Grilanc/Ceresjevi (Sales / Salež)

L’avevamo vista aperta altre volte ma ci era sfuggita; adesso è aperta da poco in questa fine di settembre 2010, non sappiamo fino a quando, con una frasca enorme in una stradina laterale a quella che attraversa il centro di Sales. Nella maggior parte del cortile i tavoli sono immersi in un mare di sassi non molto accogliente, ma alcuni di noi sono rimasti avvinti dall’atmosfera rurale (non una novità, da queste parti) e dalla vista sul giardino. L’interno è abbastanza ben tenuto ma non ci affascina particolarmente. Siamo arrivati in un momento in cui l’offerta era piuttosto scarsa, ma ci siamo potuti fare un’idea degli affettati: prosciutto crudo e arrosto hanno una personalità marcata, forse fino all’eccesso (di sale), ma piacevoli; la pancetta è onesta. Il servizio può presentare qualche disguido non grave, i tempi sono un po’ rilassati ma i prezzi contenuti. Cestini per il pane azzurri, ma con il condimento della fame si tollera perfino questo.
Ordinato il solito rosso, che di solito nelle cantine meno “dotate” tiene meglio botta, ci stupiamo: decisamente beverino (terrano o misto/refosco?)! Preso coraggio e ordinato anche il bianco, con piacere scopriamo che anche questo si difende bene, decisamente al di sopra della media, scarsina, delle osmize carsoline. Il posto, insomma, è buono e alla buona, una tipica osmiza carsolina che offre cibo e bevande popolari di qualità, esempio che il resto del mondo farebbe bene a imitare invece di ingozzarsi di fish’n’chips.

Vivande: ****
Vino: ****
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on settembre 25, 2010 at 7:26 pm  Lascia un commento  

Giordano e David Zahar (Sant’Antonio in Bosco / Boršt)

Apre questo settembre (2010) in quel di Boršt, al centro del paese sulla strada che poi sale verso San Lorenzo, un’osmiza piccola ma un po’ meglio curata della media dei dintorni. Entrate nello spazio interno (bruttino) e provate a ordinare con aria da connoisseurs. Ma. Questo blog non sostiene certo la sciatta autoindulgenza di quelli che arrivano in un’osmiza e dicono “la me fa un piatin”; però, in questa osmiza, un “piatin” è tutto quello che potete avere, in due versioni: con prosciutto (€ 7,50) e senza (€ 5,50). Non si accettano cioè ordinazioni dettagliate. Smaltita l’indignazione, però, potete accomodarvi nel piccolo accogliente cortile mezzo ghiaia mezzo porfido, con tavolini di tutte le fogge, coperto da una pergola e ben illuminato, e accorgervi che il contenuto del piatin (di ceramica) non è affatto male. Io ho preso la versione economica: salame deciso, salsiccia secca sicura di sè, pancetta ruspante tagliata a quadratini spessi, forse la migliore del gruppetto. Un passo indietro il formaggio, un po’ insipido, e le pur schiette olive del Carso, un tantinello acidule. Si serve anche pane con le olive, mai visto in osmiza ma una buona idea sempre che il materiale sia di produzione propria (non ho potuto determinarlo). Il pane è tagliato a fettine. Un po’ poco per un pasto, ma se si viene per assaggiare si può avere un’idea abbastanza precisa, e come detto abbastanza positiva, sull’offerta delle vivande. Non abbiamo testato il vino. Insomma, niente rivelazioni, ma se vi piace il genere di salumi senza fronzoli (niente cren, pepe e amenità, taglio alla viva là e po’ bon, eccetera) e un posto rilassato e senza pretese, l’osmiza vale una visita.

Vivande: ****
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: **

Published in: on settembre 23, 2010 at 10:07 pm  Comments (4)  

Milič (Sgonico / Zgonik)

[Lasciamo la vecchia recensione com’è, ma si vedano le note 2019 alle recensioni Žigon e Šavron. Allo stato del 2019, la famiglia Milič è l’unica a gestire l’edificio a Sgonico 34]

Pensavamo che a Sgonico, in uno stesso posto (quello descritto nella recensione di Šavron) si tenessero due osmize distinte e separate. Non è il primo caso di gemellaggio che ci dà problemi di classificazione; in questi casi bisogna fare particolare attenzione all’offerta e valutare se le differenze siano abbastanza significative da dimostrare che ci sono due gestioni diverse. In questo caso, pare di no: tra le aperture a nome Šavron e quelle a nome Milič (queste ultime divise tra giugno-luglio e agosto-settembre) non abbiamo notato differenze di rilievo nelle vivande e non abbiamo mai testato il vino nel periodo Milič, quindi possiamo rimandare semplicemente alla recensione di Šavron, con un paio di osservazioni: la gestione Milič mostra un afflusso di pubblico ancora più massiccio; il servizio sempre con i dadi numerati se la cava abbastanza efficientemente. Gli ultimi assaggi riguardavano la pancetta cruda, da evitare, quella arrosta, discreta ma un po’ nodosa, il formaggio, passabile, e la ricotta con miele e noci, da provare. I prezzi sono abbastanza contenuti e il posto rimane bello e complessivamente consigliabile, sempre evitando le domeniche pomeriggio in cui l’afflusso di triestini assume proporzioni massicce.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on settembre 20, 2010 at 11:08 am  Comments (8)  

Preghiere esaurite

Fabec apre il 19/9, fino al 17/10. Non ho altro da chiedere al mondo. Se non avete ancora raggiunto l’atarassia, potrebbe interessarvi dare un’occhiata al nuovo sito internet del bed&breakfast della famiglia a Ceroglie. Con interessanti retroscena e una lussuosa galleria fotografica.

cliccate qui

Published in: on settembre 17, 2010 at 10:09 am  Comments (4)  

“Stanko” (Via degli Alpini, Opicina / Opčina)

Il proliferare di frasche nel centro di Opicina non poteva più essere ignorato, quindi sono passato a vedere di che si tratta, anche se il mistero sul nome e sulle date di apertura rimane (aggiornamento: non piu’). In ogni caso, non è un bel vedere. Fate la tara del fatto che chi scrive è considerato il più “finotto”, “fighetto” e simili della redazione, ma io dal canto mio mi reputo sensibile al fatto che le osmize sono una forma di arte povera. Però. Però c’è povertà e povertà, dignitosa o meno, che cerca di ricavare il meglio dalla limitatezza dei mezzi o che non ci prova nemmeno, e troverei ipocrita che si esaltasse terzomondisticamente una forma di povertà che pare sconfinare nell’ostentazione. Insomma, in un angolo di strada si trova uno spazietto minuscolo ricavato da un cortile, con una piccola pergola e qualche sedia traballante; l’angolino potrebbe essere passabile con un po’ di cura, ma questa appunto manca. L’interno è decisamente angoscioso. L’offerta è all’osso, ma come può accadere anche negli ambienti meno invitanti la qualità è discreta, o almeno lo sono il salame, seppure un po’ fresco, e un misterioso pecorino. Il pane si presenta nella forma delle pagnotte del supermercato. Il servizio è piuttosto lento e i vassoi non hanno l’aria di essere troppo puliti. I prezzi sono contenuti. Non mi sento di dare valutazioni sul vino. Insomma, nonostante le vivande siano migliori che altrove, i nostri lettori sono avvertiti che, ecco, insomma.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: **
Servizio: **

Published in: on settembre 7, 2010 at 2:44 pm  Lascia un commento  

Quello che non ho

è un sito internet che sia affidabile a proposito delle aperture delle osmize, come più volte ribadito. E così la recensione di Pangos (Brje) è andata a monte perché la chiusura, prevista per il 31/8, è stata anticipata. A Repen è aperto Škabar, dove mi è stato detto a viva voce che l’apertura continuerà fino a domenica 5/9.

Published in: on settembre 1, 2010 at 8:53 am  Comments (2)