicati alle altre aree interessate, tenta di fare il punto sulla situazione delle osmize del comune in questione da un’ottica socioetnoantropologica (si capisce che sono un accademico?), senza disdegnare i numeretti.

Aurisina: tre osmize nel 2009, rimangono tre nel 2013. C’è da dire che tutte e tre non sono osmize “pure”, ma osmize-agriturismo.

Ceroglie: tre osmize nel 2009, di cui una, l'”agriristoro”, molto ibrida. Quest’ultimo rimane, così come l'”altra” Antonič. La terza, Terčon, dovrebbe essere ora nel suo periodo di apertura ma non è aperta: attendiamo sviluppi. Le due osmize “pure” del paese sono “vecchio stile”, con offerta semplice e ambiente senza fronzoli.

Malchina: passa da quattro a sei osmize, con l’arrivo nel 2010 di Pipan/Klarič e nel 2011 di Vasilij Pipan. Pipan/Klarič, che ha riscosso un successo eccezionale, si incanala nella tendenza attuale che vede diverse osmize affinare le armi e tentare di conquistare un pubblico più ampio con innovazioni, alta qualità e fantasia – con un corredo di prezzi più alti.

Medeazza: in fatto di numeri, un tracollo: il paese era il più ricco del Carso con otto osmize, adesso ne sono rimaste cinque – di cui una che può essere considerata tale solo in senso lato. Il 2009 vide la fusione dei due Antonič all’inizio del paese e la trasformazione delle loro osmize in un solido agriturismo che, pur mantenendo accanto ai nuovi piatti la classica offerta da osmiza, ora non apre mai “come osmiza” ed è uscito dai relativi calendari. Includiamola comunque perché i nostri criteri sono sempre stati molto elastici. Tra il 2011 e il 2012 chiusero per vari motivi Ferfoglia e Marussi. Quanto a Radetič, anch’essa ha fatto il passo ed è diventata agriturismo: tuttavia (bella lì) apre ancora “come osmiza”, due volte all’anno, quindi possiamo ancora considerarla tale a pieno titolo.

Precenico: una ce n’era, quella rimane.

Prepotto: passa da tre a quattro osmize con l’arrivo di Gabrovec nel 2010. Questa è un’altra osmiza che corteggia apertamente la fascia alta: nata nello stesso anno di Pipan/Klarič, ne condivide le tendenze e gran parte dello staff. In questi anni Zidarich si è a sua volta ulteriormente, mi si passi il neologismo, infinottata, nel bene e nel male. Nota: quella che nella nostra recensione chiamiamo Rebula è ora nota come Briščak.

San Pelagio: anche qui, una ce n’era, quella rimane.

Santa Croce (la parte del paese in comune di Duino Aurisina): nel 2009 ce n’era una, Kosuta, di cui si sono perse un po’ le tracce. Ha aperto sicuramente almeno fino al 2011, ed è ancora nella lista di osmize.com ma senza date di apertura. Dubbi.

Slivia: erano tre: in questi anni due hanno chiuso e una nuova ha aperto, quindi ora sono due. A chiudere sono state Cante, probabilmente a partire dal 2011, e un’altra che sappiamo esistette almeno fino al 2008, forse fino al 2009, ma che non recensimmo mai e di cui non siamo mai venuti a sapere il nome. La nuova arrivata è Rebula, altra osmiza che punta sulla varietà e la fantasia.

Ternova: erano due nel 2009. Ora Ložej c’è ancora, ma Škerk non ha aperto quest’anno e forse neanche l’anno scorso, quindi io sono pessimista.

Visogliano: una era, una resta.

Facciamo i conti: nel 2009 il comune contava trenta osmize (inclusa quella misteriosa di Slivia, che però aveva forse già chiuso). Di queste, quattro erano osmize-agriturismo. Nel 2013 ce ne sono in totale tra venticinque e ventotto (ce ne sono tre dubbie, come ho detto): di queste sono ora sei le osmize-agriturismo. Le osmize pure, quindi, passano da venticinque-ventisei a diciannove-ventidue. Sappiamo da fonti informali che altre sono in difficoltà. La tendenza è abbastanza chiara: nel comune di Duino Aurisina le osmize vecchio stile e senza fronzoli sono in difficoltà, il loro numero tende a diminuire. Quelle che resistono meglio sono in generale quelle che hanno diversificato l’offerta, o diventando agriturismi o puntando su un approccio più di “fascia alta” (forse anche per attirare i triestini, che per arrivare in questo comune devono fare più chilometri che per andare nelle osmize degli altri comuni). Niente in contrario a queste ultime, sia detto chiaramente (anche se a volte si vedono degli eccessi); ma credo che la maggior parte dei lettori, anch’essi calanti, di questo blog, possa essere d’accordo con me che le osmize “pure” sono una parte fondamentale del patrimonio culturale e gastronomico della zona, e che quindi oggi più che mai urge sostenerle in questo momento di difficoltà.

Published in: on agosto 3, 2013 at 7:48 pm  Lascia un commento  

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