Accanto alla piazza di Repen, solitamente intorno a luglio, trovate un’osmiza enfaticamente rustica, con tanto di stalle su entrambi i lati dell’entrata del cortile, da cui si levano muggiti e alti guai. Per terra c’è ghiaia ma l’ambiente è accogliente e rilassante, con un paio di pergole sotto e sopra cui si aggira un gatto e un tavolo di pietra con relative panche (il resto è di plastica). L’interno, un po’ vuoto, punta invece sul legno, con gran copia di riconoscimenti e attestati di partecipazione a mostre vinicole locali, di cui non abbiamo purtroppo potuto verificare la fondatezza. Solo un paio di assaggi non possono fare giustizia al posto, ma come troppo spesso accade dobbiamo accontentarci: abbiamo provato il prosciutto crudo, discreto, e un “sottoguanciale”, simile alla pancetta e che probabilmente non abbiamo mai visto fuori Repen; i riflessi giallastri non ispirano l’appetito, ma il gusto è gradevole, con delle inedite sfumature di nocciola. Il resto dell’offerta è piuttosto convenzionale e di ampiezza media. Il servizio è su plastica, ma rapido e gioviale e i prezzi sono più bassi della media. Non sappiamo se sono previste o no altre aperture nel corso dell’anno.
Aggiornamento: c’è un’apertura a settembre (2010); abbiamo provato il prosciutto cotto (non arrosto): non male. Bisognerebbe però fare qualcosa per le mosche, attirate dalla stalla, che hanno preso possesso dello spazio interno. Stavolta abbiamo avuto qualche problemino con il servizio, e abbassiamo quindi il voto spietatamente.
Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ***
