Certe volte alcuni locali, nonostante l’ambiente piacevole ed il vino e le pietanze di buona qualita’, ci lasciano un vago senso di antipatia. In questo caso siamo giunti nel ridente villaggio di Sela, e siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’ ambiente elegante dell’osmiza in questione. Quando pero’, richiedendo un succo di mela, ce lo siamo visti versare da un brik ci ha preso lo sconforto. “Pazienza,” ci siamo detti “cosa sara’ mai un succo!”. Quando pero’ abbiamo ordinato delle verdure miste (pregustando le primizie dell’orto casalingo elaborate con mano sapiente e ricette segrete dai padroni di casa), ci sono arrivati olive, cetriolini e peperoni direttamente dal supermercato.
Nelle osmize slovene di solito l’offerta e’ aperta anche verso piatti caldi di notevole “struttura”: salsicce, crodeghini, lonza con crauti, brovada ed altro. Ci siamo dati come regola quella di assaggiare solo la parte fredda del menu, comunque a memoria la parte calda era buona. Ci siamo fatti portare del crudo (discreto), del formaggio fresco con olio (ed una buona quanita’ di aglio) e degli struklj cotti con ricotta e noci (buoni). Altra cosa, nelle osmize slovene fin qui testate (Brestoviza, Sveto e questa), il vino e’ di qualita’ media decisamente superiore alle italiane. Il rosso generalmente e’ un terrano, il bianco (di solito molto leggero) e’ Malvasia o Vitovska (chiamata anche Grganja). Non ci sono ancora capitati vini difettosi.
I prezzi sono nella media italiana, il servizio, come detto, non brilla per simpatia. Il villaggio di Sela e dintorni (Voisciza, Castagneviza e la bella strada che porta a Comeno) valgono una gita, se in bici, meglio.
Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: **
