Abram – Žerjal (Sveto)

Tra noi della redazione si è discusso sul perché in Slovenia, patria delle osmize come è evidente fin dall’etimologia, ci siano così pochi di questi locali; magari scriveremo un editoriale ad hoc. Per ora riferiamo che al momento sul Carso sloveno sono aperte (solo fino al 2/5/2010) ben due osmize, di cui questa è una, localizzata nel paesino di Sveto, a poca distanza da Komen. Il paesaggio dei dintorni è sommamente bucolico, ma l’ambiente in cui la clientela è accolta gioca su note diverse: all’interno dell’edificio c’è una specie di patio a cielo aperto, fatti salvi alcuni teloni di plasticaglia che coprono alcune delle zone; la vista dei campi è preclusa, e non si può dire che il risultato finale sia brillante, ma lo salviamo per via dell’asso nella manica, cioè la presenza sfringuellante di alcune rondini che nidificano sotto i cornicioni. I tavoli sono parecchi, e il posto può accogliere una clientela molto numerosa. Come accade spesso nelle osmize slovene, ci sono i menù ai tavoli, e l’offerta comprende una selezione di piatti caldi oltre che i prodotti tipici da osmiza, di cui abbiamo provato un prosciutto crudo intenso, ma non armonioso, come un gruppo di prog-rock con troppi strumenti, e un formaggio dalla consistenza interessante e dal sapore gradevole ma un po’ anonimo. Abbiamo poi provato le frizze o ciccioli, che non sono di gradimento a tutti, e al momento non saprei dire se qui sono più o meno buone della media. E’ disponibile un buon succo di mela fatto in casa, e naturalmente il vino: Vitovska o Grganja e Terrano. Come gia’ detto, anche qui la qualita’ e’ al di sopra della media.
Il servizio non è rapidissimo, ma i più venali tra noi si sono fatti incantare dai prezzi, che sono decisamente più bassi della media italiana. Il locale, insomma, alla lunga si fa rispettare nonostante i suoi difetti, anche se sono altri i nostri luoghi di culto (con tutte le divergenze del caso tra i vari recensori).

Aggiornamento 2015: solo per dire che qui, in quanto vinarstvo, si vende vino tutto l’anno. Bussate e non sarete delusi: Refosco, Malvasia, Terrano, liquore, a prezzi bassi e possibilita’ talvolta di fare ampi assaggi.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ***
Servizio: ****

Published in: on aprile 30, 2010 at 5:18 pm  Lascia un commento  

Critica e clinica

Probabilmente molti di voi hanno sentito del caso, avvenuto intorno a Pasqua, di un certo numero di persone (forse qualche decina) ricoverate all’ospedale in seguito a visite in un locale di Samatorza (un agriturismo? un’osmiza?): ebbene, questo articoletto è per dire che noi ci siamo fatti un’idea di quale potrebbe essere il locale in questione, ma non ve ne parliamo. Possiamo dire che non si tratta dell’agriturismo Gruden (che non rientra nella nostra area di competenza, ma che alcuni di noi amano), perchè è rimasto sempre aperto; se volete saperne di più, indagate per conto vostro. Le recensioni, naturalmente, presuppongono o fingono di presupporre – salvo casi eclatanti – che l’igiene dei locali sia sempre impeccabile e i rischi per la salute nulli; quando però capitano casi come questo, a noi recensori non resta che fare un passo indietro e sperare che la questione si risolva – e non si ripeta. Epochè.

slovenski prevod

Published in: on aprile 29, 2010 at 2:09 pm  Comments (1)  

Pahor – Sela na Krasu

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Certe volte alcuni locali, nonostante l’ambiente piacevole ed il vino e le pietanze di buona qualita’, ci lasciano un vago senso di antipatia. In questo caso siamo giunti nel ridente villaggio di Sela, e siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’ ambiente elegante dell’osmiza in questione. Quando pero’, richiedendo un succo di mela, ce lo siamo visti versare da un brik ci ha preso lo sconforto. “Pazienza,” ci siamo detti “cosa sara’ mai un succo!”. Quando pero’ abbiamo ordinato delle verdure miste (pregustando le primizie dell’orto casalingo elaborate con mano sapiente e ricette segrete dai padroni di casa), ci sono arrivati olive, cetriolini e peperoni direttamente dal supermercato.
Nelle osmize slovene di solito l’offerta e’ aperta anche verso piatti caldi di notevole “struttura”: salsicce, crodeghini, lonza con crauti, brovada ed altro. Ci siamo dati come regola quella di assaggiare solo la parte fredda del menu, comunque a memoria la parte calda era buona. Ci siamo fatti portare del crudo (discreto), del formaggio fresco con olio (ed una buona quanita’ di aglio) e degli struklj cotti con ricotta e noci (buoni). Altra cosa, nelle osmize slovene fin qui testate (Brestoviza, Sveto e questa), il vino e’ di qualita’ media decisamente superiore alle italiane. Il rosso generalmente e’ un terrano, il bianco (di solito molto leggero) e’ Malvasia o Vitovska (chiamata anche Grganja). Non ci sono ancora capitati vini difettosi.
I prezzi sono nella media italiana, il servizio, come detto, non brilla per simpatia. Il villaggio di Sela e dintorni (Voisciza, Castagneviza e la bella strada che porta a Comeno) valgono una gita, se in bici, meglio.

Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: **

Published in: on aprile 29, 2010 at 6:49 am  Lascia un commento  

Štolfa (Sales / Salež)

Ve l’abbiamo segnalata poco tempo fa come un’osmiza che prometteva molto bene, ma purtroppo nella nostra (solo di uno di noi, in realtà) ultima visita siamo stati costretti a rivedere il giudizio un po’ al ribasso: comunque i nostri avranno modo per rifarsi, perché le aperture sono brevi e sparse un po’ per tutto l’anno, dunque magari approfitteremo per stendere una recensione pù completa in un’altra occasione. Il posto si trova al centro di Sales: dopo una breve discesa sulla destra si arriva nel cortile di cemento dell’osmiza: a sinistra abbiamo una ruspante rimessa per il trattore, davanti una gradevole vista di campi coltivati, a destra infine l’osmiza interna, in cui troneggia una riproduzione de “Il Quarto Stato”, che però non riesce a riscattare del tutto l’ambiente spoglio e rimbombante. Meglio l’esterno, con dei tavoli molto provati dalle intemperie. Per quanto riguarda le vivande, il prodotto più notevole sembra essere un formaggio vaccino che attraverso un processo di stagionatura particolare acquisisce delle sfumature che richiamano il pecorino: caratteristico, seppure non sublime. L’ossocollo fa il suo lavoro onestamente, il prosciutto arrosto manca di personalità. Il vino non e’ stato testato in maniera accurata, pero’ un calice di Malvasia era piacevole, ci auguriamo lo siano anche gli altri.
I prezzi, segnati su una tabella ornamentale, sono nella media; il servizio non è efficientissimo e risente a volte di una carenza di personale. Tutto sommato, però, il posto è simpatico e merita una visita, o anche più di una.

Aggiornamento 2013: da quest’anno anche quest’osmiza ha fatto il grande passo ed e’ diventata un agriturismo fatto e finito. C’e’ chi e’ piu’ contento, e chi meno.

Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on aprile 27, 2010 at 7:18 pm  Comments (1)  

Antonič (Malchina / Mavhinje)

Accanto alla cattedrale di Fabec, oltre una stradina, si trova un’osmiza molto meno appariscente, che abbiamo visitato più volte alla spicciolata, senza esserne mai particolarmente allettati. La cosa migliore, tutto sommato, è l’ambiente, che vanta un cortile di cemento accanto al recinto delle oche, più un singolare portico che permette di stare fuori anche quando piove; l’interno è dignitoso ma stretto, e dovrete sgomitare per fare le vostre ordinazioni, anche se il servizio è abbastanza efficiente (e talvolta originale) e non dovrete aspettare molto prima che arrivi il vostro vassoietto di cartone, sul quale troverà posto una selezione di affettati che non ci ha mai convinto: l’ombolo ha un che di untuoso, il formaggio non dice un granchè, il lardo va decisamente male, mentre il salame è passabile, ma lascia freddi. Per il vino abbiamo osservazioni un po’ datate, ma pare che non se la passi molto meglio. Insomma, non proprio malaccio ma non il posto dove portare i vostri amici norvegesi che vi hanno chiesto “cos’è un’osmiza?”.

Aggiornamento 2015: Confermiamo nel complesso le prime valutazioni, anche se va detto che alcune delle vivande in offerta sono migliorate, e altre hanno debuttato con un certo successo (guanciale e pancetta con pepe o peperoncino, una “costa” che sembra molto pancetta). Servizio un tantino altalenante.

Vivande: **
Vino: **
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on aprile 26, 2010 at 11:26 am  Comments (2)  

Tomasin – Soleschiano

Privata la cui fama varca i confini dell’ameno borgo di Soleschiano, sicuramente a causa della posizione che, nonostante la vicinanza di alcune brutture (aeroporto, svincolo), le permette di essere totalmente immersa nel verde. La casa infatti e’ isolata e circondata da vigneti, il giardino e’ ampio e ci sono anche le altalene. C’e’ un piccolo portico e per una volta anche l’interno conserva un certo fascino, a causa anche delle opere d’arte appese in ogniddove (potremmo recensire anche quelle, ma non lo facciamo). L’offerta di vino comprende Tocai, Merlot, Rosato e Verduzzo, abbiamo assaggiato i primi due che non ci hanno entusiasmato. Come gia’ detto, l’ambiente e’ piacevole e vivace, ideale per le fughe dalla Concrete Jungle.

Published in: on aprile 26, 2010 at 8:12 am  Comments (1)  

Zobec (Moccò / Zabrežec) – trasferita a San Lorenzo

E’ singolare come determinati tipi di osmize siano riconducibili ad una determinata (micro)area geografica: esistono delle caratteristiche che potrebbero da sole far indovinare a un occhio esperto la locazione dell’osmiza in questione. Non entriamo troppo nei dettagli, ma si può dire che questa, nel piccolo abitato di Moccò, è un’osmiza quintessenzialmente sandorligodellavallese: piccola, proletaria, modesta, con una clientela che viene quasi esclusivamente dalle strette vicinanze, e con un cortile che, oltre a contenere i tavoli, è anche usato per le attività normali della casa come stendere i panni; il cortile, di cemento, è effettivamente godibile, i tavolini con le famigerate tovaglie a scacchi piazzati sotto delle pergole e una bella vista sui campi. Meglio andarci quando non piove e sfruttare questa possibilità, perchè l’interno dell’osmiza è abbastanza cupo e deprimente, oltre che molto piccolo. Quando (e se? io in un caso sono stato dieci minuti davanti al bancone ad aspettare) sarete serviti, potrete apprezzare la parte migliore dell’osmiza, che sono le vivande (non abbiamo testato il vino): l’ossocollo è rosso e deciso, la salsiccia secca con finocchio buona anche se poco carsolina, la pancetta molto ispirata, anche se con troppo pepe. I prezzi sono un po’ alti per questo tipo di osmiza rustica, ma il posto vale una visita.

Aggiornamento 2013: pare che l’osmiza abbia sbaraccato e si sia ricomposta magicamente nei più panoramici dintorni di San Lorenzo. Vedremo di farci una visita.

Aggiornamento 2015: effettivamente l’osmiza ha cambiato lochescion. Manteniamo questa recensione per motivi di memoria storica, ma se ne volete una aggiornata visitate la nuova categoria “San Lorenzo”.

Vivande: ****
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: **

Published in: on aprile 23, 2010 at 4:30 pm  Lascia un commento  

Žigon (Sgonico / Zgonik) – non più in attività

Aggiornamento 2019: purtroppo la famiglia, già da qualche anno, non apre più l’osmiza. A complicare la situazione il fatto, che abbiamo appena appreso ma che pare non sia una novità, che adesso il luogo dell’osmiza (leggermente riviste le decorazioni, ma nel complesso ben riconoscibile) è gestito dalla famiglia Šavron, che prima lavorava alla porta accanto in corrispondenza con l’altra famiglia Milič. Quindi, allo stato attuale, la descrizione riportata qui sotto vale come testimonianza storica per quanto riguarda l’offerta e il servizio, mentre l’ambiente descrive l’attuale osmiza Šavron.

 

Una di quelle osmize che puntano all’eleganza, concentrate principalmente nella parte centrale del Carso (o dell'”altopiano ovest”, per i triestini), questa è aperta solitamente ad aprile e poi tra luglio e agosto, e situata nella parte alta di Sgonico, da cui si gode un bel panorama al di là dello skyline del borgo, la cui caratteristica più prominente è l’etimologico campanile. C’è un ampio cortile alberato (anche un paio di palme, ma li perdono) con tavoli di plastica, ma perdono anche questi perché l’interno è bello e curato, con un’atmosfera intensa, appaganti rifiniture in legno, caminetto, lampadari ricavati da vecchi gioghi per buoi, quadri e foto, anche se nemmeno qui mancano degli elementi incongrui (stampe di pergamene egiziane??). Le vivande sono servite su vassoi di ferro, e vantano un bel pedigree aromatico: eccellenti l’ombolo e il prosciutto arrosto, inebrianti nella loro festa di aromi; buono il prosciutto crudo, formaggio senza difetti ma poco ispirato, mentre il salame, buono di per sè, perde qualcosa dal taglio a macchina troppo sottile (si sa che gran parte della poetica del salame è basata sullo spessore). Il vino e’ di buona qualita’ ed anche qui la scelta si divide tra sfuso e bottiglia, abbiamo provato la Malvasia, non trascendentale, e un Terrano, aspro ma piacevole come dovrebbe essere.
Per quanto riguarda i dolci, è disponibile un massiccio strudel carsico con ricotta e mele, oltre ai più cittadini panna cotta e tiramisù; chi vuole può concludere il pasto con un liquore di Terrano. Il servizio è molto rapido e i prezzi sono contenuti, quindi possiamo considerare questa osmiza eminentemente soddisfacente in ogni suo aspetto, e senz’altro degna di essere visitata e rivisitata dai connoisseurs.

Aggiornamento: alla fine di questa apertura di agosto [2010] confermiamo le valutazioni precedenti, valutiamo molto positivamente le verdure sott’olio, che hanno personalità da vendere, e aggiungiamo che sono disponibili anche delle interessanti frittate (con prosciutto o verdure).

Vivande: ****
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on aprile 21, 2010 at 11:09 am  Lascia un commento  

Segnalazioni

Con una straordinaria dose di abnegazione e sprezzo del periodo, parte della redazione si è recata, in bicicletta, in non meno di sei osmize in una giornata. Nel nostro viaggio nel cuore scuro del Carso abbiamo visto, sentito e toccato con mano cose che ci hanno reso ancora più saggi; le seguenti, comunque, dovrebbero essere interessanti per tutti:

– Il 1° maggio riapre Ferluga; sempre da quelle parti, deve avere aperto oggi 19/4 un’osmiza in Via Commerciale, che recensiremo quanto prima;
– Altra osmiza di lusso che dovrebbe essere aperta in questo momento (sabato non c’era la frasca, ma probabilmente è solo una svista) è Škerk a Prepotto; Fabec, con i proprietari freschi di trionfo nella contesa del Prosecco, riapre il 24 aprile;
– La strada del Terrano (quella che va da Sistiana a Opicina) brulica di osmize, in alcune delle quali ci siamo limitati a degli assaggi rapidi ma che promettono bene; si segnalano in particolare Žigon a Sgonico e Štolfa a Sales;
– Brulica anche San Dorligo, di cui per il classico principio di “così tante anime, così poco tempo” disperiamo di poter coprire l’offerta in modo adeguato, ma ci proveremo.

Published in: on aprile 19, 2010 at 9:38 am  Comments (2)  

Žerjal – S.Giuseppe della Chiusa / Ricmanje

Osmiza piuttosto famosa tra gli estimatori per la buona qualita’ dei prodotti e per una certa fantasia.
Anche qui un paesaggio che potrebbe essere molto piacevole e’ deturpato dalla rete viaria; i poveri gestori possono poco per l’esterno, mentre l’interno e’ un po’ spoglio.
L’offerta di affettati e’ classica, piuttosto ampia, abbiamo provato una parte e ci sembrava tutta al di sopra della media, prosciutto, salame ed anche le olive della casa. Le olive sono protagoniste anche dell’olio extravergine, che stando ai certificati appesi alle pareti e’ stato apprezzato a dei concorsi nazionali. Vi sapremo dire il nostro parere, avendone acquistato una bottiglietta. Molto particolare la scelta di dolci, delle ricotte di produttori del Carso, condite con varie delicatezze, tra queste segnaliamo l’inedito abbinamento cioccolato con olio. Qualcuno ne e’ rimasto estasiato, altri meno, comunque da provare.
Il vino e’ stato testato in parte, ci ha convinto di piu’ il rosso (Refosco).
I prezzi sono nella media, il servizio e’ rapido ed il proprietario e’ molto disponibile a scambiare quattro chiacchiere su mille e piu’ argomenti, cosa che a degli studiosi delle molteplicita’ non puo’ fare che piacere.

Aggiornamento 2014: in quest’ultima apertura i clienti sono accolti non più nel garage riadibito a locale, ma in un localino adiacente un po’ più piccolo e più carino. Le vivande continuano a riscuotere apprezzamenti, anche se l’offerta non è omogenea in quanto a qualità, e l’olio locale, ricavato dalle locali olive Bianchera e che beneficia dell’esperienza di assaggiatore del padrone di casa, rimane ottimo.

Vivande: ****
Vino: ***
Servizio: ****
Ambiente: ***

Published in: on aprile 18, 2010 at 6:41 pm  Comments (6)