Frustrato dalla chiusura repentina e contemporanea di un’osmiza a Repen e un’altra a Opicina, mi dirigo verso San Giuseppe della Chiusa; sul fondo del paese, rotolando dall’alto lungo la ripidissima stradina, si vede una frasca; il cortile interno in cemento è bruttino, con tavoli che emanano odore di vernice, che specialmente con il caldo non si adatta molto bene agli affettati; alcuni dei tavoli sono sovrastati da uno di quei famigerati teloni verdastri. L’interno serve solo a fare le ordinazioni. C’è una discreta varietà di affettati, più formaggio e olive, venduti a prezzi alti, specie considerato che il posto non può pretendere di vantare una posizione privilegiata. Il servizio è lento e piuttosto impreciso. Oramai maldisposti, si è sollevati nel constatare che gli affettati, nello specifico salame e ombolo, tengono botta abbastanza bene; il pane è piacevolmente croccante, il formaggio piuttosto scipito. Il vino non lo abbiamo assaggiato. Uno di quei posti da cui si esce con un “mah?”, ma una recensione non si nega a nessuno.
Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: **
Servizio: **

