Milič (Repen)

Accanto alla piazza di Repen, solitamente intorno a luglio, trovate un’osmiza enfaticamente rustica, con tanto di stalle su entrambi i lati dell’entrata del cortile, da cui si levano muggiti e alti guai. Per terra c’è ghiaia ma l’ambiente è accogliente e rilassante, con un paio di pergole sotto e sopra cui si aggira un gatto e un tavolo di pietra con relative panche (il resto è di plastica). L’interno, un po’ vuoto, punta invece sul legno, con gran copia di riconoscimenti e attestati di partecipazione a mostre vinicole locali, di cui non abbiamo purtroppo potuto verificare la fondatezza. Solo un paio di assaggi non possono fare giustizia al posto, ma come troppo spesso accade dobbiamo accontentarci: abbiamo provato il prosciutto crudo, discreto, e un “sottoguanciale”, simile alla pancetta e che probabilmente non abbiamo mai visto fuori Repen; i riflessi giallastri non ispirano l’appetito, ma il gusto è gradevole, con delle inedite sfumature di nocciola. Il resto dell’offerta è piuttosto convenzionale e di ampiezza media. Il servizio è su plastica, ma rapido e gioviale e i prezzi sono più bassi della media. Non sappiamo se sono previste o no altre aperture nel corso dell’anno.

Aggiornamento: c’è un’apertura a settembre (2010); abbiamo provato il prosciutto cotto (non arrosto): non male. Bisognerebbe però fare qualcosa per le mosche, attirate dalla stalla, che hanno preso possesso dello spazio interno. Stavolta abbiamo avuto qualche problemino con il servizio, e abbassiamo quindi il voto spietatamente.

Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on luglio 27, 2010 at 11:06 am  Lascia un commento  

Škabar (Repen)

Fedele al principio che una recensione incompleta è meglio di nessuna recensione, e constatata la non disponibilità dei miei colleghi, offro un’altro resoconto di una breve visita analcolica a un’osmiza che stava per chiudere (e che quest’anno (2010) riaprirà, ma solo forse, ad agosto // Aggiornamento: aperta fino al 5/9/2010). Le osmize a Repen non sono molte, e il paese è spesso sprovvisto di frasche, con la spettacolare eccezione, una volta ogni due anni, delle “nozze carsiche” in cui oserei dire una casa su tre apre i battenti. Questa osmiza si trova a due passi dal museo della Kraška Hiša, ed è provvista di un cortile chiuso e di uno spazio interno su più livelli: il posto è abbastanza accogliente, anche se non del tutto scevro dal rischio dell’effetto bianco-neon-rimbombo. Sulle pareti spiccano dei riconoscimenti per il vino, rinomato a livello locale, e un sorprendente ritaglio di giornale che riporta le recensioni di alcuni sconosciuti nostri precursori, che offrono dei commenti entusiastici per questo locale. L’offerta di affettati non è molto ampia ma vanta alcune rarità come il guanciale, la gelatina e la frittata alle erbe (quest’ultima potrebbe far sorgere qualche domanda). Tutto ciò è servito su vassoi di ferro e con prezzi nella media. La salsiccia secca convince solo in parte, ma la pancetta avanza a vele spiegate, assistita da un pane probabilmente allo strutto, con una personalità spiccata. Il locale sembra avere un certo seguito nella zona, e prima o poi bisognerà tornarci per poter essere più esaurienti.

Aggiornamento: si conferma la qualità delle vivande: prosciutto arrosto con cren, severo e deciso; guanciale saporito e più che soddisfacente; il formaggio probabilmente non è di produzione propria ma fa la sua parte. Il prosciutto crudo si è rivelato un po’ troppo grasso, ma di buona qualità. C’è da dire che spesso l’offerta cambia di giorno in giorno secondo l’estro dei proprietari, e potrete trovare di volta in volta ombolo con rucola, frittata, e degli štruklji (molto rari nelle osmize italiane) che scaldano il cuore e alleggeriscono considerevolmente il portafogli.

Vivande: ****
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ***

Published in: on maggio 15, 2010 at 2:53 pm  Lascia un commento  

Tavčar – Repen

Anche in questo caso, l’entusiasmo per l’apertura della nuova categoria “Monrupino”, c’era.
Purtroppo siamo stati parecchio sgonfiati da questa osmiza. L’ambiente si presenta abbastanza anonimo, la bellezza non e’ di casa, e mentre da una parte occhieggiano il Che e Tito sulle etichette di liquori, il faccione di Borghezio su una bottiglia di vino non favorisce l’appetito.
Il vino e’ mediocre, sia Malvasia che Terrano, e viene fatto pagare piu’ del solito (60 cent il bicchiere). L’offerta di vivande e’ scarsa (prosciutto crudo e cotto, speck, pancetta, ossocollo), la qualita’ e’ sufficiente (un po’ meglio l’ossocollo) ma i prezzi anche qui sono maggiori della media.

Vivande: ***
Vino: **
Servizio: **
Ambiente: **

p.s. Ecco un interessante retroscena:

http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2009/10/28/NZ_18_APRE.html

Published in: on febbraio 28, 2010 at 7:13 pm  Commenti (2)  
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