Vermean – “la Tedesca”

Aperto in Luglio/Agosto

Un’altra delle private che piacciono a noi, superclassica. Offerta base: bianco (Malvasia) e rosso (Merlot), discreti. Cortile ombroso con molti tratti eccentrici nell’arredamento, proletario ma non squallido con vista sulla vigna a pergola (tra le poche rimaste con questo sistema d’allevamento nell’Isontino). Le ragioni per cui vale la pena fermarsi in posti del genere non riempiranno pagine vergate da mani rosate con paroloni altisonanti; un buon bicchiere, un po’ di verde e d’ombra, clientela del posto, piccoli particolari di case vissute e non costruite ad hoc, quel vago senso di crepuscolare che ci fa emozionare di fronte a qualcosa che, forse, sta sparendo.

Published in: on luglio 31, 2010 at 12:42 pm  Lascia un commento  

Slavec (Caresana / Mačkolje)

Visto che eravamo in zona per recensire l’osmiza precedente, abbiamo approfittato per fare un salto in quel di Caresana, paese famoso per la festa delle ciliege, ma che non riluce particolarmente dal punto di vista della nostra ottica specifica: c’è infatti una sola “osmiza”, che è tale solo in senso lato; si tratta di un’azienda agricola che a giugno, luglio e poi a settembre e ottobre (2010) apre nei fine settimana, orario 10-14 e 16-23 (mi pare), e vende i suoi prodotti sia al dettaglio che al bancone. Data la lunga estensione dell’apertura, speriamo di poter dare un’occhiata un po’ più approfondita più avanti e di recensire magari anche il vino. Per il momento segnaliamo che il posto è carino, con la maggior parte dei tavoli situati in un cortile fiorito e ombreggiato o sotto una pergola verdeggiante, e altri nell’interno, ben curato, con attrezzi agricoli dismessi a mo’ di addobbi. L’unica parte antipatica sono le strisce bianche e rosse che indicano le zone off-limits, e che danno un vago sentore poliziesco al tutto. Le ordinazioni si ritirano al bancone, con pagamento anticipato, ma in compenso notiamo che i prezzi sono più bassi della media (il crudo a 3,50, per esempio, è raro). Il prosciutto in questione si fa poi mangiare in scioltezza senza suscitare grandi emozioni; più o meno lo stesso vale per il formaggio semi-cremoso, ordinato e compìto. Se, come la redazione, per arrivare qui dovete fare 45 chilometri, forse è meglio pensarci due volte; se invece vi trovate nei paraggi, non disdegnate una visita.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on luglio 30, 2010 at 7:39 pm  Comments (10)  

Stefani (Santa Barbara / Korošci)

Con questa osmiza andiamo a toccare l’ultimo comune italiano interessato al fenomeno delle osmize, Muggia; interessato a quanto pare solo marginalmente, con solo un pugno di osmize a rendere la vita sopportabile. Tant’è. Il posto non è facilissimo da trovare perché le frasche sulla strada sono piuttosto fuorvianti: bisogna andare nella parte alta del paese, vicino al punto in cui parte il sentiero per il castelliere di Elleri. Il cortile è di porfido, accanto a un bel giardino in cui troneggiano rose e ulivi, e attraverso cui si possono scorgere scorci di panorama sulle colline vicine. Due ombrelloni rossi con pubblicità della Sanson e relative sedie rovinano qualsiasi pretesa di ambientazione. Gli altri tavoli sono di legno o plastica, e sono tutti fuori. L’interno ha posto solo per il bancone, e la tabella non è in vista. L’offerta è basica, e quello che ne abbiamo assaggiato era tutto sommato passabile (non male il pane), ma non davvero convincente: un prosciutto arrosto troppo cotto, che finisce per sembrare prosciutto cotto, e neanche troppo saporito, un formaggio con venature di muffa, e un salame alla fine discreto, anche se con un brutto colore, che però non riesce a redimere il resto. Siamo stati costretti ad assaggiare un bicchiere di vino bianco, a cui la nostra (mia) totale incompetenza non dovrebbe azzardarsi ad assegnare un voto, ma visto che ci siamo buttiamo lì una sufficienza. Il servizio, su plastica, è abbastanza rapido e i prezzi, arrotondati agli .00 e ai .50 (un bicchiere di vino viene però 0.60), sono leggermente più bassi della media; le porzioni, d’altro canto, sembravano pensate un po’ al ribasso. Un’osmiza vagamente pioneristica, che potrebbe aprire la strada a sviluppi interessanti per l’area, ma da cui, di per sè, si può anche prescindere.

Vivande: **
Vino: ***
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on luglio 28, 2010 at 7:01 pm  Comments (2)  

Milič (Repen)

Accanto alla piazza di Repen, solitamente intorno a luglio, trovate un’osmiza enfaticamente rustica, con tanto di stalle su entrambi i lati dell’entrata del cortile, da cui si levano muggiti e alti guai. Per terra c’è ghiaia ma l’ambiente è accogliente e rilassante, con un paio di pergole sotto e sopra cui si aggira un gatto e un tavolo di pietra con relative panche (il resto è di plastica). L’interno, un po’ vuoto, punta invece sul legno, con gran copia di riconoscimenti e attestati di partecipazione a mostre vinicole locali, di cui non abbiamo purtroppo potuto verificare la fondatezza. Solo un paio di assaggi non possono fare giustizia al posto, ma come troppo spesso accade dobbiamo accontentarci: abbiamo provato il prosciutto crudo, discreto, e un “sottoguanciale”, simile alla pancetta e che probabilmente non abbiamo mai visto fuori Repen; i riflessi giallastri non ispirano l’appetito, ma il gusto è gradevole, con delle inedite sfumature di nocciola. Il resto dell’offerta è piuttosto convenzionale e di ampiezza media. Il servizio è su plastica, ma rapido e gioviale e i prezzi sono più bassi della media. Non sappiamo se sono previste o no altre aperture nel corso dell’anno.

Aggiornamento: c’è un’apertura a settembre (2010); abbiamo provato il prosciutto cotto (non arrosto): non male. Bisognerebbe però fare qualcosa per le mosche, attirate dalla stalla, che hanno preso possesso dello spazio interno. Stavolta abbiamo avuto qualche problemino con il servizio, e abbassiamo quindi il voto spietatamente.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on luglio 27, 2010 at 11:06 am  Lascia un commento  

Škerk (Ternova / Trnovca)

Una di quelle osmize rudi dell’altopiano, che disprezzano i fronzoli e guardano storto damerini e femminucce. Si trova nella parte alta di Ternova, dà su una stretta stradicciola, e apre generalmente due volte all’anno, intorno ad aprile e intorno a giugno, un paio di settimane alla volta. Una volta entrati con passo virile nel cortile, ombreggiato da quello che credo sia un noce, vedrete il bancone, situato all’aperto sotto una pensilina. Ci sono anche alcuni tavoli al coperto, in una specie di garage piuttosto angosciante, ma l’esterno è più gradevole. L’offerta è di ampiezza media e impostazione classica; alcuni dei nostri dati sono vecchiotti, altri più recenti poco dettagliati, ma ci sentiamo di dare un giudizio complessivo abbastanza positivo sulle vivande, servite naturalmente su plastica; la pancetta, in particolare, si fa valere, anche se è un po’ troppo grassa, mentre l’ombolo svolge il compitino senza particolari sforzi. Il servizio è abbastanza rapido e i prezzi contenuti. Il vino, d’altro canto, non ha fatto una buona impressione sui nostri enologi, che pure apprezzano il posto (quanto ideologicamente?). Qui, comunque, non si viene a degustare e sorseggiare, ma a magnar e bevar. Tenuto questo in conto, il posto non riserverà delusioni.

Vivande: ***
Vino: **
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on luglio 24, 2010 at 11:30 am  Comments (2)  

Vitovska e Popcorn

I nostri esperti di vini non vogliono saperne di dare il loro giudizio sul vino di Zidarich: ci pensano quindi altri giornalisti, seppure meno prestigiosi.

cliccate qui

Published in: on luglio 24, 2010 at 10:05 am  Comments (1)  

Košuta – Santa Croce / Križ

Ci siamo capitati in un sabato sera piuttosto caldo, ed il posto era affollato della clientela piu’ varia: dai vecchi locali che tentavano di intonare canzoni in sloveno, a comitive di giovini con la chitarra il posto era praticamente gremito. Avevamo portato anche la macchina fotografica, ma questo ritrovato della modernita’ si e’ dovuto arrendere ad un fenomeno tanto banale quanto inevitabile: l’oscurita’.
Bando alle ciance. L’ offerta e’ abbastanza estesa, sempre nel campo degli affettati. Noi abbiamo provato crudo (buono), formaggio (buono anch’esso), dei sottoli discreti ed un ombolo abbastanza particolare, quasi simile allo speck. Abbiamo provato solamente l’uvaggio Malvasia/Vitovska ma non ci ha convinto granche’
Prezzi un po’ piu’ alti della media (noi bisiachi ancora abituati ai 40 cent il bicchiere, ancora storditi dall’aumento a 50, i 60 proprio ci fanno paura).

Vivande: ***
Vino: **
Servizio; ***
Ambiente: ***

Published in: on luglio 22, 2010 at 6:31 pm  Lascia un commento  

Lisjak – Contovello / Kontovel

Dopo la gentile segnalazione ci siamo fiondati, appena potuto, alla ricerca di questa osmiza. Effettivamente la vista sul golfo di Trieste, i tavolini sparsi nel giardino tra i pastini, senza dimenticare la leggera brezza serale ne fanno un posto al quale e’ difficile resistere, a prescindere dall’offerta. Ad onor del vero, c’e’ anche chi, abituato alle osmize “trendy” dell’ altopiano, disdegna una certa spartanita’ del locale interno. Su di loro tutto il nostro disprezzo, ed affibbiamo all’ambiente il massimo dei voti.
L’offerta di vivande e’ striminzita e non molto originale, anche se il crudo ed il salame che abbiamo provato erano dignitosi, forse un po’ troppo salato il prosciutto. Il vino si basa sull’accoppiata Refosco/Malvasia. Abbiamo provato il primo in bottiglia, piacevole con un certo corpo, mentre il bianco sfuso non ci ha impressionati. C’e’ da dire che i prezzi sono un po’ piu’alti della media, pensiamo non solo a causa del panorama (come i bar su piazza S.Marco), ma anche della difficolta’ della coltivazione dei pastini. Purtroppo questi terrazzamenti sono ormai coltivati solo da pochi ostinati; sulla nuova DOC Prosecco che dovrebbe garantire la rinascita del costone carsico non abbiamo molta fiducia (non vorremmo vedere i campi abbandonati ma nemmeno sbancamenti e “monocolture” come spesso nelle zone viticole piu’ votate). Resta da capire cosa ci guadagneranno i “prosecchini” dalla cosa, a parte ammirare Zaia che pianta delle barbatelle di Glera (“braccia rubate all’agricoltura”, direbbero i maligni…).

Vino: ***
Vivande: ***
Ambiente: *****
Servizio: ***

Published in: on luglio 19, 2010 at 4:35 pm  Lascia un commento  

Skupek – Beltram (Colludrozza / Koludrovca)

Aperta solitamente in due periodi, tra fine primavera e inizio estate, questa è un’osmiza molto frequentata che monopolizza il paese di Colludrozza attirando orde di turisti nei fine settimana (le aperture sono concordate con la vicina Sgonico, per evitare sovrapposizioni), ma vanta per il resto un ambiente molto pacifico, avvantaggiato dalla posizione naturale con vista su prati e colline, e che mescola abilmente la parte agricola a quella per i clienti, che si trovano seduti quasi in mezzo ai vigneti, in un tripudio di verdi che esaltano il sapore degli affettati (peccato solo che si permetta alle automobili di parcheggiare troppo vicino all’osmiza). Per fare le ordinazioni si entra nella penombra di un seminterrato quasi vuoto, ma non brutto, in cui campeggiano attrezzi agricoli dismessi e simili, nonché qualche animale impagliato. L’offerta è piuttosto ampia, e include varie verdure sott’olio, pesche col vino e liquore di Terrano. In una visita precedente mi era capitato di trovare degli affettati evidentemente appena tirati fuori da un frigo, il che dovrebbe essere tabù, ma quest’anno l’esperienza non si è ripetuta. La qualità delle vivande è sufficiente, con un ombolo un po’ anonimo, prosciutto arrosto abbastanza fiacco e una buona pancetta; discrete le melanzane sott’olio. Per quanto riguarda il vino, il giudizio di un nostro collaboratore esterno sulla Vitovska è positivo, mentre non abbiamo testato il rosso. Il servizio è rapido, pur con qualche inconveniente, viaggia su plastica e i prezzi sono nella media locale (a parte l’acqua, che salvo esplicita richiesta viene data in bottiglia e quindi fatta pagare anziché no). Il locale, nel complesso, ha i suoi difetti, ma vale una visita, specialmente per la grazia sonnolenta dell’ambiente.

Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on luglio 18, 2010 at 8:51 am  Lascia un commento  

Noi

16 luglio: Wikipedia ha una lista di anniversari per questa giornata, che comprende l’uccisione della famiglia Romanov da parte dei bolscevichi (1918), la prima bomba atomica (1945), un punto di svolta dello scandalo Watergate (1973), eventi sportivi, bellici, letterari eccetera. Ma in questo elenco c’è un’assenza vistosa: il 16 luglio 2009, un anno fa, vedeva la luce Frascheprivateosmize. In questo lasso di tempo, con 110 articoli, 81 recensioni e una minaccia di azioni legali, ci siamo chiaramente stabiliti come il massimo blog di recensioni su frasche, private e osmize dell’ultimo paio di secoli, e abbiamo evidentemente speso in vino e salami cifre che sarebbero state sufficienti a costruire un ospedale in Zambia. Ma siamo ben consci della portata etica di quello che facciamo, e continueremo, anche nei periodi che, come questo, non invogliano particolarmente ai sogni di Terrano e pancetta, ad offrire al mondo le nostre recensioni, sensibili – com’è stato detto – alle molteplicità, di volta in volta abnegatamente servizievoli o intrise di una soffusa letterarietà, e che comunque osiamo sperare abbiano portato una ventata di qualità e, perché no, rigore, in un mondo, quello delle osmize e simili in Internet, troppo spesso caratterizzato da un’estrema sciatteria. Continuate a seguirci.

p.s. dopo aver completato il comune di Doberdò abbiamo quasi finito anche quello di Duino Aurisina (salvo nuove aperture, che comunque auspichiamo).

slovenski prevod

Published in: on luglio 16, 2010 at 2:54 pm  Comments (5)