Tavčar – Repen

Anche in questo caso, l’entusiasmo per l’apertura della nuova categoria “Monrupino”, c’era.
Purtroppo siamo stati parecchio sgonfiati da questa osmiza. L’ambiente si presenta abbastanza anonimo, la bellezza non e’ di casa, e mentre da una parte occhieggiano il Che e Tito sulle etichette di liquori, il faccione di Borghezio su una bottiglia di vino non favorisce l’appetito.
Il vino e’ mediocre, sia Malvasia che Terrano, e viene fatto pagare piu’ del solito (60 cent il bicchiere). L’offerta di vivande e’ scarsa (prosciutto crudo e cotto, speck, pancetta, ossocollo), la qualita’ e’ sufficiente (un po’ meglio l’ossocollo) ma i prezzi anche qui sono maggiori della media.

Vivande: ***
Vino: **
Servizio: **
Ambiente: **

p.s. Ecco un interessante retroscena:
http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2009/10/28/NZ_18_APRE.html

Published in: on febbraio 28, 2010 at 7:13 pm  Comments (2)  

Ušaj (Aurisina / Nabrežina)

Non è facile arrivarci, ma alla fine ne vale la pena: dalla strada principale che attraversa Aurisina si entra in una piazzetta con un monumento ai caduti, e poi ci si addentra nell’ameno ma labirintico centro storico di Aurisina vecchia, fino ad arrivare all’antico portone oltre il quale si apre il cortile ghiaioso di questa osmiza-agriturismo, o agriturismo-osmiza, aperto per una o anche due tornate di un paio di mesi ciascuna all’anno, perlopiù nelle stagioni fredde. Si può stare all’esterno, su panche di pietra all’ombra di un grande albero, o in un accogliente interno quasi da ristorante, con molto legno e tovaglie rosse ai tavoli. Il locale è ibrido, ma il bancone e la tabella degli affettati sono da osmiza, così come la maggior parte degli oggetti (brocche, vassoi), e quindi si guadagna una recensione. L’offerta propone alcuni piatti caldi tipici carsolini, che non abbiamo testato, e una buona offerta di affettati a prezzi da osmiza, per i quali si può aspettare un po’ più del dovuto ma che compensano con la qualità. Il prosciutto arrosto è buono, ma un po’ soffocato da un cren troppo forte; ossocollo e pancetta sono saporiti e convincenti, seppure leggermente freschi; il formaggio è degno di nota per la sicurezza della sua consistenza e il suo aroma ispirato. Molto buono il pane, che occhieggia malizioso dal suo cestino di vimini (gli affettati sono su cartoncino). Sono disponibili bottiglie di vino (Vitovska e altri) e uvaggi di discreta qualità per la brocca. Magari ripasseremo per un pasto completo; per il momento il giudizio complessivo è certamente positivo.

Aggiornamento: siamo ripassati per un veloce pasto caldo e abbiamo appurato che è buona anche la qualità dei primi: gnocchi al goulasch e tagliatelle alla salsiccia e radicchio; abbiamo completato la nostra coscienziosa sortita con un piatto di kiffel: promossi anche loro.

Vivande: ****
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on febbraio 27, 2010 at 6:26 pm  Lascia un commento  

Archeologia

Chissa’ da dove viene questa antica cartina, certo e’ che in certi posti il numero e’ enorme (direi incredibile, anche se ci sono nomi e numeri), mentre in altri (Medeazza) ora stracolmi, ne compare solo una. Gloria comunque a queste operazioni certosine (immaginiamo la fatica dell’impresa)!

slovenski prevod

Published in: on febbraio 26, 2010 at 1:45 pm  Comments (1)  

Paulin – Gorizia

Vicino al valico della Casa Rossa (borgo S.Rocco); apre da febbraio a giugno

Un’altro locale che si inserisce perfettamente in una categoria che potrebbe essere quella “urbana”: infatti sorge in una fazzoletto di ruralita’ prima del piazzale della casa rossa a Gorizia. Questi locali rappresentano un prezioso baluardo alla cementificazione delle periferie, e per questo gli saremo comunque grati.
Una vecchia casa contadina con orti, corte interna ed un certo disordine “contadino”, oltre ad un agghiacciante pergola di plexiglass verde ci danno il benvenuto, l’interno del locale e’ molto piu’ accogliente con caminetto scoppiettante, arredamento in legno e vecchie foto alle pareti. La clientela e’ piuttosto numerosa, ed e’ forse uno dei pochi luoghi in cui poter cercare una “gorizianita’” genuina, a partire dal dialetto.
Il vino (bianco/rosso) e’ discreto, ma l’offerta e’ molto piu’ ampia (a buon intenditor…)

Published in: on febbraio 25, 2010 at 7:38 pm  Comments (1)  

Arte

Frascheprivateosmize ha ispirato molta arte, scultura, musica. Innumerevoli artisti affermati ci hanno già mandato le loro opere ispirate al nostro blog, ma noi abbiamo ritenuto che l’objet d’art che più ha colto lo spirito del nostro progetto culturale sia questo dipinto senza titolo, che proviene da un’artista emergente che ha scelto di non rendere pubblico il proprio nome (ma c’è un indizio). A lei va il privilegio di vedere la sua opera pubblicata.

I nomi di Klimt e Proust sono in effetti i primi che balzano alla mente leggendo il nostro blog, e l’artista ha saputo cogliere entrambi i riferimenti: esplicitamente nel caso di Proust, alla cui opera si allude in modo argutamente storto, sottolineando che anche nel caso delle osmize la memoria spesso è allo stesso tempo più e meno affidabile di quanto si potrebbe pensare; implicitamente nel caso di Klimt, cui si riferisce la bidimensionalità degli oggetti ritratti e il tono dorato quasi da icona bizantina delle linee di contorno e della cornice, che mantiene un equilibrio precario ma sublime tra il reale e l’ideale. Nota di merito anche per avere colto la compresenza e fertile commistione di questi riferimenti “alti” e degli aspetti terrigni, umili, irriducibilmente concreti della cultura popolare di queste zone.

slovenski prevod

Published in: on febbraio 21, 2010 at 10:09 pm  Comments (2)  

Sardo (Samatorza / Samatorca)

Troviamo che in linea di massima l’idea di “plastificazione” sia di rado applicabile alle osmize. Questa, però, pur avendo un ambientino gradevole, con un arco carsico, un caminetto e delle belle rifiniture, comincia a mostrare dei segnali preoccupanti in questo senso. La trasformazione di un locale campagnolo in una macchina burocratica non è mai una bella cosa da vedersi, ed è un rischio che corrono specialmente le osmize di grande successo come questa, situata nell’agglomerato di case più orientale di Samatorza (attenzione alle frasche, che potrebbero mancare lungo la strada), e che si riempie ogni fine settimana di triestini in libera uscita, tra cui alcune personcine decisamente irritanti. Il servizio, pur rapido e piuttosto elegante con i vassoi e i cestini portapane degni di questo nome, comincia a risentire di questa situazione di stress – per dirne una, bisogna pagare subito al bancone. Il locale è ampio, con un cortile e due sale interne (la porta antincendio non è gradevole a vedersi), a metà tra uno stile carsolino e uno più moderno e anonimo. Non abbiamo testato tutte le vivande, ma nell’ultima visita ci siamo fatti un’idea a partire da salame (un po’insipido), prosciutto arrosto con cren (discreto ma non trascendentale) e formaggio (saporito ma senza fantasia); il pane è croccante e allegro: nel complesso il livello è piuttosto buono, ma non stuzzica l’immaginazione. Il vino è discreto, meglio il bianco, mentre il rosso è un po’ aspro. I prezzi sono leggermente più alti della media. Un locale rispettabile, ma non uno di cui ci si innamora.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on febbraio 20, 2010 at 6:48 pm  Lascia un commento  

Annuntio vobis gaudium magnum

Fabec aperi ab 18/2 ad 7/3.

Adesso anche con cotechino arrostito nel pane: imperdibile. In questa tornata il succo di mela è meno dolce del solito. Se vi affrettate potete comprare ancora delle salsicce e altri pezzi di carne sanguinolenta al dettaglio.

Published in: on febbraio 18, 2010 at 6:08 pm  Lascia un commento  

Petrarca e i petrarchisti

Tornano gli editoriali, e con rinnovate dosi di acidità. Parliamo di poeti e non poeti.
Ogni grande uomo, donna o movimento culturale di grande spessore artistico si trascina dietro, vogliamo chiamarli dei residui? della zavorra? insomma una scia di imitatori di spessore inferiore, che solo raramente finiscono per formare una scuola propriamente detta, e che di norma si limitano a vivere di luce riflessa. Noi siamo una cometa, o se preferite un sole che sta cominciando ad acquisire delle lune, e ne siamo orgogliosi – almeno io lo sono. Chissà che tra le varie Vittorie Colonne non spunti un giorno un Pietro Bembo.
Si intende che questo commento non esprime la posizione ufficiale della redazione, ma solo il mio mood attuale.

slovenski prevod

Published in: on febbraio 17, 2010 at 8:09 pm  Comments (5)  

Giorgi (San Dorligo / Dolina)

Nella discussione che coinvolge la redazione e alcuni dei nostri lettori si parla spesso di concetti quali “plastificazione”, “genuinità” e del modo in cui queste categorie dello spirito si articolano all’interno delle brutali realtà del denaro e delle classi sociali. Ne parleremo più diffusamente a breve, ma queste riflessioni si impongono a proposito di questa piccola osmiza proletaria all’interno del borgo di Dolina, altrimenti conosciuto come San Dorligo. Attraversando due archi di vecchio stile carsico si entra in un cortile interno su cui si apre un minuscolo locale: ebbene, anche quelli di noi che solitamente si esaltano con lo snobismo dei riccastri di Prepotto sono rimasti colpiti (abbastanza) favorevolmente da questo ambientino che, cosa rara, riesce a essere umile ma non squallido, rievocando tempi passati e altre mentalità, e che dimostra che è possibile essere poveri in modo dignitoso, senza cedere alla plastica e al frastuono delle macchine.

Non esageriamo con il panegirico: va detto che c’è davvero poco posto, e scomodo, e abbiamo trovato pochi avventori. I proprietari sono cordiali e alla mano, i prezzi abbastanza bassi – epperò i piattini sono di plastica, e segnano una breccia nell’integrità dell’insieme. L’offerta è povera anch’essa, e conta formaggio, salame secco (chiamato “salsiccia”) e pancetta: pochi ma buoni, con un aria casereccia e un aspetto e un sapore gradevolmente originali – il formaggio in particolare ha una personalità spiccata. Non sono tutte rose e fiori però: il vino è stato giudicato pessimo dal nostro enologo. Una sosta nella quiete di questo piccolo locale senza grandi pretese può andare a braccetto con una camminata sul Monte Carso e dintorni, per riscoprire natura, radici e via dicendo.

Vivande: ****
Vino: *
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on febbraio 14, 2010 at 9:24 pm  Lascia un commento  

Osmiza Debelis, Trieste – Servola

In via dei Soncini, 112

Fa decisamente strano recarsi in un’ osmiza nel pieno della citta’, in questo caso Trieste, soprattutto per i tanti che abbinano questa piacevole attivita’ culinaria all’escursionismo in luoghi piu’ o meno selvaggi.
L’osmiza si trova in una specie di oratorio o di circolo culturale (dom Jacob Ukmar), con tanto di palco per concerti ed un ambiente molto diverso dalle solite osmize rurali (un po’ anonimo, ma a modo suo pittoresco). I prodotti arrivano dalla frazione di Coloncovez (anche verdure, olio d’oliva).


L’offerta di affettati e’ varia: abbiamo provato prosciutto, ombolo e salame, ma c’e’ anche lardo, uova, matavilz, ombolo con rucola, verdure sott’olio. Il salame e’ certamente il migliore della triade, il prosciutto e’ un po’ fresco. Il vino sfuso e’ discreto, per i raffinati ci sono anche le bottiglie di Refosco e Vitovska.
I prezzi sono un po’ piu’ alti della media.

Vino: ***
Vivande: ***
Servizio: **
Ambiente: ***

Published in: on febbraio 14, 2010 at 7:30 pm  Comments (7)