Slavec (Dolina)

Già sfuggitaci l’anno scorso, quest’anno (2012) questa osmiza aprilina riceve un tardo e non del tutto adeguato compenso nella forma dell’ennesima recensione basata su una sola visita fatta da un solo membro della redazione. Ma a parte le polemiche. Il locale si trova nella parte alta di Dolina, alla fine di una breve salita, non lontano dall’inizio del sentiero che porta al Monte Carso, in un’area dove fitte sgorgano le sorgenti. Nel cortile di cemento, senza verde, trovano posto alcuni tavoli, e altrettanti all’interno, che è un ambiente abbastanza accogliente con le sue rifiniture in legno, sebbene spartano come in uso in questa zona. Il punto forte, però, è la trasparenza: doppio bancone, da una parte si vedono le botti e si vede versare il vino, dall’altra si vedono perfino tagliare gli affettati, a mano, davanti a voi. Io lo trovo commovente, e faccio i miei complimenti ai gestori per l’evidente passione che mettono nel loro lavoro, che sembra richiamare un’epoca meno turbocapitalista; in questo spirito, ai clienti vengono offerte spiegazioni dettagliate, e necessarie, sulla natura delle cose e dei loro prodotti. Dico necessarie perché l’osmiza vanta nella sua ampia offerta un paio di rarità assolute, come la coppa di testa, da non confondere con l’ossocollo, e ortaggi incrociati e reincrociati fra di loro che producono sottaceti di indole spiccatamente huysmansiana, seppure l’effetto sia attutito dai piattini di plastica. Come detto, la visita è stata breve, e per il momento possiamo solo dirvi che la coppa di testa in questione è interessante, e ricorda vagamente la mortadella, che il sottogola è di primissima qualità e che i sottaceti variamente assortiti hanno una personalità forte e a volte non facile; nel complesso l’impressione è più che buona, e non dubito che il resto sia all’altezza – non abbiamo assaggiato il formaggio, proveniente da un’azienda agricola vicina. Per il vino sono disponibili vitovska, refosco, chardonnay e credo ancora dell’altro: assaggiateli voi e fateci sapere. I prezzi sono straordinariamente bassi (crudo a 3,50, sottaceti a 1,50). Insomma, certamente da visitare, anche se siete in zona per rimirare la Val Rosandra recentemente “messa in sicurezza” e volete porre un freno alla bile.

Vivande: ****
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ****

Published in: on aprile 18, 2012 at 9:27 am  Lascia un commento  

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