Postlegomeni all’ermeneutica dei giudizi di valore

C’è sempre il rischio, quando ci si appresta ad affrontare delle recensioni su materie così impalpabili, di essere tentati a giocare un po’ a Dio, con i voti numerici che finiscono per acquisire un’importanza esagerata. L’uso degli asterischi, che si auspica saranno trasformati quanto prima in icone appropriate, è un tentativo di stemperare gli aspetti più volgarmente quantificatori del processo. In questo quadro un cambiamento nell’uso degli asterischi tenderà a essere un po’ come dire imbarazzante per noi; tuttavia, siccome abbiamo riscontrato che la scala da 1 a 4 presentava dei problemi, abbiamo pensato di cambiare e usarne una da 1 a 5 asterischi, 1 = scadente, 2 = mediocre, 3 = discreto, 4 = buono, 5 = ottimo. Prossimamente proveremo questa nuova scala in via sperimentale, sperando che funzioni meglio di quella precedente, ma senza dimenticare che i voti restano pur sempre un’appendice di secondaria importanza alla recensione vera e propria.

Published in: on agosto 23, 2009 at 2:30 pm  Lascia un commento  

Stubelj (San Pelagio / Šempolaj)

Sulla strada che sale da Aurisina, poco dopo essere entrati nel pittoresco paese di San Pelagio (reliquie del cui eponimo possono essere osservate nella chiesa locale – non è vero), volgete lo sguardo a destra e vedrete, intorno a Pasquetta, all’inizio di giugno e poi tra fine luglio e metà agosto (2009; di solito ci sono due aperture, una a tarda primavera e una in estate), un appezzamento virgiliano, di uliveti e vigne. Tra i pastorelli cantanti che si scambiano serenate, c’è anche una frasca. L’osmiza che giace nel folto dell’uliveto vanta uno degli ambienti più ameni del Carso: i tavolini sono sparsi tra gli ulivi, e tordi e cinciallegre arcadiche si aggirano e saltellano e cinguettano. Si può anche andare nell’ampio spazio interno, nel qual caso potrete osservare una sconcertante serie di dipinti di inquietanti personaggi, perlopiù militareschi e con i baffi, tra cui spiccano il Duce e il Führer. Consiglio di restare fuori. In realtà consiglio di restare fuori senza ordinare niente, perché la qualità dell’offerta decisamente non è all’altezza dell’ambiente: pane, formaggio e pancetta in particolare sono secchi e appena accettabili, pressoché immangiabile invece il “salamino di lardo”, unicum fra tutte le osmize, direi fortunatamente; i dolci invece funzionano, anche se la “crema al cocco” non è esattamente il genere di cosa che è lecito aspettarsi in un angolo di campagna carsolina. Il servizio è ondivago, dipende da chi vi capita, i prezzi leggermente sopra la media, e spesso bisogna andare a ritirare il proprio piatto direttamente al bancone. Non abbiamo assaggiato il vino, e neanche gli ortaggi e l’olio d’oliva che si vendono sia al dettaglio che al tavolo. Ma nel complesso è chiaro che questa osmiza è un’occasione perduta.

Aggiornamento. Siamo tornati, ed abbiamo provato il salame ed il formaggio con dei sottaceti. Il salame e’ magro e saporito, i sottaceti hanno una certa personalita’. Insomma, anche questa volta, troviamo dei miglioramenti ad una seconda prova, e ve ne diamo notizia. L’offerta di vino e’ ampia anche in bottiglia, e ci e’ parso discreto, senza difetti ne’ entusiasmi

Si è discusso sull’opportunità di rivedere le valutazioni, ed è giunto il momento di fare un tentativo. Allora: possiamo dire che le vivande, nel complesso, possono raggiungere una (stiracchiata) sufficienza: alcuni affettati sono migliori di altri e l’offerta di verdure sott’olio è apprezzabile (pur con qualche sospetto sulla provenienza delle olive, che sembrano troppo grosse per venire dagli alberelli del Carso; l’olio invece è sicuramente di produzione propria). D’altra parte, il servizio è carente in diversi suoi aspetti e non ce la sentiamo più di attribuire le tre stelline.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: ****
Servizio: **

Published in: on agosto 21, 2009 at 12:41 pm  Comments (3)  

Perič (Slivia / Slivno)

“Era difficile indovinare quanto fossero alti gli alberi, che si ergevano come delle torri viventi. Tra i loro rami frondosi e le loro foglie che mai cessavano di muoversi risplendevano innumerevoli luci, verdi, dorate e argentate”. Questa è la descrizione di una città di elfi nel Signore degli Anelli, e con l’aiuto di una modica quantità di oppiacei potrete vedere le stesse immagini una volta varcato il cancello di questa lussureggiante osmiza situata in una strada laterale di Slivia, la prima a sinistra una volta arrivati in paese da Aurisina. Si entra in un ampio cortile su più livelli, con scalette, insenature, tavoli e tavolini, salite e discese, e per gran parte ombreggiato da alberi, che riparano dal sole di giorno (l’apertura è di solito tra giugno e luglio) e di notte svelano mille piccole lanterne che creano un’atmosfera sospesa e misteriosa. Solo un eccesso di volgare ghiaia a terra spezza l’incantesimo. A volte proprietari e camerieri vanno direttamente ai tavoli a prendere le ordinazioni, cosa rara nelle osmize, e presentano ai viandanti un menù ampio e di qualità più che discreta, pur senza picchi. Ci sono le classiche offerte di affettati carsici, che si mangiano volentieri, del pane sopra la media e come dolce anche le rare pesche col vino, vino che peraltro non abbiamo testato. I prezzi sono nella media. Personalmente vi dirò che sono uscito con un vago senso di delusione, come se il posto non avesse espresso appieno il proprio potenziale, ma in realtà non ho niente di specifico di cui lamentarmi, e non posso che consigliare una visita magari serale in questo luogo-non-luogo, già molto popolare.

Aggiornamento: vino rosso bocciato senza riserve, bianco discreto. Gli affettati sono sempre gradevoli ma manca quel tocco di fantasia in più per essere all’altezza degli adorabili bizantinismi dell’architettura. Segnaliamo l’offerta di dolci, ampia e di buon livello.    

Vivande: ***
Vino: **
Ambiente: ****
Servizio: ****

Published in: on agosto 18, 2009 at 8:23 pm  Lascia un commento  

Verginella – Contovello / Kontovel

Aperta le prime due settimane di Agosto (2009)

Una delle osmize con la vista piu’ bella, e’ possibile sedersi in mezzo ai pastini ed avere un panorama mozzafiato sul golfo di Trieste e sul paese di Contovello.

Purtroppo pero’ i nostri sembrano far troppo affidamento sul loro “punto forte” e si scordano un po’ del resto. Diciamo pure che il vino lascia a desiderare, specialmente il bianco (vizio comune a molte frasche estive), venduto poi a prezzi piu’ alti del normale. Anche il cibo non ci ha molto impressionato (niente di cattivo comunque). Sara’ che anche qui siamo capitati negli ultimi giorni di apertura. Attratti dal panorama torneremo volentieri a visitarli.

Vivande:**

Vino:*

Ambiente: *****

Servizio: ***

Published in: on agosto 16, 2009 at 8:18 am  Comments (5)  

Radetič (Medeazza / Medjavas)

Alto è il livello medio delle vivande delle osmize medeazzesi, e questa si conferma una delle più ispirate. Aperta solitamente a luglio e a dicembre, chiude l’anno accademico nel paesello, in cui solo per un mese all’anno, agosto, il trono è vacante e la frasca assente (ma non è detto che qualche osmiza non ci regali un’apertura occasionale). In realtà la vendita di miele, formaggio e yogurt prosegue per gran parte dell’anno (il miele viene da una fattoria di San Giovanni, il resto è produzione interna), ma è in quanto osmiza che questo locale raggiunge i suoi risultati più alti, grazie anche a un’ampia varietà dell’offerta. La prima impressione, a dire il vero, non è delle migliori: un cortile ghiaioso alquanto pedestre, su cui si affaccia una stalla, e un interno spoglio e un po’ triste, ma almeno lo spazio abbonda. Si consiglia di andarci con una compagnia numerosa, perché possano portarvi un vassoio che renda giustizia all’offerta: ci sono almeno tre tipi di formaggio da provare, con menzione d’onore per una caciotta fresca bianca e morbida che gorgheggia sul palato delicate armonie; il lardo è un po’ ribelle, il suo piccante non è di facile fruizione, ma al di là del pepe, che costella abbondantemente anche la pancetta, la materia prima è di ottima qualità; prosciutto e salame si mantengono costanti su alti livelli; forse un po’ anonimo l’ombolo. Può capitare che il pane non sia freschissimo, ma se ve lo scaldano non è un grosso problema. Per i dolci, la scelta è tra le più ampie: yogurt bianco o ai frutti di bosco, cremosi fino quasi all’eccesso, ricotta con miele e noci (imperdibile) e un paffuto strudel alla ricotta e uvetta che vince e convince. Per il vino abbiamo notizie un po’ di seconda mano, ma pare che non sia il punto forte della rassegna. Il servizio è abbastanza rapido e i prezzi più che onesti. Una o due soste qui non possono farvi male.

Aggiornamento: a seguito di alcuni interventi di restauro e abbellimento concediamo le tre stellette all’ambiente, che sia all’interno che all’esterno è ora abbastanza piacevole. Ulteriore menzione di lode per la fantasia delle vivande: formaggio spalmabile, yogurt con le pesche e succo d’uva sono delle rarita’ molto piacevoli.

Aggiornamento: nelle ultime aperture è disponibile anche un discreto spumante. Il vino continua a non riscuotere entusiasmi. Vivande sempre su alti livelli.
Secondo aggiornamento: nell’ultima apertura estiva disponibile anche gelato ai gusti fiordilatte e cioccolato. Tartina con pane caldo di casa e lardo piccante da urlo.

Vivande: ****
Vino: **
Ambiente: ***
Servizio: ****

Published in: on agosto 14, 2009 at 3:54 pm  Lascia un commento  

Kosuta – Santa Croce / Križ

Apertura: Agosto

Sulla provinciale che da Santa Croce porta a Prosecco, prima di uscire dal paese c’e’ una strada sterrata sulla sinistra. Arriviamo in una villa immersa nella boscaglia carsica.

Purtroppo siamo capitati il giorno prima della chiusura, per cui l’offerta era agli sgoccioli. Nonostante cio’ siamo riusciti ad emozionarci per un buonissimo prosciutto carsolino, asciutto, dolce e di colore rosato. Sara’ opportuno tornarci per poter essere piu’ dettagliati. Ad ogni modo:

Vivande: ***

Vino:**

Ambiente: ***

Servizio:***

Aggiornamento 2018: difficile da cogliere questa osmiza fuori mano e con solo due settimane di apertura all’anno. Comunque, quest’anno uno di noi ci è stato, di nuovo con offerta agli sgoccioli, e ha potuto apprezzare il prosciutto di cui sopra e un ombolo molto simile (la spalla, che mi ricordo da anni passati, non c’era più). Il bianco è piaciuto stavolta, e più in generale azzarderei valutazioni più generose, specialmente all’ambiente isolato e rilassante (stavolta appena fuori dal recinto balzava via quella che credo fosse nientemeno che una cerva, o forse un capriolo sovradimensionato).

Published in: on agosto 13, 2009 at 12:09 pm  Lascia un commento  

Terčon – Ceroglie / Cerovlje

Listener

Agosto, ahime’, non e’ un mese troppo fecondo per i nostri locali preferiti. Convinti di andare a colpo sicuro in quel di Medeazza, ci coglie invece il palo tristemente spoglio del solito “frasco”. Non ci scoraggiamo e puntiamo verso il bivio di Sistiana, dove ci occhieggia una freccia gialla con la scritta Ceroglie.

L’osmica Terčon ci accoglie con un bellissimo cortile ombreggiato e da una vivace compagnia di avventori. Il menu’ e’ scarno, ma i pochi affettati valgono la visita, su tutti il salame.  Il vino e’ schietto e un po’ aspro come d’uso carsolino. L’azienda ha anche delle vacche, per cui e’ possibile assaggiare il formaggio e comprare il latte fresco a prezzo di fattoria.

Aggiornamento 2014: l’osmiza non ha aperto nel 2013 e non e’ piu’ inclusa nelle liste, quindi dobbiamo a malincuore inserirla nella hall of fame.

Secondo aggiornamento 2014: è con grande piacere che accogliamo in questo luglio 2014 la riapertura di questa osmiza a noi cara. Con auguri di buon proseguimento.

Vivande: ***

Vino: **

Ambiente: ****

Servizio: ***

Published in: on agosto 13, 2009 at 11:57 am  Lascia un commento  

Terčon – Lisjak (Malchina / Mavhinje)

Come si fa a salire su un palco subito dopo Bruce Springsteen? Come si fa ad aprire un’osmiza a Malchina subito dopo Fabec? Gli esperti concordano che l’unica possibilità è quella di costruire una prestazione solida e sperare che il pubblico abbia ancora fame. Così fa questa osmiza, situata presso il bivio che a sinistra va verso Ceroglie e a destra verso Precenico, e aperta di solito a giugno. Il piccolo cortile dà proprio sulla strada, che fortunatamente non è troppo trafficata, e l’effetto combinato della pietra del pavimento e dell’ombra del pergolato è piacevolmente fresco; l’interno è un po’ spoglio. La qualità delle vivande è discreta, senza picchi; si può segnalare un buon pecorino in alternativa al classico latteria vaccino; il pane tende a essere un po’ secco. Non abbiamo avuto modo di testare il vino. Il servizio è rapido e cortese, i prezzi convenienti. Se passate di lì e avete appetito ci si può fare un salto.
Aggiornamento: quest’anno (2010) c’è stata una seconda apertura tra fine luglio e metà agosto; siamo passati a provare il vino, che non ha suscitato alcun entusiasmo; le vivande si confermano su livelli discreti, con un formaggio che rivela influenze medeazzesi, e un prosciutto al di sopra della media. L’ambiente si è ampliato al di là della strada, con dei tendoni bianchi abbastanza discutibili, ma la parte del pergolato rimane molto piacevole. Sono disponibili pesche da asporto.

Aggiornamento 2018: teloni migrati dall’altro lato (quello del bancone), l’osmiza rimane un luogo piacevole dove passare qualche squarcio d’estate in un ambiente vecchio stile. Si conferma abbastanza valida l’offerta di affettati, a parte il crudo che è risultato leggermente rancido; buono il resto. Quest’anno pomodori giganti per asporto.

Vivande: ***
Vino: **
Ambiente: ***
Servizio: ****

Published in: on agosto 2, 2009 at 9:16 pm  Comments (1)  

Ermeneutica dei giudizi di valore

Grazie al lettore che ci ha fatto presente  l’incongruità, in un blog dedicato a questioni così alte e impalpabili, di una valutazione basata sulla crassa materialità neocapitalista implicata nel sistema di valutazione da 1 a 10; dopo una discussione abbiamo quindi deciso di esprimere le valutazioni nel seguente modo: sarà valutata separatamente la qualità delle vivande, espressa in prosciutti; del vino, espressa in bottiglie; dell’ambiente, espressa in casette; e del servizio (comprendente anche i prezzi), espressa in camerieri. I voti andranno da 1 (inaccettabile/scadente), a 2 (passabile/discreto) a 3 (buono) a 4 (ottimo/entusiasmante). Ci siamo accordati per una linea editoriale improntata a una severità non fanatica. Per il momento le valutazioni saranno espresse in asterischi al posto delle varie icone: questo sarà corretto non appena avremo capito come si fa.

Published in: on agosto 2, 2009 at 8:53 pm  Comments (2)