Questa è la prima osmiza di Samatorza di cui ci occupiamo, ma questo è il paese con il maggior numero di frasche in tutto il Carso: quasi sempre ne troverete una aperta. Mi sia concesso un piccolo excursus sul terreno della filosofia morale: arrivare in osmiza in macchina, scusate, ma è un po’ da burini (sì, lo faccio anch’io, ma almeno poi mi sento in colpa); la sosta in osmiza deve idealmente essere il culmine di una lunga pedalata o camminata, al termine della quale ristorare le membra esauste e congratularsi con se stessi, perchè si sa di esserselo meritato. Faccio solo adesso menzione di questo importante aspetto perchè Samatorza vanta nei suoi dintorni una delle più belle aree del Carso, che ha il suo culmine nel Monte San Leonardo. Questa osmiza ha la qualifica di agriturismo, e si trova andando dritti su per una delle salite che partono dalla piazzetta bassa del paese. E’ aperta a novembre e dintorni, quindi raramente si avrà la possibilità di usufruire al meglio del cortile esterno [rettifica: a novembre c'è di solito l'apertura "come osmiza", ma "come agriturismo" il posto è aperto molto spesso nell'arco di tutto l'anno]; l’interno però compensa più che adeguatamente, con un ambiente exquisite, al contempo rustico ed elegante, pietra, legno, attrezzi antichi appesi ai muri e un allegro caminetto. Va detto che ogni tanto l’ambiente sarà deturpato da musica orribile, ma non sempre, e il volume è sopportabile. Quando vi porteranno il vassoio, in ogni caso, sarete disposti a perdonarli: il salame, l’ossocollo, il prosciutto crudo, nonché l’inedito “ombolo lardato”, sono tutti ottimi, e gli altri tra affettati e formaggi non sfigurano. Potete prendere anche un panino con salsiccia, assolutamente consigliabile (sono disponibili anche salsicce, patate e altri prodotti per asporto). Il vino non brilla. I prezzi sono più che ragionevoli per la qualità dell’offerta, e vi sentirete il cuore leggero al momento di riprendere la vostra scarpinata.
Aggiornamento: anche questa osmiza ha cominciato a prendere sul serio la sua qualifica di agriturismo e offre un ampio ventaglio di piatti caldi: cotechino e frittate, che avevamo già visto e apprezzato, adesso anche gnocchi, ombolo arrosto, altri arrosti, e una varietà di contorni e di dolci; purtroppo abbiamo potuto fare pochi assaggi nuovi, e ci limitiamo a dirvi che la qualità degli affettati, e in particolare del prosciutto, si mantiene alta, che le verdure sott’olio peccano un po’ per eccesso di peperoncino, e che lo strudel di ricotta si fa apprezzare, ma non entusiasma. Probabilmente riapriranno all’inizio della prossima primavera 2011.
Vivande: ****
Vino: **
Ambiente: ****
Servizio: ****
