Pernarcic Boris 5-15/1
Radetic Sidonja 19-29/1
Pahor Luciana 6-22/2
Legisa Nadia 10-27/3
Angelini/Gabrovec – Malchina / Mavhinje
Come annunciato da tempo, concludiamo con questa (anche se speriamo di sbagliarci o di essere sorpresi da nuove aperture) la visita delle osmize del comune di Duino Aurisina.
Chiudiamo nel migliore dei modi: l’offerta gastronomica e’ varia e valida, salame e prosciutto sono magri e saporiti, il formaggio si difende come anche i sottaceti. Notiamo delle influenze importanti (anche se oramai diffuse) nel cotechino nel pane e nella pancetta arrosta coi semi di finocchio, che qui si fa particolarmente lussuriosa e lipidica con il grasso che sovrasta il magro. Non abbiamo provato il cotto, l’ombolo e la pancetta cruda. Il vino e’ di buon livello, offerta base bianco/rosso.
Il cortile e’ grazioso con vista sull’orto, convince poco il tendone in plastica, mentre la bandiera NO TAV all’ingresso merita una menzione di lode. Il servizio e’ rapido, ben fatto, prezzi nella norma.
Vino: ***
Cibo: ****
Ambiente: ***
Servizio: ****
Pipan Vasilij (Malchina / Mavhinje)
Recensiamo tardivamente questa nuova arrivata del parco osmize di Malchina, che ha aperto per un paio di settimane tra marzo e aprile. Si trova all’imbocco del sentiero 31 verso nord, in direzione del Monte Sambuco, e il suo aspetto è un po’ atipico: una villa molto benestante con bel giardino colmo di erba verde, alberi in fiore e vista su un vigneto; atipico, ma piacevole. L’interno è ampio e abbastanza gradevole, anche se un po’ spoglio. Orbene, dispiace dire che le qualità dell’osmiza, a una prima e frettolosa visita, non vanno molto oltre: manca un parere ufficiale sul vino, ma due testimoni degni di fede ci hanno parlato assai poco bene del Terrano – per il bianco non ci sono ancora assaggi; le vivande che abbiamo assaggiato sono risultate dignitose ma con troppi difetti (secchezza in particolare, e le olive sono davvero troppo amare). Segnaliamo un’anomalia nell’offerta: manca il prosciutto crudo, ma al suo posto c’è un’originale salame equino che marcia sulla novità senza proporre armonie gustative di grande rilievo; il resto dell’offerta è nella media, anche per quanto riguarda i prezzi, il servizio è sollecito ma non molto preciso. Per ora siamo un po’ perplessi, anche se si spera che a una prossima apertura riusciremo a rendere più giustizia a quest’osmiza, e che essa si impegni un po’ di più a convincerci.
Vivande: **
Vino: *
Ambiente: ****
Servizio: ***
Rebula – Slivia / Slivno
Gran parte delle osmize, probabilmente a causa del retaggio rurale o tradizionale, non danno molto spazio alla fantasia o all’eccentricita’. Come del buon r’n'r, si basano sulla ripetizione di canoni piu’ o meno fissi. Nel nostro caso, non aspettatevi grandi stravolgimenti, pero’ notiamo degli elementi di rottura, forse causati dalla giovinezza (azzardiamo).
Cosi’ tra le vivande troviamo un crudo dal retrogusto peculiare, certo non sgradevole, ed un’inedita pancetta leggermente agliata (potrete scegliere tra la carsoliza arrotolata ed il “monoblocco”). Anche qui arriva la pancetta arrosta, speziata a dovere, mentre i sottoli sono nella media. Particolare anche il dolce: gnocchi di patate con albicocca. Discreto il vino, preferiamo comunque il rosso.
L’ambiente e’ piacevole ed abbellito con fantasia (pur restando nell’ambito carsolin-retro-chic); non si scivola nella finotteria di qualche collega. Abbonda la pietra (tetti, pozzo, edifici diroccati) e c’e’ anche una sala verde.
Il servizio e’ efficiente ed i prezzi sono inferiori alla media. Se avete qualcosa da dire potrete farlo sul quadernetto al bancone.
Vino: ***
Vivande: ***
Ambiente: ****
Servizio: ****
Škerk (Ternova / Trnovca)
Una di quelle osmize rudi dell’altopiano, che disprezzano i fronzoli e guardano storto damerini e femminucce. Si trova nella parte alta di Ternova, dà su una stretta stradicciola, e apre generalmente due volte all’anno, intorno ad aprile e intorno a giugno, un paio di settimane alla volta. Una volta entrati con passo virile nel cortile, ombreggiato da quello che credo sia un noce, vedrete il bancone, situato all’aperto sotto una pensilina. Ci sono anche alcuni tavoli al coperto, in una specie di garage piuttosto angosciante, ma l’esterno è più gradevole. L’offerta è di ampiezza media e impostazione classica; alcuni dei nostri dati sono vecchiotti, altri più recenti poco dettagliati, ma ci sentiamo di dare un giudizio complessivo abbastanza positivo sulle vivande, servite naturalmente su plastica; la pancetta, in particolare, si fa valere, anche se è un po’ troppo grassa, mentre l’ombolo svolge il compitino senza particolari sforzi. Il servizio è abbastanza rapido e i prezzi contenuti. Il vino, d’altro canto, non ha fatto una buona impressione sui nostri enologi, che pure apprezzano il posto (quanto ideologicamente?). Qui, comunque, non si viene a degustare e sorseggiare, ma a magnar e bevar. Tenuto questo in conto, il posto non riserverà delusioni.
Vivande: ***
Vino: **
Ambiente: ***
Servizio: ***
Gabrovec – Prepotto / Praprot
Un’ altra nuova entrata nel mondo delle frasche, stavolta in quel di Prepotto. Se non ve lo dicessimo certo non ve ne accorgereste: l’ambiente e’ curato e gia’ frequentato dalle masse, l’offerta e’ ampia come, se non piu’, di molti veterani.
Situata tra i vicoli del borgo, con un cortile raccolto ed ingraziosito da sprazzi di vecchia architettura carsolina e dall’ ombra di un noce, l’ osmiza vanta un’offerta difficile da testare completamente. Noi abbiamo preso crudo, salamino/salsiccia, la pancetta arrosta coi semi di finocchio che furoreggia in sempre piu’ osmize del circondario, ed infine delle verdure sottolio. Tutti promossi alla fine con la gia’ citata pancetta a scaldare gli animi, e le verdure (zucchine, olive, pomodori secchi) che molto spesso sono indice fedele della qualita’ generale (diffidare di chi vi rifila i Sacla’…). A voi la prova di prosciutto arrosto, pancetta, ombolo, ossocollo e di quattro tipi di dolci.
Il vino e’ diviso in bianco/rosso, preferiamo nettamente il secondo (che si fa pagare qualcosa in piu’), ma anche il bianco tiene botta.
Servizio rapido e prezzi nella media.
Aggiornamento: buono anche il formaggio, servito con olio e semi di finocchio à la Fabec; pancetta cruda discreta ma con qualcosa di vagamente obliquo. Dei dolci molto bene sia lo strudel con ricotta che le palačinke. Rimane qualche rimpianto per non avere assaggiato una parte maggiore dell’offerta, che comprende tra l’altro rarità come lo strudel salato, lo strudel con susine e un’inedito aperitivo alla melissa. Al prossimo anno.
Vino: ***
Vivande: ****
Ambiente: ****
Servizio: ***
Rebula (Prepotto / Praprot)
Già ad un primo sguardo questa osmiza si colloca inequivocabilmente nella categoria “ruspanti”: cortile di cemento, muri sbrecciati, tavolini scheggiati ma atmosfera accogliente, con la ciliegina delle galline che ruspano, appunto, nel loro recinto proprio accanto ai tavoli. Se poi si considera che il locale si trova a Prepotto, patria di alcune delle osmize più posh del Carso, questo posticino modesto assume inevitabilmente l’aria del parente povero; il che, però, non è necessariamente una brutta cosa, e questa semplicità può essere apprezzata non solo dai duri e puri, ma anche da coloro che danno il dovuto apprezzamento all’eleganza, senza fare un feticcio della “vocazione proletaria” e cose del genere. Si trova a due passi dalle colleghe più blasonate, quasi nascosta sul retro di una casa, e non vanta ampi panorami, ma all’ingresso il visitatore è accolto da una sontuosa cascata di fogliame scuro, appartenente ad alcuni nodosi arbusti di cui non conosco il nome, e ortensie e rose rigogliono nelle aiuole che bordeggiano il cortile, dotato di pergola. Tutta questa grazia senza pretese, però, è parzialmente macchiata una gestione che mostra segni di incuria: l’interno è minuscolo e decisamente bruttino, e sotto una specie di tettuccio trovano posto solo un paio di tavoli, quindi ci si è dovuti inventare una tettoia di plastica trasparente che urta gli occhi e l’anima nella sua bruttezza luccicante, che non si ferma a chiedere scusa. Le vivande non hanno forse ricevuto la dovuta attenzione dalla redazione (il vino non lo abbiamo assaggiato), ma sembra abbastanza chiaro che l’offerta si attesta sulla sufficienza e non oltre: il prosciutto crudo e l’ombolo hanno un che di scontroso, il formaggio non suscita particolare cupidigia, il pane manca di personalità, mentre va meglio il raro ossocollo arrosto, servito a fette spesse con il cren nello stile del prosciutto arrosto, e che trova così la sua vocazione, con buoni risultati. Una nota di merito va al servizio, anche se i vassoi sono di plastica: i tempi sono molto rapidi e i prezzi più bassi della media. Se tra fine maggio e metà giugno vi trovate a passare di lì, non aspettatevi che si tenti di fare concorrenza alle due osmize vicine, non troverete lusso e giornalisti stranieri in estasi, ma potrete immergervi in un’atmosfera molto “vecchio Carso”.
Vivande: ***
Vino: s.v.
Ambiente: ***
Servizio: ****
Šulin (ex Ferfoglia) (Medeazza / Medjavas)
Le opinioni variano molto su questa osmiza, dallo stravagante profluvio di elogi contenuto in un ritaglio di giornale che i proprietari sfoggiano su una parete, a giudizi nettamente negativi di altre persone che non staremo a citare per paura di ritorsioni. Il posto si trova appena sopra la piazzetta di Medeazza, ed è aperto tipicamente a maggio. Molto carino lo spazio esterno, diviso tra un cortile in porfido e un lussureggiante giardino che ospita a sua volta alcuni tavoli. L’interno è un po’ cupo ma più che vivibile. L’offerta è più ampia e fantasiosa della media, con delle rarità come salame e pancetta alla paprika, e un’ampia scelta di verdura sott’olio e sottaceti; la qualità è discreta, con gli affettati spesso caratterizzati da una personalità particolare, ma che perlopiù non convincono fino in fondo. I salumi piccanti, naturalmente, vanno approcciati con una certa cautela, ma non deluderanno gli appassionati del genere; il prosciutto è un po’ sopra la media, magro e aromatico, la pancetta onesta, il salame un po’ tignoso. Si fanno rispettare anche le “giardiniere” di verdura, di cui ultimamente abbiamo provato dei chiodini sott’olio, originali, con qualche grano di paprika che tende ad appostarsi anche qui e a colorare l’esperienza gustativa di tinte più forti. Io non ho assaggiato il vino ma un mio collega ha provveduto a fare i rilievi necessari, che hanno dato un esito piuttosto negativo. Il servizio è perlopiù rapido e sollecito, ma con qualche difettuccio qua e là; i prezzi sono nella media del paese, ovvero convenienti. L’osmiza insomma vale una visita, meglio se non il primo maggio o di domenica: quando non c’è troppa gente l’atmosfera è molto rilassante.
Vivande: ***
Vino: **
Ambiente: ****
Servizio: ***
Pertot (Aurisina / Nabrežina)
Questa recensione è decisamente incompleta, ma la pubblichiamo lo stesso perché, per qualche motivo, questa è un’osmiza che tende sempre a sfuggirci nel corso dei nostri giri che costituiscono parte del duro lavoro di recensori, e stavolta io sono riuscito ad andarci per uno spuntino: più avanti se ce la facciamo aggiungeremo delle postille. L’osmiza, aperta quest’anno (2010) tra aprile e maggio (ma non ogni giorno) e poi forse in estate, è situata vicino alla già recensita Ušaj, in una delle mille stradine del pittoresco centro di Aurisina: si varca un antico portone carsico che reca i nomi degli avi dei proprietari e si entra in un bel cortile senza tempo, con un tendone bianco (hmm) ma anche un bel tavolo artigianale sotto un portico circondato con un certo bon goût da piante in vaso. L’intero cortile permette allo sguardo di rimbalzare soavemente qua e là sui suoi mille dettagli, che grondano tipicità. L’interno è accogliente, ma dotato anche di televisore, aggiunta un po’ eretica. I pochi affettati che abbiamo assaggiato (l’offerta complessiva è piuttosto ampia) sono di livello medio, e corroborati da un discreto pane fatto in casa. Il servizio funziona abbastanza bene, ma attenzione ai prezzi che sono più alti della media. Il posto, comunque, è piacevole e interessante e spinge a un’altra visita.
Postille: confermiamo che gli affettati sono di qualità media (forse il migliore è il salame) e così il formaggio. I sottaceti, almeno i cetrioli, non sono di provenienza casalinga, il che non smette di indignarci. Un collaboratore esterno ha provato il vino rosso, che ha riscosso una valutazione positiva che vi riportiamo. Continuiamo a preferire l’osmiza vicina ma questa può essere una valida alternativa; attenzione alle aperture, che sono altrettanto erratiche.
Vivande: ***
Vino: ****
Ambiente: ****
Servizio: ***
Cante (Slivia – Slivno)
Un’osmiza primaverile, situata in una parte alta del paese, e che può vantare una vista su campi boschi e casette e le mille e mille gradazioni di verde del Carso in aprile e maggio. Il locale si sviluppa in diversi piccoli spazi su più livelli (cortile, terrazzo, due locali interni, spazio coperto) e l’atmosfera è rustica e senza pretese di eleganza, ma funziona. Il menù è altresì senza fronzoli, ma si sa, mi si perdoni il luogo comune, che il buon rock’n'roll non ha bisogno di più di tre accordi, e una buona osmiza se la può cavare egregiamente con un’offerta spartana. Chi scrive vi si è recato solo una volta: ho assaggiato un signor prosciutto crudo, profumato e saporito, un formaggio leggermente piccante come si trova a volte da queste parti, dalla consistenza ponderosa, uno di quelli che suppongo che potrebbero abbinarsi bene al Terrano – per quanto riguarda il vino non saprei se qualcuno di noi lo ha già assaggiato, e attendo lumi – e infine un buon salame schietto. Non male neanche il pane. I gestori sono gioviali e abbastanza rapidi nel portare i vassoietti di cartone, i prezzi sono nella media, eccetto il formaggio che è un po’ più costoso. Peccato che aprano – pare – solo un paio di settimane all’anno.
Arriva l’enologo: il rosso e’ discreto, purtroppo invece il bianco si fa bocciare senza riserve, peccato, per il resto una delle osmize migliori nei dintorni. All’ ambiente avrei azzardato un 5, vista mozzafiato e stile classico, proletario ma non squallido.
Vivande: ****
Vino: **
Ambiente: ****
Servizio: ***

