L’avevamo vista aperta altre volte ma ci era sfuggita; adesso è aperta da poco in questa fine di settembre 2010, non sappiamo fino a quando, con una frasca enorme in una stradina laterale a quella che attraversa il centro di Sales. Nella maggior parte del cortile i tavoli sono immersi in un mare di sassi non molto accogliente, ma alcuni di noi sono rimasti avvinti dall’atmosfera rurale (non una novità, da queste parti) e dalla vista sul giardino. L’interno è abbastanza ben tenuto ma non ci affascina particolarmente. Siamo arrivati in un momento in cui l’offerta era piuttosto scarsa, ma ci siamo potuti fare un’idea degli affettati: prosciutto crudo e arrosto hanno una personalità marcata, forse fino all’eccesso (di sale), ma piacevoli; la pancetta è onesta. Il servizio può presentare qualche disguido non grave, i tempi sono un po’ rilassati ma i prezzi contenuti. Cestini per il pane azzurri, ma con il condimento della fame si tollera perfino questo.
Ordinato il solito rosso, che di solito nelle cantine meno “dotate” tiene meglio botta, ci stupiamo: decisamente beverino (terrano o misto/refosco?)! Preso coraggio e ordinato anche il bianco, con piacere scopriamo che anche questo si difende bene, decisamente al di sopra della media, scarsina, delle osmize carsoline. Il posto, insomma, è buono e alla buona, una tipica osmiza carsolina che offre cibo e bevande popolari di qualità, esempio che il resto del mondo farebbe bene a imitare invece di ingozzarsi di fish’n'chips.
Vivande: ****
Vino: ****
Ambiente: ***
Servizio: ***

