Šuc (Borgo Grotta Gigante / Briščiki)

Ci era colpevolmente sfuggita finora, l’unica osmiza del piccolo borgo, ma voi non perdetevela: quest’anno (2012) aperta fino a Pasquetta e poi di nuovo da fine aprile, si tratta di un’osmiza/fattoria con tanto di stalla a fianco della stradicciola che porta al locale e viavai di trattori. L’esterno ha senz’altro carattere, ma forse non farà appello alle sensibilità più cittadine. Per quanto riguarda l’interno, è curato e accogliente nonostante il neon e un improbabile pavimento in simil-tartan; sulle pareti campeggia gran copia di attrezzi agricoli di ogni sorta e decorazioni varie. Probabilmente meglio di giorno che di sera, dove l’atmosfera lascia qualcosa a desiderare. La tabella di affettati è di taglia media, con un paio di Spezialitäten inconsuete come il formaggio con l’olio e la pancetta in due versioni, ma la sorpresa sono i prezzi, più bassi che praticamente ovunque, che sembrano riportare il borsello a tempi più felici – e che fanno perdonare il servizio non efficientissimo. In una delle solite visite troppo rapide, non abbiamo assaggiato il vino né gran parte degli affettati, il che è un peccato non solo per lo scarso esempio di professionalità offertovi, ma anche perché la qualità di quel poco che abbiamo assaggiato è decisamente superiore alla media, tanto che il voto potrebbe essere ritoccato perfino al rialzo. I cerchi concentrici della pancetta arrotolata ipnotizzano con i loro ricchi effluvi, zucchine e pomodori sott’olio sono assai ben calibrati, mentre il formaggio con l’olio soffre un po’ della taglia molto piccola dei frammenti (non abbiamo appurato se si tratti di produzione propria, ma sembra abbastanza probabile dacché si vende anche latte per asporto). Provate voi il resto e ho il sospetto che non sarete delusi.

Vivande: ****
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ****

Published in: on aprile 7, 2012 at 9:34 pm  Lascia un commento  

Kocman (Sgonico / Zgonik)

Aperta quest’anno tra metà giugno e i primi di luglio, è un’osmiza con un notevole giro di affari, come spesso accade a Sgonico (il mio sospetto è che questo sia dovuto al fatto che Sgonico è l’unico paese del Carso che il triestino medio conosce, ma razzismo a parte). La frasca è un po’ fuorviante: l’osmiza si trova poco al di sopra della strada che attraversa il paese, più o meno in corrispondenza del campanile, e si presenta molto bene, con un ampio giardino ombreggiato, vigne a due passi dai tavoli e un buon numero di tavoli riparati sotto una tettoia. L’interno è abbastanza ben curato, ma rimbomba un po’ troppo per i miei gusti. L’offerta è classica, senza fronzoli, e purtroppo ne abbiamo testato solo una parte, e senza vino (però la presenza di riconoscimenti a livello locale incorniciati, tutte prime e seconde posizioni intorno all’anno 2000, dovrebbe promettere bene). La pancetta è valida, con un retrogusto di nocciola, il prosciutto arrosto poco interessante, i sottaceti, soprattutto le olive, fanno venire dei sospetti sulla provenienza, però il pane è buono e questo fa pendere il piatto della bilancia verso il positivo. I prezzi sono nella media, in un paio di casi più bassi, ma il servizio ha degli evidenti problemi a gestire il flusso di clienti di un normale week-end. Chiusura quest’anno [2011] il 3 luglio, almeno secondo il calendario ufficiale del comune di Sgonico – che ci ha già deluso due volte: pare che le osmize siano veramente refrattarie alla burocrazia e alle regole. Approviamo, ça va sans dire.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ****
Servizio: **

Published in: on luglio 2, 2011 at 6:58 pm  Lascia un commento  

Furlan (Gabrovizza / Gabrovec)

Forse i più colti fra i nostri lettori avranno sentito la canzone che parla di una “osmiza, osmiza su a Gabrovizza” che “xè el paradiso del triestin”. In questo caso la verità artistica confligge con quella fattuale, cioè che Gabrovizza non è, almeno oggi, un villaggio ricco di osmize: questa è la prima che recensiamo e, per quanto ne sappiamo, l’unica del paese. Troverete una freccia sulla strada per gran parte dell’anno, ma solo per pochi giorni, in questo caso ad aprile, la frasca ha ragione di essere e incorona l’ingresso di un posto piccolo e molto rustico, che a me ha ricordato le private bisiache: cortile in cemento, tavolini grezzi all’esterno e attrezzi da lavoro in bella vista; rozzo ma non privo di fascino. L’interno è un po’ più curato (commerciale?) e contiene la tabella, che dettaglia un’offerta di taglia media e prezzi nella norma, o leggermente più alti in un paio di casi. La nostra visita è stata una sola e troppo rapida, ma abbiamo avuto modo di apprezzare le qualità del prosciutto e della pancetta in particolare, che volano alto; sul formaggio i pareri sono ancora discordi (a me è parso troppo duro), mentre il pane non ci ha entusiasmato. Complessivamente però siamo al di sopra della media, e questo vale anche per il vino bianco, l’unico che abbiamo assaggiato. Il servizio è sollecito, ma la plastica azzurra del vassoio del pane ha scosso i miei nervi delicati. Nel complesso forse non un paradiso, ma un’osmiza che vale bene una visita.

Vivande: ****
Vino: ****
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on aprile 26, 2011 at 3:08 pm  Lascia un commento  

Grilanc/Ceresjevi (Sales / Salež)

L’avevamo vista aperta altre volte ma ci era sfuggita; adesso è aperta da poco in questa fine di settembre 2010, non sappiamo fino a quando, con una frasca enorme in una stradina laterale a quella che attraversa il centro di Sales. Nella maggior parte del cortile i tavoli sono immersi in un mare di sassi non molto accogliente, ma alcuni di noi sono rimasti avvinti dall’atmosfera rurale (non una novità, da queste parti) e dalla vista sul giardino. L’interno è abbastanza ben tenuto ma non ci affascina particolarmente. Siamo arrivati in un momento in cui l’offerta era piuttosto scarsa, ma ci siamo potuti fare un’idea degli affettati: prosciutto crudo e arrosto hanno una personalità marcata, forse fino all’eccesso (di sale), ma piacevoli; la pancetta è onesta. Il servizio può presentare qualche disguido non grave, i tempi sono un po’ rilassati ma i prezzi contenuti. Cestini per il pane azzurri, ma con il condimento della fame si tollera perfino questo.
Ordinato il solito rosso, che di solito nelle cantine meno “dotate” tiene meglio botta, ci stupiamo: decisamente beverino (terrano o misto/refosco?)! Preso coraggio e ordinato anche il bianco, con piacere scopriamo che anche questo si difende bene, decisamente al di sopra della media, scarsina, delle osmize carsoline. Il posto, insomma, è buono e alla buona, una tipica osmiza carsolina che offre cibo e bevande popolari di qualità, esempio che il resto del mondo farebbe bene a imitare invece di ingozzarsi di fish’n'chips.

Vivande: ****
Vino: ****
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on settembre 25, 2010 at 7:26 pm  Lascia un commento  

Milič (Sgonico / Zgonik)

Pensavamo che a Sgonico, in uno stesso posto (quello descritto nella recensione di Savron) si tenessero due osmize distinte e separate. Non è il primo caso di gemellaggio che ci dà problemi di classificazione; in questi casi bisogna fare particolare attenzione all’offerta e valutare se le differenze siano abbastanza significative da dimostrare che ci sono due gestioni diverse. In questo caso, pare di no: tra le aperture a nome Savron e quelle a nome Milič (queste ultime divise tra giugno-luglio e agosto-settembre) non abbiamo notato differenze di rilievo nelle vivande e non abbiamo mai testato il vino nel periodo Milič, quindi possiamo rimandare semplicemente alla recensione di Savron, con un paio di osservazioni: la gestione Milič mostra un afflusso di pubblico ancora più massiccio; il servizio sempre con i dadi numerati se la cava abbastanza efficientemente. Gli ultimi assaggi riguardavano la pancetta cruda, da evitare, quella arrosta, discreta ma un po’ nodosa, il formaggio, passabile, e la ricotta con miele e noci, da provare. I prezzi sono abbastanza contenuti e il posto rimane bello e complessivamente consigliabile, sempre evitando le domeniche pomeriggio in cui l’afflusso di triestini assume proporzioni massicce.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on settembre 20, 2010 at 11:08 am  Commenti (8)  

Škerk (ex Humar) (Sales / Salež)

Situata presso l’incrocio della strada che porta dalla strada provinciale al centro del paese e quella che va verso Samatorza, è aperta in estate, quest’anno (2010) un po’ a giugno e un po’ a fine agosto, un’osmiza piuttosto dimessa nel look, ma che nasconde picchi sorprendenti nella qualità delle vivande. Lo spazio del cortile di cemento è piccolo ma confortevole (niente posti all’interno), e la maggior parte dei tavoli si trovano sotto una pergola che dà sull’orto sottostante. L’offerta è abbastanza ampia, anche se non ci sono dolci. Tra gli affettati, vanno menzionati almeno il prosciutto arrosto e la pancetta, arrembanti nell’accavallarsi tempestuoso dei loro aromi; onore anche al salame, ricco di personalità e di stile. Anche gli altri che abbiamo assaggiato sono di buona qualità. Delle verdure sott’olio abbiamo provato delle buone olive carsoline e dei pomodori, promossi. Il pane, con sfumature di grissino, svolge degnamente il suo ruolo di basso fondamentale. Il formaggio convince un po’ di meno, e ci lascia a fantasticare su quale potrebbe essere il sapore di un formaggio ricavato dal latte di quegli inquietanti bovini che pascolano nei dintorni di Sales. Al vino rosso, asprigno, attribuiamo una sufficienza provvisoria basata sulle valutazioni di collaboratori esterni alla redazione. Il servizio viaggia su plastica, i tempi sono nella media e così i prezzi. Per i cultori degli affettati carsici è senz’altro un posto da visitare, peccato per le aperture così brevi.

Vivande: ****
Vino: ***
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on agosto 27, 2010 at 2:29 pm  Lascia un commento  

Doljak (Samatorza / Samatorca)

Apre quest’anno (2010) ad agosto questa osmiza che dà sulla stradina che si diparte dalla piazzetta di Samatorza in direzione di Ternova, una delle strade a più alta densità di osmize del Carso (e del mondo). Il posto ha tutta l’aria di essere stato un bar, con bancone, tavoli e rifiniture in stile. Adesso all’interno sono esposte delle fotografie in bianco e nero che rappresentano delle vendemmie locali di qualche anno fa. L’esterno è ampio, riparato in alcuni punti da teloni bianchi, tutto in modo più efficiente che bello. L’offerta è classicissima, con i prezzi nella media. Il servizio è su plastica, non particolarmente rapido. Gli affettati che abbiamo provato erano corretti ma poco ispirati; per ora diamo la sufficienza, anche considerato che il formaggio è un gradino sopra. Il vino stavolta non l’abbiamo assaggiato, ma potrebbero esserci dei giudizi enologici pregressi che invito il collega a esplicitare. Sarà la giornata, saranno le fisarmoniche che dominavano il campo, ma per il momento questo locale ci ha lasciato abbastanza indifferenti; a volte bisogna saper stuzzicare un po’ la fantasia.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: **

Published in: on agosto 16, 2010 at 8:54 pm  Lascia un commento  

Doglia – Dolliani (Samatorza / Samatorca)

Aperta quest’anno (2010) tra metà luglio e i primi giorni d’agosto, questa osmiza si trova, come ci ricorda uno scritto all’interno, a Greta, minuscola frazione di Samatorza, sconosciuta forse anche ai più accaniti topografi: si tratta di pochissime case situate in cima a una salita, tra i due agglomerati più grandi, vicino ai vigneti e al monumento ai caduti. Il posto, va detto, ha l’aria non tanto di un’osmiza quanto di una casa, e di fattura moderna, adattata provvisoriamente alla funzione di osmiza: i clienti sono accolti, nel cortile, in uno spazio piuttosto angusto, con i tavoli molto vicini gli uni agli altri; pensiline e tettoie coprono la maggior parte dei posti a sedere, ma il posto rimane poco confortevole. L’offerta è classica, e ne abbiamo testata una parte abbastanza consistente: possiamo dire che si attesta sulla media, con affettati, formaggio e verdure sott’olio di impostazione classica; si può segnalare un ossocollo apprezzabile, mentre la pancetta, che tende molto al lardo, non convince (un po’ unta, servita almeno in un caso troppo fredda). Un nostro collaboratore ha giudicato discreto il Terrano locale. Il servizio è rimarchevolmente rapido, ma questo non basta a perdonare del tutto i vassoietti di plastica; i prezzi sono nella media. Osmiza dignitosa, ma che non scalda i cuori.

Aggiornamento: periodo di apertura simile anche nel 2011 (rimando al calendario del comune), formaggio un po’ insipido, pomodori apprezzabili. Aggiungo una stella al servizio, che si conferma molto veloce.

Vivande: ***
Vino: ***
Ambiente: **
Servizio: ****

Published in: on agosto 2, 2010 at 3:48 pm  Lascia un commento  

Skupek – Beltram (Colludrozza / Koludrovca)

Aperta solitamente in due periodi, tra fine primavera e inizio estate, questa è un’osmiza molto frequentata che monopolizza il paese di Colludrozza attirando orde di turisti nei fine settimana (le aperture sono concordate con la vicina Sgonico, per evitare sovrapposizioni), ma vanta per il resto un ambiente molto pacifico, avvantaggiato dalla posizione naturale con vista su prati e colline, e che mescola abilmente la parte agricola a quella per i clienti, che si trovano seduti quasi in mezzo ai vigneti, in un tripudio di verdi che esaltano il sapore degli affettati (peccato solo che si permetta alle automobili di parcheggiare troppo vicino all’osmiza). Per fare le ordinazioni si entra nella penombra di un seminterrato quasi vuoto, ma non brutto, in cui campeggiano attrezzi agricoli dismessi e simili, nonché qualche animale impagliato. L’offerta è piuttosto ampia, e include varie verdure sott’olio, pesche col vino e liquore di Terrano. In una visita precedente mi era capitato di trovare degli affettati evidentemente appena tirati fuori da un frigo, il che dovrebbe essere tabù, ma quest’anno l’esperienza non si è ripetuta. La qualità delle vivande è sufficiente, con un ombolo un po’ anonimo, prosciutto arrosto abbastanza fiacco e una buona pancetta; discrete le melanzane sott’olio. Per quanto riguarda il vino, il giudizio di un nostro collaboratore esterno sulla Vitovska è positivo, mentre non abbiamo testato il rosso. Il servizio è rapido, pur con qualche inconveniente, viaggia su plastica e i prezzi sono nella media locale (a parte l’acqua, che salvo esplicita richiesta viene data in bottiglia e quindi fatta pagare anziché no). Il locale, nel complesso, ha i suoi difetti, ma vale una visita, specialmente per la grazia sonnolenta dell’ambiente.

Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: ***

Published in: on luglio 18, 2010 at 8:51 am  Lascia un commento  

Rebula (Rupinpiccolo / Repnič)

Apre, a quanto pare, solo un paio di settimane tra giugno e i primi di luglio l’unica osmiza del borgo. Si trova vicino alla piazzetta centrale, e vi si accede attraverso un portone ombreggiato da un grande albero scuro che stabilisce un’atmosfera accogliente. I clienti sono ospitati nel giardino, sotto un discutibile telone di rete scura, o sotto un portico. Il posto più ambito è il tavolo sotto la pergola. Il giardino fiorito è molto carino e tranquillo, dall’atmosfera genuinamente rustica, ma i tavoli hanno un’aria un po’ troppo provata, e nei posti sotto il telone c’è un che di vagamente claustrofobico. Dell’offerta, basica, abbiamo testato solo alcuni elementi: un formaggio leggermente stagionato, salame e pancetta, che si sono attestati molto tranquillamente nella media delle osmize “minori” (un po’ meglio la pancetta, che trova il suo perché con l’aggiunta di qualche grano di pepe); il pane, discreto, è servito in blocchi grandi il doppio del solito. Non abbiamo testato il vino. Un punto di forza di questa osmiza è il servizio, molto rapido, e i prezzi sono bassi. Non un’osmiza a cui recarsi in pellegrinaggio da terre lontane, ma un posto dove si può cercare ristoro senza paura di delusioni.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ****

Published in: on luglio 3, 2010 at 4:49 pm  Lascia un commento  
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